Daniele Sigalot. A colorful act of self promotion
Opera di Daniele Sigalot
Dal 23 Gennaio 2020 al 3 Febbraio 2020
Bologna | Visualizza tutte le mostre a Bologna
Luogo: Gran Hotel Majestic già Baglioni
Indirizzo: via dell’Indipendenza 8
Orari: visibilità delle installazioni nel foyer del primo piano dal 23 al 25 gennaio: ore 17.00 -19.00
Curatori: Eli Sassoli de’ Bianchi, Olivia Spatola
Costo del biglietto: ingresso gratuito
Sito ufficiale: http://www.duetorrihotels.com
Il Grand Hotel Majestic già Baglioni, in occasione di Arte Fiera Bologna 2020, ospita il progetto: A colorful act of self-promotion; opere ed installazioni site-specific di Daniele Sigalot, a cura di Eli Sassoli de’ Bianchi ed Olivia Spatola.
Gli spazi dell’hotel, tempio di eleganza classica, si attivano di rinnovata energia, tramite il gesto d’artista, ironico ed apparentemente ludico, di Sigalot, che ne risveglia l’anima più contemporanea.
Un racconto di idee che si fanno opera attraverso un gioco di apparenze per il quale ogni cosa appare diversa da ciò che, ad un primo sguardo, potrebbe sembrare; Il grande aeroplano, posto all’ingresso, resta ancorato a terra dalla sua anima in acciaio che, pure, riveste di una corazza scintillante la sequenza di post-it dalle scritte ironiche, rendendoli imperituri. Implicito il desiderio di leggerezza, di spiccare il volo, esplicita la forza che, nella realtà del vivere, ci trattiene al suolo.
Nulla è ciò che sembra: la carta è metallo, le battute divertenti scritte sui post it sono in realtà riflessioni, ed una sottile critica, delle dinamiche interne al “sistema arte”: “I wish I were a more sophisticated piece of art”, “Anyone can do this”, “Nothing meaningful here”, “If you read this in a museum cheers on me”, “When I bought this artwork I clearly had too much champagne”. Una sorta di metalinguaggio per il quale il pensiero diventa l’essenza primaria dell’opera.
Ciò che conta, per Sigalot, è l’idea che soggiace alla forma; un’idea che si palesa rincorrendone altrettante che giacciono silenti e che l’opera porta in luce, svelando le fondamenta del processo creativo d’artista; I grandi totem di cattive idee accartocciate ed impilate l’una sull’altra, sulle quali a volte torreggia una buona idea ben ripiegata, assurgono quindi ad istantanee del processo creativo, e si fanno testimoni di una sorta di redenzione delle idee, alle quali Sigalot, per il tramite dell’opera, regala una seconda chance. Dopotutto cosa rende un’idea migliore di un’altra? Una cattiva idea non può forse farsi buona in altre circostanze? Chi siamo noi per giudicarne in eterno il valore? In assenza di una formula matematica che ci consenta di decodificare la questione, l’artista esplora lo spazio intermedio ove giacciono le idee silenti e le trasforma in Totem verticali condensandone la memoria; una raccolta che potrebbe continuare all’infinito, così come senza fine è il pensiero dell’uomo, ed il tempo che scorre. E proprio il tempo è il protagonista dell’installazione luminosa intitolata Enough. Un countdown di 31556908800 secondi che inizierà a contare, senza mai smettere, anche da spento, appena l’artista lo attiverà. Il grande cronometro, con i numeri dalla luce rossa, ci induce verso una riflessione, quasi un atto di fede, nell’arte e nella sua capacità immaginifiche.
E ancora, l’inganno tra ciò che appare e ciò che soggiace alle apparenze, si manifesta nuovamente nella installazione site -specific di migliaia di capsule colorate, dalla parvenza di cristalli, che va ad occupare l’intero perimetro del giardino d’inverno; visione psichedelica, mosaico post-moderno e spettacolare creato con l’oggetto più semplice e meno spettacolare del mondo: una capsula. Sigalot: ”...anche qui il contrasto la farà da padrone, il desiderio di creare il bello col brutto, di ingannare chi guarda, di far ridere togliendo la maschera al serioso ruolo dell’artista, ma anche quello del curatore, o del collezionista stesso. Un lavoro alchemico di trasformazione, dove stupire e ingannare la mente sono le uniche regole di questo gioco che vive di equivoci, sia semantici che semiotici”.
Daniele Sigalot elabora un percorso fatto di idee che si fanno opera e al tempo stesso di opere che ritornano ad essere idee, creando una sorta di metalinguaggio per la presa di consapevolezza che nulla è ciò che sembra, e per il desiderio di allargare lo sguardo a cogliere anche ciò che l’occhio non vede ma che pure esiste.
L’artista è allora inteso come strumento, come colui che media; il tramite per il quale il “mondo delle idee” si fa “mondo delle cose”. L’ironia sta in questo sguardo, fintamente ludico e giocoso che in realtà coglie le dinamiche implicite all’esistenza e le racconta attraverso il suo gesto d’artista. Ecco allora la “Lettera al futuro”, e la “Lettera al destino”, giocate sul doppio binario: l’uso della parola per attivare riflessioni sul piano concettuale e l’impatto visivo creato attraverso il ripetersi dei contrasti. L’eterno quesito: che cos’è la realtà? se è relativa ad ognuno di noi, secondo un sillogismo perfetto, la realtà siamo noi, dunque le cose esistono così come noi le vediamo.
Sigalot ci invita alla leggerezza, a lasciare scorrere lo sguardo libero, ad attivare, attraverso il linguaggio dell’ironia, paesaggi paralleli, per aprire la nostra visione ad abbracciarne molteplici, tutte ugualmente possibili e ipoteticamente esistenti, e tutte ugualmente valide.
Ed è nell’attimo in cui ci soffermiamo ad ascoltarle che esse, magicamente, prendono vita.
Ed è in quell’attimo che il mondo, così come noi lo vediamo, ci appare un arcobaleno di mille colori.
SCARICA IL COMUNICATO IN PDF
MOSTRE A BOLOGNA
-
Dal 18 Ottobre 2015 al 31 Dicembre 2030
Museo Geologico Giovanni Capellini
Il Mosasaurus di Novafeltria al Museo Geologico Giovanni Capellini di Bologna
-
Dal 6 Febbraio 2026 al 26 Maggio 2026
2 Sedi CUBO
Pointing Nemo. Oltre lo spazio verso gli abissi
Visualizza tutte le mostre a Bologna
MOSTRE IN PRIMO PIANO
-
Dal 9 Maggio 2026 al 22 Novembre 2026
Venezia | Palazzo Mora
“ _____________” Gaza - No Words - Biennale Arte Venezia 2026
-
Dal 9 Maggio 2026 al 22 Novembre 2026
Venezia | Salone Verde
Jewel. Matriclysm: An Archeology of Connections Lost - Biennale Arte Venezia 2026
-
Dal 9 Maggio 2026 al 23 Novembre 2026
Venezia | Fondazione Prada
Helter Skelter: Arthur Jafa and Richard Prince
-
Dal 9 Maggio 2026 al 13 Settembre 2026
Venezia | Ca’ Pesaro - Museo d’Arte Orientale
Keita Miyazaki. From Water To Form
-
Dal 7 Maggio 2026 al 25 Luglio 2026
Venezia | Fondazione Bevilacqua La Masa
Picasso, Morandi, Parmiggiani. Still Lifes
-
Dal 7 Maggio 2026 al 30 Agosto 2026
Venezia | Ca’ Pesaro – Galleria Internazionale d’Arte Moderna
Hernan Bas. The Visitors