Temporali di Alberto Garutti
Alberto Garutti, Temporali, 2015, garage Bentivoglio, Palazzo Bentivoglio I Ph. Carlo Favero. Courtesy Studio Alberto Garutti
Dal 4 Febbraio 2026 al 28 Febbraio 2026
Bologna | Visualizza tutte le mostre a Bologna
Luogo: garage BENTIVOGLIO
Indirizzo: Via del Borgo di San Pietro 3A
Orari: da mercoledì a sabato dalle 19.00 alle 23.00. Dal 4 all’8 febbraio dalle 12.00 alle 23.00
Sito ufficiale: http://www.palazzobentivoglio.org
In occasione di Arte Fiera, garage BENTIVOGLIO inaugura l’anno 2026 con un nuovo appuntamento e presenta nella vetrina su via del Borgo di San Pietro Temporali di Alberto Garutti, un’opera che mette in relazione lo spazio espositivo con un fenomeno naturale distante e imprevedibile, trasformando un evento atmosferico in un’esperienza d’arte intima e quotidiana. La luce dell’installazione diventa quindi il segno visibile di qualcosa che accade altrove, stabilendo un legame invisibile tra chi osserva e un cielo lontano.
L’opera si inserisce idealmente nella tradizione di artisti che, a partire dalla fine degli anni Sessanta, hanno messo in discussione la scultura spostandone il campo d’azione oltre l’oggetto, verso il paesaggio, il tempo e l’attesa. Se lavori come The Lightning Field di Walter De Maria affidavano l’esperienza a un pellegrinaggio in luoghi remoti carichi dell’attesa dell’avverarsi di un fenomeno atmosferico, Garutti compie un gesto opposto: non interviene sul territorio, ma sull’esistente, insinuandosi nel sistema elettrico e facendone un dispositivo sensibile al mondo.
«Garutti conosce le leggi del mondo e ce ne fa dono: l’opera è infatti “dedicata a coloro che passando di lì pensano al cielo”, non necessariamente quello sotto cui si trovano, ma forse un altro, lontano», racconta il curatore Davide Trabucco. «L’altrove è il centro di molti lavori dell’artista, nella consapevolezza che la verità che cerchiamo è sempre un passo oltre il nostro baricentro». In questa prospettiva, l’opera può manifestarsi senza testimoni o non manifestarsi affatto, esistendo anche nell’attesa e nella possibilità della sua attivazione: il temporale resta distante e invisibile, affidato all’immaginazione dello spettatore, che costruisce mentalmente il proprio cielo, il proprio lampo, il proprio tuono.
In dialogo con l’installazione, nei giorni di Arte Fiera alcune vie della città saranno interessate da un intervento di affissioni urbane realizzato in collaborazione con CHEAP, progetto di public art attivo nello spazio pubblico. I manifesti, in doppia versione italiana e inglese, saranno esposti nel centro della città, in spazi che il Comune di Bologna un tempo dedicava agli avvisi di pubblica utilità, e riporteranno la frase “Le luci di garage Bentivoglio vibreranno quando in Italia un fulmine cadrà durante i temporali. Quest’opera è dedicata a chi passando di lì penserà al cielo”, trasferendo l’opera fuori dallo spazio espositivo e affidandola allo sguardo casuale dei passanti, in un continuo rimando tra esperienza urbana, immaginazione e attesa.
Il lavoro di disseminazione della didascalia è approfondito in un’intervista per DOMUS in cui Alberto Garutti, dialogando con Hans Ulrich Obrist, racconta dell’esposizione di Temporali al MAXXI di Roma nel 2009, in occasione della quale la didascalia stessa dell'opera venne stampata su 500.000 copertine di City, il free press quotidiano distribuito in tutta la città: “il processo di disseminazione dell'informazione è funzionale al progetto perché il vero cuore del lavoro non è, in fondo, la sala pulsante del MAXXI, bensì lo sguardo della gente. Migliaia di sguardi di persone che attraversano la città e, anche solo per un attimo, rivolgono gli occhi al cielo che sovrasta e veglia sulla nascita di una nuova architettura, così carica di potere magnetico, come è il Museo. Per me l'opera coincide proprio con quell'infinita moltitudine di sguardi e di cieli osservati dai cittadini”.
Con l’esposizione di Temporali, garage BENTIVOGLIO conclude un primo ciclo di esperienze, che verrà celebrato sabato 7 febbraio alle ore 15.30 presso la bEB – biblioteca di Palazzo Bentivoglio con la presentazione del libro dedicato a garage BENTIVOGLIO. Il volume raccoglie in forma antologica i tre anni di attività dello spazio, ripercorrendo le mostre ospitate nella vetrina affacciata sulla strada, concepita fin dall’inizio come luogo di immaginazione e di dialogo diretto con i passanti. Dalla collezione d’arte a quella di design e di piccoli oggetti, il garage ha nel tempo presentato 24 episodi di temporanee apparizioni di artisti della scena contemporanea. Alla presentazione interverranno Alberto Salvadori, autore del testo introduttivo del volume, e Roberto Dulio, professore di Storia dell’Architettura al Politecnico di Milano.
La programmazione di garage BENTIVOGLIO prosegue nel 2026 esplorando i legami tra gli artisti della collezione: si inizia con il collettivo austriaco Gelitin, noto per la varietà dei media e l’ironia come cifra stilistica; a seguire Ferruccio Laviani, architetto e art director di Kartell, con la sua esperienza nel lighting design; poi il dialogo tra Salvo e Jonathan Monk, in cui il citazionismo dell’artista inglese verso quello italiano riporta nel contemporaneo la questione della copia pedissequa; infine Angelidakis, Georgiou e Tsaroukis si confrontano in una sorta di collettiva degli artisti greci presenti nelle sale di Palazzo Bentivoglio, offrendo ulteriori prospettive sul rapporto tra spazio, storia e creatività contemporanea.
L’opera di Alberto Garutti è visibile durante i giorni di Arte Fiera, dal 4 all’8 febbraio 2026, con apertura straordinaria dalle 12.00 alle 23.00. Successivamente, l’installazione sarà visitabile dal mercoledì al sabato, dalle 19.00 alle 23.00. Il progetto è realizzato grazie alla collaborazione con lo Studio Alberto Garutti e Francesco Garutti.
L’opera si inserisce idealmente nella tradizione di artisti che, a partire dalla fine degli anni Sessanta, hanno messo in discussione la scultura spostandone il campo d’azione oltre l’oggetto, verso il paesaggio, il tempo e l’attesa. Se lavori come The Lightning Field di Walter De Maria affidavano l’esperienza a un pellegrinaggio in luoghi remoti carichi dell’attesa dell’avverarsi di un fenomeno atmosferico, Garutti compie un gesto opposto: non interviene sul territorio, ma sull’esistente, insinuandosi nel sistema elettrico e facendone un dispositivo sensibile al mondo.
«Garutti conosce le leggi del mondo e ce ne fa dono: l’opera è infatti “dedicata a coloro che passando di lì pensano al cielo”, non necessariamente quello sotto cui si trovano, ma forse un altro, lontano», racconta il curatore Davide Trabucco. «L’altrove è il centro di molti lavori dell’artista, nella consapevolezza che la verità che cerchiamo è sempre un passo oltre il nostro baricentro». In questa prospettiva, l’opera può manifestarsi senza testimoni o non manifestarsi affatto, esistendo anche nell’attesa e nella possibilità della sua attivazione: il temporale resta distante e invisibile, affidato all’immaginazione dello spettatore, che costruisce mentalmente il proprio cielo, il proprio lampo, il proprio tuono.
In dialogo con l’installazione, nei giorni di Arte Fiera alcune vie della città saranno interessate da un intervento di affissioni urbane realizzato in collaborazione con CHEAP, progetto di public art attivo nello spazio pubblico. I manifesti, in doppia versione italiana e inglese, saranno esposti nel centro della città, in spazi che il Comune di Bologna un tempo dedicava agli avvisi di pubblica utilità, e riporteranno la frase “Le luci di garage Bentivoglio vibreranno quando in Italia un fulmine cadrà durante i temporali. Quest’opera è dedicata a chi passando di lì penserà al cielo”, trasferendo l’opera fuori dallo spazio espositivo e affidandola allo sguardo casuale dei passanti, in un continuo rimando tra esperienza urbana, immaginazione e attesa.
Il lavoro di disseminazione della didascalia è approfondito in un’intervista per DOMUS in cui Alberto Garutti, dialogando con Hans Ulrich Obrist, racconta dell’esposizione di Temporali al MAXXI di Roma nel 2009, in occasione della quale la didascalia stessa dell'opera venne stampata su 500.000 copertine di City, il free press quotidiano distribuito in tutta la città: “il processo di disseminazione dell'informazione è funzionale al progetto perché il vero cuore del lavoro non è, in fondo, la sala pulsante del MAXXI, bensì lo sguardo della gente. Migliaia di sguardi di persone che attraversano la città e, anche solo per un attimo, rivolgono gli occhi al cielo che sovrasta e veglia sulla nascita di una nuova architettura, così carica di potere magnetico, come è il Museo. Per me l'opera coincide proprio con quell'infinita moltitudine di sguardi e di cieli osservati dai cittadini”.
Con l’esposizione di Temporali, garage BENTIVOGLIO conclude un primo ciclo di esperienze, che verrà celebrato sabato 7 febbraio alle ore 15.30 presso la bEB – biblioteca di Palazzo Bentivoglio con la presentazione del libro dedicato a garage BENTIVOGLIO. Il volume raccoglie in forma antologica i tre anni di attività dello spazio, ripercorrendo le mostre ospitate nella vetrina affacciata sulla strada, concepita fin dall’inizio come luogo di immaginazione e di dialogo diretto con i passanti. Dalla collezione d’arte a quella di design e di piccoli oggetti, il garage ha nel tempo presentato 24 episodi di temporanee apparizioni di artisti della scena contemporanea. Alla presentazione interverranno Alberto Salvadori, autore del testo introduttivo del volume, e Roberto Dulio, professore di Storia dell’Architettura al Politecnico di Milano.
La programmazione di garage BENTIVOGLIO prosegue nel 2026 esplorando i legami tra gli artisti della collezione: si inizia con il collettivo austriaco Gelitin, noto per la varietà dei media e l’ironia come cifra stilistica; a seguire Ferruccio Laviani, architetto e art director di Kartell, con la sua esperienza nel lighting design; poi il dialogo tra Salvo e Jonathan Monk, in cui il citazionismo dell’artista inglese verso quello italiano riporta nel contemporaneo la questione della copia pedissequa; infine Angelidakis, Georgiou e Tsaroukis si confrontano in una sorta di collettiva degli artisti greci presenti nelle sale di Palazzo Bentivoglio, offrendo ulteriori prospettive sul rapporto tra spazio, storia e creatività contemporanea.
L’opera di Alberto Garutti è visibile durante i giorni di Arte Fiera, dal 4 all’8 febbraio 2026, con apertura straordinaria dalle 12.00 alle 23.00. Successivamente, l’installazione sarà visitabile dal mercoledì al sabato, dalle 19.00 alle 23.00. Il progetto è realizzato grazie alla collaborazione con lo Studio Alberto Garutti e Francesco Garutti.
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