Garganistãn_22. Fotografie di Simona de Nicola

© Simona de Nicola

 

Dal 06 Ottobre 2017 al 05 Novembre 2017

Padova

Luogo: Sottopasso della Stua

Curatori: Antonio Corroppoli

Enti promotori:

  • Comune di Padova - Settore Cultura Turismo Musei e Biblioteche

Costo del biglietto: ingresso gratuito

Telefono per informazioni: +39 049 8204522

E-Mail info: ferrettimp@cultura.padova.it

Sito ufficiale: http://padovacultura.padovanet.it


Comunicato Stampa:
Organizzata dall'Assessorato alla Cultura con il supporto dell’Associazione di Promozione Sociale Kinima, la mostra personale di Simona De Nicola prosegue il ciclo di esposizioni fotografiche del 2017 al Sottopasso della Stua.

Partito come racconto della piccola e aspra penisola della Puglia affacciata sulla Grecia e i Balcani, Garganistãn racconta la storia di come il nostro paesaggio – geografico, culturale ed emotivo – ci forma e ci determina.

Quando ho iniziato a pensare a Garganistãn ero di recente tornata da un viaggio di due anni. Zaino in spalla, un punto interrogativo sul concetto di casa e di straniero. Volevo fotografare il carattere aspro e genuino della mia gente, quella tenerezza mista a una certa aggressività. La semplicità, la vitalità e la durezza della vita al sud. Era un viaggio verso la mia terra, ma sono finita in questo posto ibrido e trasversale, che non incontravo in nessuna mappa. Poi, ho ritrovato la mia idea di Garganistãn rappresentato in un'antica carta medievale, di autore sconosciuto, datata tra il 1580 e il 1590. Era la Fool's Cap Map of the World, che ci dice quanto vana è la nostra pretesa di mappare il mondo, e noi stessi
.

Semiologa di formazione, Simona de Nicola gioca con diversi linguaggi: Garganistãn è costruito come un racconto cross-mediale, in cui accanto alla fotografia – 22 scatti in grande formato – compaiono testi, mappe, oggetti, audio, schizzi e collage su taccuino.

“na favola nera, in cui il tempo e lo spazio sono come sospesi e le storie ruotano attorno a personaggi oscuri e oggetti magici, che promettono di aiutarci ad arrivare a casa sani e salvi. Garganistãn è tentativo di sabotaggio – del linguaggio e delle strategie che l’essere umano ha messo in atto per segnare e limitare la presenza del proprio corpo nel mondo. Una mappa che rompe i confini geografici e rimette al centro l’essere umano nel suo modo di abitare il mondo.

Simona De Nicola

Nata in Puglia, semiologa di formazione, scrive e fotografa per progetti personali e per istituzioni del settore culturale ed educativo. È parte del team di Nipponica, organizzazione impegnata nella diffusione della cultura giapponese in Italia. Dal 2012 lavora per Nipponica, promuovendo la cultura giapponese in Italia. Saltuariamente crea laboratori incentrati sulla didattica dell’arte per bambini, ospitati in spazi culturali, centri d’arte e biblioteche tra Italia, Spagna e America latina. Ha un progetto di design, Amanita, in cui con la carta, i fili e la stoffa si diverte a forzare i confini tra l’analogico e il digitale, illustrando, stampando e facendo taccuini rilegati a mano. 

Associazione KINIMA

L'associazione KINIMA non ha scopo di lucro, è laica, apartitica e apolitica. E' un centro di sperimentazione e di formazione di altissima qualità e di grande attualità nell'ambito dell'immagine e della sua interpretazione nella società contemporanea, opera attraverso una serie di attività: corsi di fotografia, uscite fotografiche, visite guidate, camera oscura, prestito attrezzatura fotografica, prestito libri, progetti di stop motion, di time lapse, workshop, concorsi fotografici, performances, esposizioni, incontri con autori e altro ancora. KINIMA si avvale di personaggi di spicco nella cultura delle immagini, professionisti nel campo e teorici di rilievo. Promuove lo sviluppo creativo della persona, la cultura informatica, con particolare attenzione al mondo Open Source. Con il nuovo ciclo di Mostre che inaugura le attività del 2017, KINIMA coinvolge giovani talentuosi curatori e giovani artisti emergenti, per sottolineare lo spirito di autentica ricerca e innovazione che ha definito, in questi ultimi anni, il Sottopasso della Stua come polo di sperimentazione culturale e KINIMA come una solida scommessa di ricerca sulla fotografia per la città di Padova.

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