Mikayel Ohanjanyan. Legami: Ties That Bind
Dal 13 February 2026 al 30 August 2026
Carrara | Massa-Carrara
Luogo: mudaC | museo delle arti di Carrara
Indirizzo: Via Canal del Rio 1
Orari: dal martedì alla domenica 9.30-12.30 / 15-18. Chiuso lunedì. Dal 1 giugno al 30 agosto: martedì, sabato, domenica 17-20, mercoledì e giovedì 9.30-12, venerdì 18-22. Chiuso la sera del 14 agosto, 18-22
Curatori: Christopher Atamian e Tamar Hovsepian
Costo del biglietto: 5 euro intero, 3 euro ridotto; gratuito la prima domenica di ogni mese
Sito ufficiale: http://mudac.museodellearticarrara.it
Attraverso cinque sculture in marmo concepite come un’unica monumentale installazione, la mostra si concentra sugli elementi chiave della ricerca più recente dell’artista: i legami intesi come connessione, memoria storica e resilienza, rappresentati da lavori che parlano di identità, tempo e relazioni umane.
L’esposizione è promossa dal Comune di Carrara e prodotta dal mudaC ǀ museo delle arti Carrara con il contributo all’artista di AGBU Armenian General Benevolent Union e di Patrick Bahadourian.
Si ringraziano inoltre per la sponsorizzazione tecnica Kooling e Tenax SpA.
Il corpus di opere esposto è stato pensato e realizzato appositamente per Carrara, città che ospita il nuovo studio dell’artista, gemellata con la sua città di origine, Yerevan, e che lo ha accolto nel suo museo più innovativo, il mudaC, accanto ad artisti di primo piano come Jannis Kounellis, Lynn Russell Chadwick e David Tremlett. I curatori sottolineano: «Formatosi in Armenia e maturato artisticamente in Italia, il linguaggio di Ohanjanyan è al tempo stesso profondamente radicato e universale. Siamo onorati di presentare il suo lavoro in una città e in un’istituzione di così alto valore storico».
Per Ohanjanyan, i legami – intesi come vincoli e relazioni – rappresentano un concetto fondante che abbraccia sfere esistenziali, spirituali e universali. Il suo lavoro immagina l’umanità come parte di una vasta rete che collega gli individui tra loro e anche alle forze della natura, del tempo e della storia.
Quel “legame”, inteso come valore primario in una società contemporanea fondata su divisioni e contrasti, è rappresentato in mostra da un’unica installazione dal forte impatto spaziale dal titolo “Legami: Ties That Bind”. Ciascuna delle cinque sculture in marmo statuario bianco che la compongono – di diverse dimensioni, da elementi più monumentali (fino a 121×210×90 cm) a più raccolti (53×68×40 cm) - è costituita da due blocchi informi, tenuti insieme da cavi in acciaio inox che incidono profondamente la pietra e ne attraversano la superficie. Questi cavi generano una evidente tensione fisica e, al tempo stesso, alludono a un’idea di unità e interdipendenza.
Sebbene le forme rimangano incomplete e intrinsecamente incompatibili, l’atto del legarle insieme suggerisce un tentativo di recuperare una memoria collettiva perduta. Un gesto di natura utopica, ma necessario per confrontarsi con il presente e immaginare il futuro.
Attraverso queste metafore materiali, Ohanjanyan traduce concetti astratti in forme tangibili, sollevando interrogativi fondamentali su ciò che ci unisce – gli uni agli altri, al mondo, al passato e al presente – e su come tali connessioni plasmino l’identità, la storia e la narrazione più ampia dell’esperienza umana.
Dal punto di vista visivo e concettuale, le opere di Mikayel Ohanjanyan sembrano suggerire una riconciliazione silenziosa tra forze opposte e sono capaci di mostrare, nel loro insieme, una poetica riflessione sulla condizione umana e sulle strutture invisibili che tengono insieme ogni cosa.
Accompagna la mostra un catalogo con testi critici di Christopher Atamian, Tamar Hovsepian, Cinzia Compalati e dell’assessora alla Cultura del Comune di Carrara Gea Dazzi.
Opening 13 febbraio 2026 ore 18
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