Rock & Warhol
Andy Warhol, Caroline, 1976. Acrilico e serigrafia su lino, 25,4 x 25,4 cm.
Dal 22 May 2025 al 9 August 2025
Firenze
Luogo: Aria Art Gallery
Indirizzo: Borgo Santi Apostoli 40r
Curatori: Nataša Radojević
Telefono per informazioni: +39 055 216150
E-Mail info: info@ariaartgallery.com
Sito ufficiale: http://www.ariaartgallery.com
Aria Art Gallery è lieta di annunciare Rock & Warhol, una mostra coinvolgente che presenta opere iconiche di Andy Warhol in dialogo con artisti attuali. A cura di Nataša Radojević, l’esposizione inaugura il 22 maggio 2025 alle ore 19:00, nello storico spazio della galleria nel cuore di Firenze.
Attraverso una selezione accurata, la mostra esplora temi chiave dell’arte contemporanea introdotti dal padre della Pop Art, ispirati e reinterpretati con lo sguardo di artisti odierni, tra cuiDaniele Sigalot, Thelonious Strokes, Carole Feuerman, Veljko Vučković, Salustiano, Milija Čpajak, Sossio e Labotiv. Le opere danno vita a un incontro dinamico e stimolante tra epoche e linguaggi differenti. L’allestimento si sviluppa nei diversi ambienti dell’Aria Art Gallery, ognuno dedicato a un filone concettuale unico, toccando tematiche come identità, celebrità, cultura del consumo, mondo animale e l’estetica della ripetizione e della superficie. Questo approccio curatoriale genera un confronto intergenerazionale vivace e riflessivo, invitando il pubblico a interrogarsi sulle narrazioni culturali che ancora oggi ci coinvolgono.
Andy Warhol non ha soltanto trasformato l’immagine del quotidiano in icona: l’ha moltiplicata, amplificata, sovraccaricata fino a renderla parte integrante del nostro sistema neurale visivo. La Factory, il suo leggendario studio, non fu solo un luogo di produzione, ma un vero e proprio dispositivo culturale, al tempo stesso set cinematografico, redazione, happening continuo. Era arte, ma anche rock’n’roll: un’energia trasversale ed elettrica, che fondeva immagine, musica, performance, celebrità e consumo in un’unica superficie brillante. Rock & Warhol nasce come omaggio a quello spirito, ma non ne propone una celebrazione nostalgica. È piuttosto una riscrittura in chiave contemporanea: un concerto per immagini, dove la serialità Pop incontra la molteplicità dei linguaggi attuali.
Tra le opere esposte, spicca un potente ritratto su tela di Caroline Wiess Law, filantropa e collezionista d’arte, serigrafato in nero su uno sfondo arancione bruciato. L’opera, commissionata negli anni ’70, riflette la raffinata eleganza della protagonista e al tempo stesso la piena maturità espressiva di Warhol nell’uso del colore e della composizione, catturando il glamour di un’epoca e la sinergia tra artista e committente.
In mostra anche diverse opere della serie Ladies and Gentlemen, in cui Warhol ritrae drag queen nere e ispaniche e persone transgender, basandosi su fotografie Polaroid scattate personalmente. Realizzata durante gli anni ’70, un periodo culturalmente vibrante segnato dall’era di Studio 54.
L’opera dedicata a Martha Graham è un omaggio alla leggendaria pioniera della danza moderna. Utilizzando fotografie iconiche degli anni ’40 realizzate da Barbara Morgan, Warhol reinterpreta tre tra le coreografie più significative della Graham — Lamentation, Satyric Festival Song e Letter to the World (The Kick) — trasformando il movimento in immagini Pop vibranti.
Completano l’esposizione l’iconica serie Mao, l’insolita e ironica serie Cow, la suite Hans Christian Andersen e Sant’Apollonia.
La mostra è realizzata in collaborazione con JF Fine Arts e Drina Gallery.
Attraverso una selezione accurata, la mostra esplora temi chiave dell’arte contemporanea introdotti dal padre della Pop Art, ispirati e reinterpretati con lo sguardo di artisti odierni, tra cuiDaniele Sigalot, Thelonious Strokes, Carole Feuerman, Veljko Vučković, Salustiano, Milija Čpajak, Sossio e Labotiv. Le opere danno vita a un incontro dinamico e stimolante tra epoche e linguaggi differenti. L’allestimento si sviluppa nei diversi ambienti dell’Aria Art Gallery, ognuno dedicato a un filone concettuale unico, toccando tematiche come identità, celebrità, cultura del consumo, mondo animale e l’estetica della ripetizione e della superficie. Questo approccio curatoriale genera un confronto intergenerazionale vivace e riflessivo, invitando il pubblico a interrogarsi sulle narrazioni culturali che ancora oggi ci coinvolgono.
Andy Warhol non ha soltanto trasformato l’immagine del quotidiano in icona: l’ha moltiplicata, amplificata, sovraccaricata fino a renderla parte integrante del nostro sistema neurale visivo. La Factory, il suo leggendario studio, non fu solo un luogo di produzione, ma un vero e proprio dispositivo culturale, al tempo stesso set cinematografico, redazione, happening continuo. Era arte, ma anche rock’n’roll: un’energia trasversale ed elettrica, che fondeva immagine, musica, performance, celebrità e consumo in un’unica superficie brillante. Rock & Warhol nasce come omaggio a quello spirito, ma non ne propone una celebrazione nostalgica. È piuttosto una riscrittura in chiave contemporanea: un concerto per immagini, dove la serialità Pop incontra la molteplicità dei linguaggi attuali.
Tra le opere esposte, spicca un potente ritratto su tela di Caroline Wiess Law, filantropa e collezionista d’arte, serigrafato in nero su uno sfondo arancione bruciato. L’opera, commissionata negli anni ’70, riflette la raffinata eleganza della protagonista e al tempo stesso la piena maturità espressiva di Warhol nell’uso del colore e della composizione, catturando il glamour di un’epoca e la sinergia tra artista e committente.
In mostra anche diverse opere della serie Ladies and Gentlemen, in cui Warhol ritrae drag queen nere e ispaniche e persone transgender, basandosi su fotografie Polaroid scattate personalmente. Realizzata durante gli anni ’70, un periodo culturalmente vibrante segnato dall’era di Studio 54.
L’opera dedicata a Martha Graham è un omaggio alla leggendaria pioniera della danza moderna. Utilizzando fotografie iconiche degli anni ’40 realizzate da Barbara Morgan, Warhol reinterpreta tre tra le coreografie più significative della Graham — Lamentation, Satyric Festival Song e Letter to the World (The Kick) — trasformando il movimento in immagini Pop vibranti.
Completano l’esposizione l’iconica serie Mao, l’insolita e ironica serie Cow, la suite Hans Christian Andersen e Sant’Apollonia.
La mostra è realizzata in collaborazione con JF Fine Arts e Drina Gallery.
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