Fausto Paci, l’arte di collezionare: da Licini a Fontana, da Man Ray a Warhol
Osvaldo Licini, Ritratto di Ave, 1920, olio su tela, 48,5x39,5 cm.
Dal 24 Luglio 2021 al 8 Dicembre 2021
Monte Vidon Corrado | Ascoli Piceno | Visualizza tutte le mostre a Ascoli Piceno
Luogo: Centro Studi e Casa Museo Osvaldo Licini
Indirizzo: Piazza O. Licini 9
Enti promotori:
- Comune di Monte Vidon Corrado
- Centro Studi Osvaldo Licini
Telefono per informazioni: +39 0734 759348
Il Comune di Monte Vidon Corrado e il Centro Studi Osvaldo Licini organizzano una mostra che si tiene dal 24 luglio all’8 dicembre nella Casa Museo Osvaldo Licini e nelle sale espositive del Centro Studi intitolata Fausto Paci, l’arte di collezionare: da Licini a Fontana, da Man Ray a Warhol, a cura di Daniela Simoni.
Tra i collezionisti storici di Osvaldo Licini c’è Fausto Paci (Porto San Giorgio, 1924-2019), un raffinato e appassionato cultore dell’arte, con una capacità non comune di cogliere il senso della contemporaneità, mail artist lui stesso, ambasciatore cavelliniano.
Nella collezione di Fausto Paci figura un nucleo di cinque dipinti di Licini tra i più belli e significativi: due appartengono al periodo figurativo degli anni Venti, ovvero Pastorello e Ritratto di Ave, quest’ultimo un unicum con riferimenti autobiografici relativi ad una passione amorosa giovanile e alla sua ricerca pittorica divisa tra lo studio della tradizione italiana, Raffaello in particolare, e la sperimentazione delle avanguardie. Gli altri tre dipinti sono espressione del figurativismo fantastico e sono un Personaggio e due Amalassunte. In catalogo un saggio di Stefano Bracalente presenta alcune novità riguardo questo nucleo di dipinti. Paci ha acquisito gli oli di Licini nella fase iniziale del suo percorso collezionistico, infatti nel catalogo redatto da Marchiori nel 1968 i dipinti figurano già di sua proprietà. Nel corso degli anni Fausto Paci ha contribuito a promuovere la conoscenza dell’artista prestando le opere a tutti gli eventi espositivi più importanti, l’ultimo dei quali è stata la monografica alla collezione Guggenheim di Venezia curata da Luca Massimo Barbero nel 2018.
Daniela Simoni, con la collaborazione fondamentale di Carlo Paci, uno degli eredi, ha selezionato circa settanta opere tra le più interessanti della collezione. Una sezione consistente è di artisti marchigiani come Gabrielli, Ciarrocchi, Monachesi, vi sono poi gli artisti del gruppo della galleria Il Milione quali - oltre Licini e Fontana - Veronesi, Radice, Reggiani, Melotti, Magnelli. In mostra anche opere di Sironi, Virgilio Guidi, Treccani, Montanarini, Turcato, Schifano, Isgrò, Valentini e altri. Una sezione sarà dedicata a Sandro Trotti, legato da profonda amicizia con Fausto Paci e presente nella collezione con diversi dipinti che consentono di cogliere i tratti salienti del suo percorso artistico.
La mostra assume un respiro internazionale con opere di Mathieu, Tilson, Hartung, Matta, Vasarely oltre a Man Ray e Warhol.
In esposizione anche raffinati manufatti Liberty tra i quali una preziosissima serie di vasi di Emile Gallé.
Paci ha rivelato fin dagli anni settanta una particolare passione per l’arte concettuale: nella sua collezione e in mostra troviamo Beuys – che ha conosciuto – e Guglielmo Achille Cavellini, incontrato nel 1978, dal quale è stato nominato ambasciatore, ruolo che ha svolto con passione e impegno fino ai suoi ultimi giorni. Questa operazione d’arte concettuale lo ha portato a dedicarsi alla mail art con vivacità e grande originalità come si evince dal volume Non ci sono mai stato. Cavellinologo viaggiatore immobile. “Gli piaceva quella definizione – ricorda il figlio Carlo – che richiamava la sua passione per la Patafisica, per il nonsense, per l’assurdo”.
La centralità dell’arte nella vita di Fausto Paci ha riguardato anche la sfera del suo impegno civico: sindaco di Porto San Giorgio tra il 1966 e il 1969, ha fondato, insieme agli artisti Trotti e Montanarini il Liceo Artistico Statale di Porto San Giorgio, che oggi è dedicato proprio a Osvaldo Licini.
Sempre aggiornato su quanto accadeva nella contemporaneità, Paci ha intrattenuto costantemente contatti epistolari con altri collezionisti, artisti, critici, gallerie, musei a livello internazionale, raccogliendo anche una collezione di 6000 manifesti d’arte nel corso dell’ultimo trentennio. Questa collezione è stata donata al Comune di Porto San Giorgio che sta facendo digitalizzare tutta la raccolta per poi conservarla presso la sede del Liceo Artistico.
Tra i collezionisti storici di Osvaldo Licini c’è Fausto Paci (Porto San Giorgio, 1924-2019), un raffinato e appassionato cultore dell’arte, con una capacità non comune di cogliere il senso della contemporaneità, mail artist lui stesso, ambasciatore cavelliniano.
Nella collezione di Fausto Paci figura un nucleo di cinque dipinti di Licini tra i più belli e significativi: due appartengono al periodo figurativo degli anni Venti, ovvero Pastorello e Ritratto di Ave, quest’ultimo un unicum con riferimenti autobiografici relativi ad una passione amorosa giovanile e alla sua ricerca pittorica divisa tra lo studio della tradizione italiana, Raffaello in particolare, e la sperimentazione delle avanguardie. Gli altri tre dipinti sono espressione del figurativismo fantastico e sono un Personaggio e due Amalassunte. In catalogo un saggio di Stefano Bracalente presenta alcune novità riguardo questo nucleo di dipinti. Paci ha acquisito gli oli di Licini nella fase iniziale del suo percorso collezionistico, infatti nel catalogo redatto da Marchiori nel 1968 i dipinti figurano già di sua proprietà. Nel corso degli anni Fausto Paci ha contribuito a promuovere la conoscenza dell’artista prestando le opere a tutti gli eventi espositivi più importanti, l’ultimo dei quali è stata la monografica alla collezione Guggenheim di Venezia curata da Luca Massimo Barbero nel 2018.
Daniela Simoni, con la collaborazione fondamentale di Carlo Paci, uno degli eredi, ha selezionato circa settanta opere tra le più interessanti della collezione. Una sezione consistente è di artisti marchigiani come Gabrielli, Ciarrocchi, Monachesi, vi sono poi gli artisti del gruppo della galleria Il Milione quali - oltre Licini e Fontana - Veronesi, Radice, Reggiani, Melotti, Magnelli. In mostra anche opere di Sironi, Virgilio Guidi, Treccani, Montanarini, Turcato, Schifano, Isgrò, Valentini e altri. Una sezione sarà dedicata a Sandro Trotti, legato da profonda amicizia con Fausto Paci e presente nella collezione con diversi dipinti che consentono di cogliere i tratti salienti del suo percorso artistico.
La mostra assume un respiro internazionale con opere di Mathieu, Tilson, Hartung, Matta, Vasarely oltre a Man Ray e Warhol.
In esposizione anche raffinati manufatti Liberty tra i quali una preziosissima serie di vasi di Emile Gallé.
Paci ha rivelato fin dagli anni settanta una particolare passione per l’arte concettuale: nella sua collezione e in mostra troviamo Beuys – che ha conosciuto – e Guglielmo Achille Cavellini, incontrato nel 1978, dal quale è stato nominato ambasciatore, ruolo che ha svolto con passione e impegno fino ai suoi ultimi giorni. Questa operazione d’arte concettuale lo ha portato a dedicarsi alla mail art con vivacità e grande originalità come si evince dal volume Non ci sono mai stato. Cavellinologo viaggiatore immobile. “Gli piaceva quella definizione – ricorda il figlio Carlo – che richiamava la sua passione per la Patafisica, per il nonsense, per l’assurdo”.
La centralità dell’arte nella vita di Fausto Paci ha riguardato anche la sfera del suo impegno civico: sindaco di Porto San Giorgio tra il 1966 e il 1969, ha fondato, insieme agli artisti Trotti e Montanarini il Liceo Artistico Statale di Porto San Giorgio, che oggi è dedicato proprio a Osvaldo Licini.
Sempre aggiornato su quanto accadeva nella contemporaneità, Paci ha intrattenuto costantemente contatti epistolari con altri collezionisti, artisti, critici, gallerie, musei a livello internazionale, raccogliendo anche una collezione di 6000 manifesti d’arte nel corso dell’ultimo trentennio. Questa collezione è stata donata al Comune di Porto San Giorgio che sta facendo digitalizzare tutta la raccolta per poi conservarla presso la sede del Liceo Artistico.
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