Luca Locatelli. Future Studies
© Luca Locatelli
Dal 2 Ottobre 2026 al 16 Gennaio 2027
Milano | Visualizza tutte le mostre a Milano
Luogo: Leica Galerie Milano
Indirizzo: Via Giuseppe Mengoni 4
Orari: martedì - sabato 10.00-14.00/ 15.00-19.00
Curatori: Giada Triola
Costo del biglietto: ingresso libero
Sito ufficiale: http://leica-camera.com
Il futuro non è altrove. È già visibile nei paesaggi che abitiamo, nelle infrastrutture che li attraversano, nei laboratori in cui si progettano nuove forme di produzione, nei territori che stanno imparando a convivere con un ambiente in trasformazione.
Da questa consapevolezza nasce Future Studies, la mostra di Luca Locatelli (Pavia, 1971), a cura di Giada Triola, presentata da ottobre 2026 a gennaio 2027 negli spazi di Leica Galerie Milano. L’esposizione, a ingresso gratuito, riunisce una selezione dei suoi lavori più significativi insieme ad alcune immagini inedite di Zeeland – Anatomy of a Living Delta, progetto realizzato nel 2026 nella regione olandese sospesa tra terra e mare.
La mostra si presenta come un carotaggio nella pratica fotografica condotta da Locatelli, che collabora con “National Geographic” e ha vinto Leica Oskar Barnack Award, nel corso degli ultimi quindici anni. Non segue il perimetro di un singolo progetto, ma attraversa liberamente fotografie, video e immagini di backstage, restituendo la continuità di un’attitudine e di un metodo di lavoro. Il percorso riunisce circa venti fotografie e materiali audiovisivi provenienti da ricerche diverse, costruite nel tempo attraverso l’osservazione delle possibili soluzioni alla crisi climatica e delle trasformazioni generate dall’incontro tra natura, industria e innovazione.
Centrali nucleari dismesse, parchi eolici, serre illuminate artificialmente, impianti geotermici, coltivazioni di alghe, sistemi di riciclo e paesaggi riconquistati dall’acqua: Locatelli fotografa le frontiere del cambiamento, i luoghi in cui la crisi ambientale incontra il tentativo di immaginare nuove risposte.
Il suo lavoro si muove tra paesaggi naturali e paesaggi tecnologici, osservati come parti di uno stesso sistema. Ghiacciai e corsi d’acqua, infrastrutture industriali, coltivazioni controllate e organismi studiati nei laboratori assumono forme inattese, talvolta prossime all’astrazione. Locatelli conduce ricerche estese su temi specifici, affrontandoli da molteplici punti di vista e intrecciando dimensione ambientale, scientifica, sociale e produttiva.
Le sue immagini sembrano provenire da un film di fantascienza, eppure non mostrano scenari immaginari. Tutto ciò che vediamo nei suoi scatti esiste già. Nel lavoro di Locatelli, la precisione della fotografia documentaria si unisce a composizioni rigorose, prospettive inattese e colori ai limiti dell'irrealtà. L’autore cattura territori produttivi, laboratori e grandi infrastrutture in paesaggi capaci di attrarre lo sguardo prima ancora di rivelare le storie che contengono.
Future Studies costruisce un atlante del presente, raccogliendo esperimenti, intuizioni e contraddizioni che stanno già modificando il nostro rapporto con il pianeta. Ogni fotografia apre una domanda: fino a che punto la tecnologia può aiutarci a riparare ciò che il progresso ha compromesso? È possibile continuare a parlare di crescita in un mondo dalle risorse limitate? Possiamo tornare a considerare la natura non come un ostacolo da dominare, ma come un sistema dal quale imparare?
Ogni mio lavoro comincia molto prima dello scatto, con una ricerca estesa che continua a trasformarsi mentre procedo. Le immagini non sono mai elementi isolati, ma parti di una costruzione più ampia, che può assumere la forma di una serie fotografica, di un video o di un’installazione. Future Studies mi permette di rileggere questo percorso al di là dei singoli progetti e di riconoscere una continuità nel mio modo di osservare e rappresentare il presente. Anche la scelta degli strumenti fa parte di questo processo. Leica mi permette di muovermi con velocità, affidabilità e qualità: non esiste un unico strumento adatto a ogni situazione, ma un sistema ampio all’interno del quale posso individuare, di volta in volta, quello più efficace. Leica M richiede concentrazione, impone dei parametri e una lentezza che aiutano a pensare l’immagine; il sistema SL mi offre invece la libertà di passare dalla fotografia al video seguendo ciò che il contesto richiede. Il supporto ricevuto per The Circle, con il medio formato e le sue ottiche dedicate, mi ha consentito di spingere ulteriormente questa sperimentazione. Per me la ricerca tecnica non è separata da quella artistica: è uno dei modi attraverso cui il lavoro continua a evolvere.
Luca Locatelli
La mia lettura del lavoro di Luca Locatelli è partita innanzitutto dalla straordinaria potenza estetica delle sue fotografie. Devo ammettere che selezionare solo venti lavori è stato davvero difficile: sono immagini bellissime, capaci di catturare lo sguardo ancora prima di rivelare ciò che raccontano. Mi sono lasciata guidare da un criterio cromatico e visivo, cercando di costruire un percorso che restituisse questa forza. Ma è proprio andando oltre la bellezza dell’immagine che emerge la dimensione più profonda del lavoro di Luca: dietro ogni fotografia c’è una storia incredibile, fatta di ricerca, innovazione e possibili risposte alle grandi trasformazioni del nostro tempo. Future Studies ripercorre questo suo percorso, dal cambiamento climatico all’economia circolare, osservando in particolare quelle soluzioni che stanno nascendo nei Paesi più industrializzati e che provano a immaginare un diverso equilibrio tra uomo, tecnologia e ambiente. È forse questo l’aspetto che trovo particolarmente affascinante del suo lavoro: la capacità di raccontare questioni estremamente complesse attraverso immagini che prima ci attraggono e poi ci invitano a guardare più a fondo.
Giada Triola, Leica Galerie Milano Coordinator e curatrice della mostra
Il titolo della mostra riprende il progetto con cui Luca Locatelli ha vinto nel 2021 Leica Oskar Barnack Award, che ha segnato l’inizio di un dialogo continuo con Leica: la mostra milanese, nella rinnovata Leica Galerie, rappresenta un nuovo capitolo di questa relazione.
Un rapporto che ha accompagnato anche l’evoluzione tecnica della ricerca di Locatelli, permettendogli di scegliere strumenti differenti in base alle esigenze di ciascun progetto. L’ampiezza del sistema Leica gli consente, come afferma il fotografo, di individuare di volta in volta lo strumento più adatto, contando su una qualità costante del risultato. Del sistema M apprezza l’attitudine analogica, la necessità di lavorare entro parametri precisi e con tempi lunghi, che impongono di osservare e ragionare più in profondità, oltre alla qualità delle ottiche. Il sistema SL è fondamentale per la possibilità di passare dalla fotografia al video in relazione al contesto, sviluppando lavori destinati a diventare anche installativi. Per il progetto The Circle, il supporto di Leica e l’impiego di un kit medio formato con ottiche dedicate hanno inoltre contribuito alla sperimentazione sul dettaglio.
La relazione con Luca Locatelli esprime pienamente il modo in cui Leica intende sostenere la fotografia: offrendo agli autori strumenti diversi e affidabili, capaci di accompagnare una ricerca mentre cambia linguaggio, scala e punto di vista. Future Studies restituisce quindici anni di lavoro e dimostra come l’innovazione tecnica acquisti senso quando entra al servizio di una visione. Siamo particolarmente felici che questo nuovo capitolo trovi spazio nella rinnovata Leica Galerie Milano.
Renato Rappaini, Managing Director di Leica Camera Italia
Luca Locatelli (Pavia, 1971) è un fotografo e filmmaker italiano, collaboratore di "National Geographic", specializzato in progetti legati all’ambiente, alla sostenibilità e all’innovazione tecnologica. La sua pratica combina narrazione visiva e documentario, con un approccio capace di raccontare storie complesse attraverso immagini forti e coinvolgenti. Negli anni ha realizzato reportage e film documentari in tutto il mondo, affrontando tematiche ambientali, sociali e scientifiche, con uno sguardo attento alla relazione tra uomo e natura. I suoi lavori sono stati pubblicati da testate internazionali e proiettati in festival e istituzioni, consolidandone la reputazione come autore capace di unire rigore giornalistico e sensibilità artistica. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali, tra cui Oskar Barnack Award nel 2021, ed è spesso invitato a workshop e conferenze per condividere il suo approccio alla narrazione visiva e alla documentazione dei cambiamenti ambientali e tecnologici. Negli ultimi anni si è concentrato su come le innovazioni e le tecnologie emergenti influenzino l’ambiente e la società, esplorando le interazioni tra progresso e sostenibilità e traducendo questi temi in storie visive al tempo stesso incisive e accessibili.
Da questa consapevolezza nasce Future Studies, la mostra di Luca Locatelli (Pavia, 1971), a cura di Giada Triola, presentata da ottobre 2026 a gennaio 2027 negli spazi di Leica Galerie Milano. L’esposizione, a ingresso gratuito, riunisce una selezione dei suoi lavori più significativi insieme ad alcune immagini inedite di Zeeland – Anatomy of a Living Delta, progetto realizzato nel 2026 nella regione olandese sospesa tra terra e mare.
La mostra si presenta come un carotaggio nella pratica fotografica condotta da Locatelli, che collabora con “National Geographic” e ha vinto Leica Oskar Barnack Award, nel corso degli ultimi quindici anni. Non segue il perimetro di un singolo progetto, ma attraversa liberamente fotografie, video e immagini di backstage, restituendo la continuità di un’attitudine e di un metodo di lavoro. Il percorso riunisce circa venti fotografie e materiali audiovisivi provenienti da ricerche diverse, costruite nel tempo attraverso l’osservazione delle possibili soluzioni alla crisi climatica e delle trasformazioni generate dall’incontro tra natura, industria e innovazione.
Centrali nucleari dismesse, parchi eolici, serre illuminate artificialmente, impianti geotermici, coltivazioni di alghe, sistemi di riciclo e paesaggi riconquistati dall’acqua: Locatelli fotografa le frontiere del cambiamento, i luoghi in cui la crisi ambientale incontra il tentativo di immaginare nuove risposte.
Il suo lavoro si muove tra paesaggi naturali e paesaggi tecnologici, osservati come parti di uno stesso sistema. Ghiacciai e corsi d’acqua, infrastrutture industriali, coltivazioni controllate e organismi studiati nei laboratori assumono forme inattese, talvolta prossime all’astrazione. Locatelli conduce ricerche estese su temi specifici, affrontandoli da molteplici punti di vista e intrecciando dimensione ambientale, scientifica, sociale e produttiva.
Le sue immagini sembrano provenire da un film di fantascienza, eppure non mostrano scenari immaginari. Tutto ciò che vediamo nei suoi scatti esiste già. Nel lavoro di Locatelli, la precisione della fotografia documentaria si unisce a composizioni rigorose, prospettive inattese e colori ai limiti dell'irrealtà. L’autore cattura territori produttivi, laboratori e grandi infrastrutture in paesaggi capaci di attrarre lo sguardo prima ancora di rivelare le storie che contengono.
Future Studies costruisce un atlante del presente, raccogliendo esperimenti, intuizioni e contraddizioni che stanno già modificando il nostro rapporto con il pianeta. Ogni fotografia apre una domanda: fino a che punto la tecnologia può aiutarci a riparare ciò che il progresso ha compromesso? È possibile continuare a parlare di crescita in un mondo dalle risorse limitate? Possiamo tornare a considerare la natura non come un ostacolo da dominare, ma come un sistema dal quale imparare?
Ogni mio lavoro comincia molto prima dello scatto, con una ricerca estesa che continua a trasformarsi mentre procedo. Le immagini non sono mai elementi isolati, ma parti di una costruzione più ampia, che può assumere la forma di una serie fotografica, di un video o di un’installazione. Future Studies mi permette di rileggere questo percorso al di là dei singoli progetti e di riconoscere una continuità nel mio modo di osservare e rappresentare il presente. Anche la scelta degli strumenti fa parte di questo processo. Leica mi permette di muovermi con velocità, affidabilità e qualità: non esiste un unico strumento adatto a ogni situazione, ma un sistema ampio all’interno del quale posso individuare, di volta in volta, quello più efficace. Leica M richiede concentrazione, impone dei parametri e una lentezza che aiutano a pensare l’immagine; il sistema SL mi offre invece la libertà di passare dalla fotografia al video seguendo ciò che il contesto richiede. Il supporto ricevuto per The Circle, con il medio formato e le sue ottiche dedicate, mi ha consentito di spingere ulteriormente questa sperimentazione. Per me la ricerca tecnica non è separata da quella artistica: è uno dei modi attraverso cui il lavoro continua a evolvere.
Luca Locatelli
La mia lettura del lavoro di Luca Locatelli è partita innanzitutto dalla straordinaria potenza estetica delle sue fotografie. Devo ammettere che selezionare solo venti lavori è stato davvero difficile: sono immagini bellissime, capaci di catturare lo sguardo ancora prima di rivelare ciò che raccontano. Mi sono lasciata guidare da un criterio cromatico e visivo, cercando di costruire un percorso che restituisse questa forza. Ma è proprio andando oltre la bellezza dell’immagine che emerge la dimensione più profonda del lavoro di Luca: dietro ogni fotografia c’è una storia incredibile, fatta di ricerca, innovazione e possibili risposte alle grandi trasformazioni del nostro tempo. Future Studies ripercorre questo suo percorso, dal cambiamento climatico all’economia circolare, osservando in particolare quelle soluzioni che stanno nascendo nei Paesi più industrializzati e che provano a immaginare un diverso equilibrio tra uomo, tecnologia e ambiente. È forse questo l’aspetto che trovo particolarmente affascinante del suo lavoro: la capacità di raccontare questioni estremamente complesse attraverso immagini che prima ci attraggono e poi ci invitano a guardare più a fondo.
Giada Triola, Leica Galerie Milano Coordinator e curatrice della mostra
Il titolo della mostra riprende il progetto con cui Luca Locatelli ha vinto nel 2021 Leica Oskar Barnack Award, che ha segnato l’inizio di un dialogo continuo con Leica: la mostra milanese, nella rinnovata Leica Galerie, rappresenta un nuovo capitolo di questa relazione.
Un rapporto che ha accompagnato anche l’evoluzione tecnica della ricerca di Locatelli, permettendogli di scegliere strumenti differenti in base alle esigenze di ciascun progetto. L’ampiezza del sistema Leica gli consente, come afferma il fotografo, di individuare di volta in volta lo strumento più adatto, contando su una qualità costante del risultato. Del sistema M apprezza l’attitudine analogica, la necessità di lavorare entro parametri precisi e con tempi lunghi, che impongono di osservare e ragionare più in profondità, oltre alla qualità delle ottiche. Il sistema SL è fondamentale per la possibilità di passare dalla fotografia al video in relazione al contesto, sviluppando lavori destinati a diventare anche installativi. Per il progetto The Circle, il supporto di Leica e l’impiego di un kit medio formato con ottiche dedicate hanno inoltre contribuito alla sperimentazione sul dettaglio.
La relazione con Luca Locatelli esprime pienamente il modo in cui Leica intende sostenere la fotografia: offrendo agli autori strumenti diversi e affidabili, capaci di accompagnare una ricerca mentre cambia linguaggio, scala e punto di vista. Future Studies restituisce quindici anni di lavoro e dimostra come l’innovazione tecnica acquisti senso quando entra al servizio di una visione. Siamo particolarmente felici che questo nuovo capitolo trovi spazio nella rinnovata Leica Galerie Milano.
Renato Rappaini, Managing Director di Leica Camera Italia
Luca Locatelli (Pavia, 1971) è un fotografo e filmmaker italiano, collaboratore di "National Geographic", specializzato in progetti legati all’ambiente, alla sostenibilità e all’innovazione tecnologica. La sua pratica combina narrazione visiva e documentario, con un approccio capace di raccontare storie complesse attraverso immagini forti e coinvolgenti. Negli anni ha realizzato reportage e film documentari in tutto il mondo, affrontando tematiche ambientali, sociali e scientifiche, con uno sguardo attento alla relazione tra uomo e natura. I suoi lavori sono stati pubblicati da testate internazionali e proiettati in festival e istituzioni, consolidandone la reputazione come autore capace di unire rigore giornalistico e sensibilità artistica. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali, tra cui Oskar Barnack Award nel 2021, ed è spesso invitato a workshop e conferenze per condividere il suo approccio alla narrazione visiva e alla documentazione dei cambiamenti ambientali e tecnologici. Negli ultimi anni si è concentrato su come le innovazioni e le tecnologie emergenti influenzino l’ambiente e la società, esplorando le interazioni tra progresso e sostenibilità e traducendo questi temi in storie visive al tempo stesso incisive e accessibili.
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