...tutto ciò che luccica
Robert Indiana, HOPE, gold, 2009. Alluminio dipinto, 45.7x45.7x22.9 cm. ED. IV-IX
Dal 1 August 2025 al 7 September 2025
Cortina d'Ampezzo | Belluno
Luogo: Galleria d’Arte Contini
Indirizzo: Piazza Silvestro Franceschi 7
La Galleria d’Arte Contini è lieta di annunciare la mostra collettiva ...tutto ciò che luccica.
L’esposizione si terrà a Cortina d’Ampezzo, nel cuore delle Dolomiti dall’1 agosto al 7 settembre 2025.
Con tono leggero ma denso di riferimenti, la mostra esplora il fascino della superficie, il richiamo dell’oro e ciò che esso rappresenta nella storia dell’arte. Nel Medioevo, Cimabue e Giotto lo usavano come spazio divino e senza tempo. Nel Quattrocento, i fiamminghi come Van Eyck lo integravano per esaltare luce e dettagli, fondendo realismo e sacro. Tra Otto e Novecento, Klimt lo trasforma in ornamento, riprendendo l’eredità bizantina in chiave modernista.
Gli artisti in mostra, ciascuno attraverso il proprio linguaggio e la propria visione del reale, riutilizzano il simbolismo e la matericità dell’oro, reinterpretandolo in chiave contemporanea. Mettendo in discussione l’associazione tradizionale tra valore e materia, suggeriscono una rilettura critica del concetto di preziosità: non tutto ciò che luccica è oro, ma ciò che luccica può, indubbiamente, appartenere al linguaggio dell’arte.
La mostra presenta un gruppo distinto di artisti che si identificano per linguaggi espressivi diversi tra loro. L’eterogeneità della collettiva si riflette nella varietà delle opere esposte: dipinti, sculture e gioielli si combinano per offrire al pubblico un’esperienza ricca e stimolante. L’esposizione riunisce artisti internazionali di rilievo come Manolo Valdés, Igor Mitoraj, Pablo Atchugarry, Park Eun Sun, Robert Indiana, Rachel Libeskind, Desire Obtain Cherish e Lee Kyung Hee, accanto a figure di spicco del panorama italiano quali Mario Arlati, Virgilio Guidi, Giuseppe Maraniello, Carla Tolomeo, Paolo Vegas, Andrea Valleri, Riccardo Contini, in arte ES, e Marco Adamo.
L’estetica dell’oro, esplicita o solo evocata, è il pretesto per esplorare forme, materiali e significati. In mostra, la vera ricchezza non risiede nel materiale, bensì nel gesto creativo dell’artista, capace di trasformare forme in espressioni di significato profondo.
Il percorso espositivo propone una riflessione sull’apparenza intesa come forma di linguaggio e sull’ironia come chiave per interrogarsi su ciò che oggi definiamo prezioso, sottolineando come il valore dell’opera emerga soprattutto dall’atto artistico e dalla sua capacità di suscitare emozioni e riflessioni.
L’esposizione si terrà a Cortina d’Ampezzo, nel cuore delle Dolomiti dall’1 agosto al 7 settembre 2025.
Con tono leggero ma denso di riferimenti, la mostra esplora il fascino della superficie, il richiamo dell’oro e ciò che esso rappresenta nella storia dell’arte. Nel Medioevo, Cimabue e Giotto lo usavano come spazio divino e senza tempo. Nel Quattrocento, i fiamminghi come Van Eyck lo integravano per esaltare luce e dettagli, fondendo realismo e sacro. Tra Otto e Novecento, Klimt lo trasforma in ornamento, riprendendo l’eredità bizantina in chiave modernista.
Gli artisti in mostra, ciascuno attraverso il proprio linguaggio e la propria visione del reale, riutilizzano il simbolismo e la matericità dell’oro, reinterpretandolo in chiave contemporanea. Mettendo in discussione l’associazione tradizionale tra valore e materia, suggeriscono una rilettura critica del concetto di preziosità: non tutto ciò che luccica è oro, ma ciò che luccica può, indubbiamente, appartenere al linguaggio dell’arte.
La mostra presenta un gruppo distinto di artisti che si identificano per linguaggi espressivi diversi tra loro. L’eterogeneità della collettiva si riflette nella varietà delle opere esposte: dipinti, sculture e gioielli si combinano per offrire al pubblico un’esperienza ricca e stimolante. L’esposizione riunisce artisti internazionali di rilievo come Manolo Valdés, Igor Mitoraj, Pablo Atchugarry, Park Eun Sun, Robert Indiana, Rachel Libeskind, Desire Obtain Cherish e Lee Kyung Hee, accanto a figure di spicco del panorama italiano quali Mario Arlati, Virgilio Guidi, Giuseppe Maraniello, Carla Tolomeo, Paolo Vegas, Andrea Valleri, Riccardo Contini, in arte ES, e Marco Adamo.
L’estetica dell’oro, esplicita o solo evocata, è il pretesto per esplorare forme, materiali e significati. In mostra, la vera ricchezza non risiede nel materiale, bensì nel gesto creativo dell’artista, capace di trasformare forme in espressioni di significato profondo.
Il percorso espositivo propone una riflessione sull’apparenza intesa come forma di linguaggio e sull’ironia come chiave per interrogarsi su ciò che oggi definiamo prezioso, sottolineando come il valore dell’opera emerga soprattutto dall’atto artistico e dalla sua capacità di suscitare emozioni e riflessioni.
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