La bellezza e l’orrore. La Società delle Belle Arti di Firenze e la Grande Guerra
La bellezza e l’orrore. La Società delle Belle Arti di Firenze e la Grande Guerra
Dal 29 Settembre 2012 al 25 Ottobre 2012
Firenze | Visualizza tutte le mostre a Firenze
Luogo: Società delle Belle Arti-Circolo degli Artisti “Casa di Dante”
Indirizzo: via Santa Margherita 2
Telefono per informazioni: +39 055 271111
E-Mail info: sa-tos@beniculturali.it
Mostra documentaria curata dalla Soprintendenza Archivistica per la Toscana, allestita presso la Società delle Belle Arti-Circolo degli Artisti “Casa di Dante”, Via Santa Margherita, 2, Firenze (29 settembre- 25 ottobre 2012)
Che cosa hanno a che fare gli artisti con la guerra e, in particolare, con quella che nella memoria d’Europa è rimasta come la Grande Guerra, il primo devastante cogiornatenflitto di massa con cui si è aperto il secolo XX? Più in particolare, come vissero gli artisti fiorentini questo momento e quale fu il ruolo della loro storica associazione, la “Società delle Belle Arti”? A queste domande cerca di rispondere la mostra documentaria “La bellezza e l’orrore”. La Società delle Belle Arti di Firenze e la Grande Guerra allestita dalla Soprintendenza Archivistica per la Toscana e che si inaugurerà sabato 29 alle ore 17 presso la Società delle Belle Arti-Circolo degli Artisti “Casa di Dante” (Via Santa Margherita, 2).
Le carte dell’archivio della Società delle Belle Arti di Firenze ci parlano del contributo della Società alla generale mobilitazione, delle iniziative a sostegno degli artisti e delle loro famiglie, dell’organizzazione di esposizioni per gli artisti in guerra, che accolgono opere di pittori come Anselmo Bucci (di cui si potrà vedere esposta una lettera con disegni recuperata sul mercato antiquario dai Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Artistico) e di scultori come Giovanni Mestica, la cui morte al fronte è raccontata con accenti commossi dall’amico Ottone Rosai nelle sue memorie.
Ma la Società promuove anche iniziative per la raccolta di fondi come l’Esposizione-vendita del ventaglio patriottico, invitando gli artisti a decorare “questo gentile oggetto muliebre”, in singolare contrasto tra la leggerezza dell’oggetto e la gravità del momento. Negli artisti fiorentini, divisi tra passione interventista e duro richiamo alla dolorosa realtà del conflitto, vive la doppia anima della città: da un lato la Firenze di Ottone Rosai, percorsa da giovani desiderosi di combattere, nei cui occhi “c’è già come un lampo di baionetta nel buio di una trincea notturna” e dove alla Giubbe Rosse “non si parla più d’arte ma di guerra”; ma anche la Firenze di Palazzeschi, “città meno militare di questa terra”, aliena dallo spirito guerresco e deturpata dalla guerra proprio nella sua essenza, la bellezza. In ambedue i casi, il ruolo dell’arte, della bellezza, e quindi dell’intellettuale, di fronte alla guerra è centrale, e su questo tema Palazzeschi, a guerra conclusa, darà un giudizio senza appello: “C’era una persona dalla quale questa guerra doveva venire subito condannata e respinta: l’artista, e su tutti il poeta.”
La Mostra e il relativo catalogo sono curati da Monica Nocentini e Claudia Borgia. Alla presentazione interverranno Lella Marchini, presidente della Società delle Belle Arti- Circolo degli Artisti, Diana Toccafondi, Soprintendente Archivistico, Simonella Condemi, Direttrice della Galleria d’Arte Moderna di Firenze. L’esposizione rimarrà aperta fino al 25 ottobre.
Nel corso della Mostra sono in programma due eventi che si terranno nella sede della Società delle Belle Arti: il 13 ottobre alle 17 l’incontro con Marino Biondi (Università di Firenze) e Nadia Marchioni (Università di Pisa) su “La fascinazione della guerra: gli artisti e la Grande guerra” e il 24 ottobre alle 17 un concerto del pianista Gregorio Nardi, con la presentazione di alcuni recenti ed inediti ritrovamenti documentari relativi al periodo della Grande Guerra nell’archivio Bargellini-Nardi.
Che cosa hanno a che fare gli artisti con la guerra e, in particolare, con quella che nella memoria d’Europa è rimasta come la Grande Guerra, il primo devastante cogiornatenflitto di massa con cui si è aperto il secolo XX? Più in particolare, come vissero gli artisti fiorentini questo momento e quale fu il ruolo della loro storica associazione, la “Società delle Belle Arti”? A queste domande cerca di rispondere la mostra documentaria “La bellezza e l’orrore”. La Società delle Belle Arti di Firenze e la Grande Guerra allestita dalla Soprintendenza Archivistica per la Toscana e che si inaugurerà sabato 29 alle ore 17 presso la Società delle Belle Arti-Circolo degli Artisti “Casa di Dante” (Via Santa Margherita, 2).
Le carte dell’archivio della Società delle Belle Arti di Firenze ci parlano del contributo della Società alla generale mobilitazione, delle iniziative a sostegno degli artisti e delle loro famiglie, dell’organizzazione di esposizioni per gli artisti in guerra, che accolgono opere di pittori come Anselmo Bucci (di cui si potrà vedere esposta una lettera con disegni recuperata sul mercato antiquario dai Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Artistico) e di scultori come Giovanni Mestica, la cui morte al fronte è raccontata con accenti commossi dall’amico Ottone Rosai nelle sue memorie.
Ma la Società promuove anche iniziative per la raccolta di fondi come l’Esposizione-vendita del ventaglio patriottico, invitando gli artisti a decorare “questo gentile oggetto muliebre”, in singolare contrasto tra la leggerezza dell’oggetto e la gravità del momento. Negli artisti fiorentini, divisi tra passione interventista e duro richiamo alla dolorosa realtà del conflitto, vive la doppia anima della città: da un lato la Firenze di Ottone Rosai, percorsa da giovani desiderosi di combattere, nei cui occhi “c’è già come un lampo di baionetta nel buio di una trincea notturna” e dove alla Giubbe Rosse “non si parla più d’arte ma di guerra”; ma anche la Firenze di Palazzeschi, “città meno militare di questa terra”, aliena dallo spirito guerresco e deturpata dalla guerra proprio nella sua essenza, la bellezza. In ambedue i casi, il ruolo dell’arte, della bellezza, e quindi dell’intellettuale, di fronte alla guerra è centrale, e su questo tema Palazzeschi, a guerra conclusa, darà un giudizio senza appello: “C’era una persona dalla quale questa guerra doveva venire subito condannata e respinta: l’artista, e su tutti il poeta.”
La Mostra e il relativo catalogo sono curati da Monica Nocentini e Claudia Borgia. Alla presentazione interverranno Lella Marchini, presidente della Società delle Belle Arti- Circolo degli Artisti, Diana Toccafondi, Soprintendente Archivistico, Simonella Condemi, Direttrice della Galleria d’Arte Moderna di Firenze. L’esposizione rimarrà aperta fino al 25 ottobre.
Nel corso della Mostra sono in programma due eventi che si terranno nella sede della Società delle Belle Arti: il 13 ottobre alle 17 l’incontro con Marino Biondi (Università di Firenze) e Nadia Marchioni (Università di Pisa) su “La fascinazione della guerra: gli artisti e la Grande guerra” e il 24 ottobre alle 17 un concerto del pianista Gregorio Nardi, con la presentazione di alcuni recenti ed inediti ritrovamenti documentari relativi al periodo della Grande Guerra nell’archivio Bargellini-Nardi.
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