Jeannette Rutsche - Sperya. Il ritorno invisibile
Jeannette Rutsche - Sperya. Il ritorno invisibile, Museo Diocesano ''Francesco Gonzaga'', Mantova
Dal 28 Settembre 2013 al 6 Ottobre 2013
Mantova | Visualizza tutte le mostre a Mantova
Luogo: Museo Diocesano ''Francesco Gonzaga''
Indirizzo: p.zza Virgiliana 55
Orari: da mercoledi a domenica 9.30-12/ 15-17.30
Costo del biglietto: intero € 6, ridotto € 4
Telefono per informazioni: +39 0376 320602
E-Mail info: museofgonzaga@alice.it
Sito ufficiale: http://www.museodiocesanomantova.it
Il prossimo sabato 28 settembre, il Museo Diocesano Francesco Gonzaga di Mantova inaugura, presso il chiostro e la sala di esposizioni temporanee, la mostra personale dell’artista italo-svizzera Jeannette Rütsche - Sperya in un’esposizione che conferma la scelta del Museo di farsi promotore di un dialogo aperto fra epoche differenti della storia dell’arte. La mostra sarà aperta al pubblico dal 29 settembre al 6 ottobre 2013. L’artista presenta al pubblico un ricco nucleo di opere, realizzate a partire dal 2012, anno in cui la sua ricerca sull’interiorità individuale è sfociata in un percorso di superamento delle contraddizioni umane. Trovando saldo fondamento e proficua fonte di ispirazione nell’antica filosofia taoista, Sperya tenta di porgere in codice visuale la millenaria sapienza cinese. Si delinea un percorso che accompagna il visitatore in un affascinante viaggio visivo, che si apre con un gruppo di opere/bandiera, esposte nel chiostro del Museo, vera e propria mappa dell’itinerario che segue. Nella sala al piano nobile, due sezioni di opere, fra loro dialoganti: da un lato il ciclo di 10 creazioni ispirate all’I Ching Taoista, dall’altro le opere ispirate dai testi degli antichi filosofi.
Si delinea un ideale percorso dal buio della “falsa conoscenza” alla pienezza luminosa della “conoscenza innata”, attraverso opere di grande suggestione visiva, che interrogano l’osservatore, coinvolgendolo in un’esperienza totalizzante. Jeannette Rütsche nasce a Zurigo (Svizzera) nel 1961 da padre svizzero tedesco e madre toscana; oggi vive a Milano. E’ artista di Arte Frattale. La geometria frattale (termine introdotto nel 1975 dal matematico Mandelbrot) è il punto da cui parte la sua ricerca artistica: una geometria utilizzata per studiare il comportamento dei fenomeni naturali complessi non misurabili in termini euclidei. Tali sono, a titolo di esempio, la distribuzione delle galassie, la frastagliatura delle coste, la struttura ramificata degli alberi. Attraverso l’uso creativo della geometria frattale, Jeannette esplora la complessità della condizione umana, il labirintico groviglio della nostra interiorità, fino a giungere a relativizzare la centralità dell'Io nei processi della conoscenza e della creazione, aprendo la strada alla ricerca dell'essenziale che tende alla dimensione originaria delle cose e dell'essere umano. Ha esposto in Turchia, Francia, Paesi Bassi, Austria, Regno Unito, Bulgaria, Cina e in numerose manifestazioni italiane, ricevendo significativi riconoscimenti e pubblicazioni; suoi quadri fanno parte di collezioni istituzionali e private in Italia e all'estero.
Si delinea un ideale percorso dal buio della “falsa conoscenza” alla pienezza luminosa della “conoscenza innata”, attraverso opere di grande suggestione visiva, che interrogano l’osservatore, coinvolgendolo in un’esperienza totalizzante. Jeannette Rütsche nasce a Zurigo (Svizzera) nel 1961 da padre svizzero tedesco e madre toscana; oggi vive a Milano. E’ artista di Arte Frattale. La geometria frattale (termine introdotto nel 1975 dal matematico Mandelbrot) è il punto da cui parte la sua ricerca artistica: una geometria utilizzata per studiare il comportamento dei fenomeni naturali complessi non misurabili in termini euclidei. Tali sono, a titolo di esempio, la distribuzione delle galassie, la frastagliatura delle coste, la struttura ramificata degli alberi. Attraverso l’uso creativo della geometria frattale, Jeannette esplora la complessità della condizione umana, il labirintico groviglio della nostra interiorità, fino a giungere a relativizzare la centralità dell'Io nei processi della conoscenza e della creazione, aprendo la strada alla ricerca dell'essenziale che tende alla dimensione originaria delle cose e dell'essere umano. Ha esposto in Turchia, Francia, Paesi Bassi, Austria, Regno Unito, Bulgaria, Cina e in numerose manifestazioni italiane, ricevendo significativi riconoscimenti e pubblicazioni; suoi quadri fanno parte di collezioni istituzionali e private in Italia e all'estero.
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