Francesco Pignatelli. Osservatorio
Francesco Pignatelli, Homeless, Chiesa di San Cristoforo, Lucca
Dal 24 Novembre 2012 al 27 Gennaio 2013
Luogo: Chiesa di San Cristoforo
Indirizzo: via Fillungo
Orari: da lunedì a venerdì 10-14/ 15-19.30; sabato e domenica 10-19.30
Enti promotori:
- Associazione San Cristoforo Art – Philosopy – Science - Spirituality
Telefono per informazioni: +39 0583 957660
E-Mail info: info@artcristoforolucca.com
Sito ufficiale: http://www.artcristoforolucca.com
La mostra è patrocinata da Comune di Lucca, Provincia di Lucca, Camera di Commercio Lucca, Assindustria Lucca, Confcommercio Lucca e Confartigianato Lucca.
Lalla’s Join e l’Associazione San Cristoforo hanno deciso di dedicare al fotografo milanese Francesco Pignatelli un’importante mostra all’interno della suggestiva Chiesa romanica di San Cristoforo, nel cuore di Lucca.
“Osservatorio” presenterà al pubblico tre serie di immagini: la prima è Translations nella quale l’artista, riflettendo sul linguaggio dell’immagine contemporanea, utilizza ritratti scaricati da internet per trasformarli in codici alfanumerici, dando vita ad un vocabolario universale.
Homeless nasce dai residui di lavorazione che accumulandosi gradualmente sul pavimento, hanno acquisito una propria individualità: i giganteschi fiori ammassati gli uni contro gli altri, come corpi esanimi, hanno suggerito a Pignatelli la volontà di proseguire il discorso sulla morte e sulla rinascita.
Infine con la serie Reversed Renaissance l’artista rivisita in chiave contemporanea capolavori rinascimentali, come “la Vergine adorante il bambino” di Botticelli e “la Vittoria di Costantino su Massenzio” di Piero della Francesca, contestualizza ex novo i segni dei dipinti spingendo a coglierne significati nuovi, donando alle immagini una nuova spontaneità.
Francesco Pignatelli è nato a Milano nel 1971. Dal 1992 al 1994 abita a Londra, dove inizia a definire il linguaggio che costituirà il carattere distintivo delle sue immagini.
L’Artista indaga differenti aspetti della realtà cercando un punto di vista inconsueto, in grado di trasformare ciò che vediamo in ciò che non avremmo mai immaginato di vedere.

Il suo linguaggio fotografico si distingue per la capacità di rinnovare senza sosta l’atto stesso di vedere, con interventi essenziali e allo stesso tempo determinanti sulla riproduzione del reale come il rovesciamento cromatico o la manipolazione del supporto dell’opera, annullando i confini tra fotografia, pittura e scultura. Se la fotografia nasce come dispositivo della memoria, Pignatelli la usa, al contrario, per cancellare i ricordi, abbandonando ogni funzione conservatrice in favore di una funzione ricreatrice.
Lalla’s Join e l’Associazione San Cristoforo hanno deciso di dedicare al fotografo milanese Francesco Pignatelli un’importante mostra all’interno della suggestiva Chiesa romanica di San Cristoforo, nel cuore di Lucca.
“Osservatorio” presenterà al pubblico tre serie di immagini: la prima è Translations nella quale l’artista, riflettendo sul linguaggio dell’immagine contemporanea, utilizza ritratti scaricati da internet per trasformarli in codici alfanumerici, dando vita ad un vocabolario universale.
Homeless nasce dai residui di lavorazione che accumulandosi gradualmente sul pavimento, hanno acquisito una propria individualità: i giganteschi fiori ammassati gli uni contro gli altri, come corpi esanimi, hanno suggerito a Pignatelli la volontà di proseguire il discorso sulla morte e sulla rinascita.
Infine con la serie Reversed Renaissance l’artista rivisita in chiave contemporanea capolavori rinascimentali, come “la Vergine adorante il bambino” di Botticelli e “la Vittoria di Costantino su Massenzio” di Piero della Francesca, contestualizza ex novo i segni dei dipinti spingendo a coglierne significati nuovi, donando alle immagini una nuova spontaneità.
Francesco Pignatelli è nato a Milano nel 1971. Dal 1992 al 1994 abita a Londra, dove inizia a definire il linguaggio che costituirà il carattere distintivo delle sue immagini.
L’Artista indaga differenti aspetti della realtà cercando un punto di vista inconsueto, in grado di trasformare ciò che vediamo in ciò che non avremmo mai immaginato di vedere.
Il suo linguaggio fotografico si distingue per la capacità di rinnovare senza sosta l’atto stesso di vedere, con interventi essenziali e allo stesso tempo determinanti sulla riproduzione del reale come il rovesciamento cromatico o la manipolazione del supporto dell’opera, annullando i confini tra fotografia, pittura e scultura. Se la fotografia nasce come dispositivo della memoria, Pignatelli la usa, al contrario, per cancellare i ricordi, abbandonando ogni funzione conservatrice in favore di una funzione ricreatrice.
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