Flavio Lucchini. Sul sogno del corpo che ‘abita’ nella Città Ideale di Sabbioneta
© courtesy of Oliviero Toscani | Flavio Lucchini. Sul sogno del corpo che ‘abita’ nella Città Ideale di Sabbioneta
Dal 23 September 2012 al 28 October 2012
Sabbioneta | Mantova
Luogo: Palazzo Ducale
Indirizzo: Città di Sabbioneta
Orari: da martedì a domenica 9-13/ 14.30-18.30
Curatori: Anna Vergine, Gabriele Fallini
Telefono per informazioni: +39 02 422501
E-Mail info: areart@superstudiopiu.com
Sito ufficiale: http://www.flaviolucchiniart.com
A Flavio Lucchini, artista ma anche art-director e personaggio che ha inciso profondamente nel mondo dell’editoria, della grafica, della cultura e, ultimamente, dell’arte, a Milano, è dedicata la grande antologica presentata a Palazzo Ducale di Sabbioneta, la “citta ideale” in provincia di Mantova. Un omaggio al lavoro di un concittadino radicato nel mondo ma che non ha dimenticato le origini mantovane. L’abito idealizzato, metafora della società contemporanea, leit-motif della ricerca di Lucchini, entra nel palazzo, con installazioni site-specific in dialogo con le antiche stanze e le tracce del passato che ancora lo anima.
La mostra Sul sogno del corpo che “abita” nella città ideale di Sabbioneta, a cura di Anna Vergine e Gabriele Fallini, ripercorre le tappe del percorso artistico di Flavio Lucchini con le opere – dipinti, altorilievi, sculture, quadri digitali – realizzate dai primi anni ’90 ad oggi, inserite nelle sale e ad esse collegate attraverso un sottile filo logico-estetico che permette di gustare nel contempo le une e le altre: la forza della contemporaneità, la bellezza della classicità.
Con eleganza, con ironia, con lungimiranza, Lucchini attraversa gli anni sperimentando tecniche e materiali: dai post-pop Fashion-Luna Park rilucenti di paillettes, ai Toys di legno o metallo multicolore, ai deificati Totem di acciaio cor-ten, alla serie di pale e sculture Gold in foglia d’oro, ai sofisticati Dress-Memory in resina catalizzata, ai grandi Ghost madreperlati, alle ingenue Dolls di resina colorata, fino ai Flowers di poliuretano rivestito, alle Faces, ritratti a rilievo in gesso alleggerito, per arrivare agli ultimi lavori digitali, con burqa e abaya che toccano un tema di grande attualità, l’artista non si distacca mai da quell’universo femminile che nasconde sopra o sotto l’abito mille implicazioni. Fanno eccezione gli ultimi lavori digitali. Con uno sguardo ormai pago di moda e disincantato Lucchini pone al Louvre o immagina in Paradiso icone contemporanee come i grandi goleador o star mitizzate come Monica Bellucci, reinterpreta in chiave provocatoria le immagini sacre che ornano le chiese, immagina la città del futuro sulla base dei grattacieli di Dubai.
La mostra di Palazzo Ducale permette di conoscere in maniera esaustiva il percorso artistico di Lucchini e nel contempo di visitare il Palazzo Ducale di Sabbioneta attraversando 20 affascinanti stanze. Come scrivono i curatori Anna Vergine e Gabriele Fallini “….L’anima dell’abito corrisponde ed è parallela all’anima dell’architettura di Sabbioneta, città di fondazione creata da Vespasiano Gonzaga Colonna, grande e tenace personaggio che attraverso il credo in un’idea ha concretizzato il sogno di una Città Ideale.
La Città di Sabbioneta è una grandiosa scenografia urbana inventata dal suo fondatore, i cui principali monumenti sono concepiti come scenografie d’interni: per il pubblico (Teatro all’Antica), di rappresentanza politico-amministrativa (Palazzo Ducale), per gli ‘ozi’ e le collezioni private (Palazzo Giardino con Galleria degli Antichi).
Flavio Lucchini, come Vespasiano Gonzaga Colonna, lasciato il tempo delle ‘battaglie’ sul campo operativo (l’uno nell’editoria di moda, l’altro nell’arte militare), propone l’idea della fine dell’epoca del lusso ostentato e l’inizio - o il ritorno - di una concezione dell’eleganza intellettuale, legata a una raffinata sobrietà, che guarda anche alla sublimazione della bellezza di un attimo, quasi un omaggio a ‘chi è stato e ora è altrove’: l’abito e l’abitare la storia.
Un grande omaggio alla Storia, all’Arte e alla Cultura che il lavoro di Flavio Lucchini, in un luogo monumentale di rilevanza storica come la Città di Sabbioneta, intende proporre attraverso la vitalità del linguaggio espressivo e comunicativo in piena sintonia di dialogo con la temporalità e la consapevolezza dell’essere umani”.
La mostra Sul sogno del corpo che “abita” nella città ideale di Sabbioneta, a cura di Anna Vergine e Gabriele Fallini, ripercorre le tappe del percorso artistico di Flavio Lucchini con le opere – dipinti, altorilievi, sculture, quadri digitali – realizzate dai primi anni ’90 ad oggi, inserite nelle sale e ad esse collegate attraverso un sottile filo logico-estetico che permette di gustare nel contempo le une e le altre: la forza della contemporaneità, la bellezza della classicità.
Con eleganza, con ironia, con lungimiranza, Lucchini attraversa gli anni sperimentando tecniche e materiali: dai post-pop Fashion-Luna Park rilucenti di paillettes, ai Toys di legno o metallo multicolore, ai deificati Totem di acciaio cor-ten, alla serie di pale e sculture Gold in foglia d’oro, ai sofisticati Dress-Memory in resina catalizzata, ai grandi Ghost madreperlati, alle ingenue Dolls di resina colorata, fino ai Flowers di poliuretano rivestito, alle Faces, ritratti a rilievo in gesso alleggerito, per arrivare agli ultimi lavori digitali, con burqa e abaya che toccano un tema di grande attualità, l’artista non si distacca mai da quell’universo femminile che nasconde sopra o sotto l’abito mille implicazioni. Fanno eccezione gli ultimi lavori digitali. Con uno sguardo ormai pago di moda e disincantato Lucchini pone al Louvre o immagina in Paradiso icone contemporanee come i grandi goleador o star mitizzate come Monica Bellucci, reinterpreta in chiave provocatoria le immagini sacre che ornano le chiese, immagina la città del futuro sulla base dei grattacieli di Dubai.
La mostra di Palazzo Ducale permette di conoscere in maniera esaustiva il percorso artistico di Lucchini e nel contempo di visitare il Palazzo Ducale di Sabbioneta attraversando 20 affascinanti stanze. Come scrivono i curatori Anna Vergine e Gabriele Fallini “….L’anima dell’abito corrisponde ed è parallela all’anima dell’architettura di Sabbioneta, città di fondazione creata da Vespasiano Gonzaga Colonna, grande e tenace personaggio che attraverso il credo in un’idea ha concretizzato il sogno di una Città Ideale.
La Città di Sabbioneta è una grandiosa scenografia urbana inventata dal suo fondatore, i cui principali monumenti sono concepiti come scenografie d’interni: per il pubblico (Teatro all’Antica), di rappresentanza politico-amministrativa (Palazzo Ducale), per gli ‘ozi’ e le collezioni private (Palazzo Giardino con Galleria degli Antichi).
Flavio Lucchini, come Vespasiano Gonzaga Colonna, lasciato il tempo delle ‘battaglie’ sul campo operativo (l’uno nell’editoria di moda, l’altro nell’arte militare), propone l’idea della fine dell’epoca del lusso ostentato e l’inizio - o il ritorno - di una concezione dell’eleganza intellettuale, legata a una raffinata sobrietà, che guarda anche alla sublimazione della bellezza di un attimo, quasi un omaggio a ‘chi è stato e ora è altrove’: l’abito e l’abitare la storia.
Un grande omaggio alla Storia, all’Arte e alla Cultura che il lavoro di Flavio Lucchini, in un luogo monumentale di rilevanza storica come la Città di Sabbioneta, intende proporre attraverso la vitalità del linguaggio espressivo e comunicativo in piena sintonia di dialogo con la temporalità e la consapevolezza dell’essere umani”.
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