Donato Piccolo. L'arte del pensiero meccanico
Dal 30 Maggio 2025 al 24 Agosto 2025
Modena | Visualizza tutte le mostre a Modena
Luogo: Palazzo Santa Margherita
Indirizzo: Corso Canalgrande 103
Orari: Maggio-giugno da mercoledì a venerdì: ore 11-13 / 16-19 sabato domenica e festivi: ore 11-19 Luglio-agosto da mercoledì a domenica e festivi: ore 15-19 Visite guidate ogni sabato alle 16 su prenotazione
Curatori: Lorenzo Respi
Enti promotori:
- Fondazione Ago
Costo del biglietto: ingresso gratuito
Telefono per informazioni: +39 059 2032919
E-Mail info: biglietteria@fondazioneago.it
Sito ufficiale: http://www.agomodena.it
Il percorso espositivo si snoda tra arte, scienza e tecnologia. Le opere, oltre 50, sono animate da dispositivi elettronici, robotica e intelligenza artificiale: un'esperienza immersiva che esplora lo spazio di confine tra l’uomo e la macchina, tra il corpo fisico e la tecnologia, tra la materia viva e quella artificiale.
Ascoltare il rumore, amplificato, di un battito d’ali di una farfalla tecnologica. Seguire i movimenti di una copia della Dama con l'ermellino di Leonardo da Vinci che se ne va a spasso per la sala grazie a sensori elettronici e a gambe robotiche. Ammirare una scultura meccanica che si sposta come fosse guidata dai movimenti delle tartarughe, conservate in una teca, alle quali è collegata da particolari dispositivi di controllo. E altre sculture, invece, seguono i movimenti dei visitatori e, con il supporto dell’intelligenza artificiale, sembrano quasi interagire con loro. Sono solo alcune delle opere di Donato Piccolo presenti in sala, artista protagonista della scena internazionale dell’arte contemporanea che si muove sul confine tra controllo umano e autonomia tecnologica e che, dopo una collaborazione con un team di ingegneri del Cnr, ha esposto in numerose sedi nazionali e internazionali, dal Maxxi di Roma al Museo nazionale di Zhejiang in Cina. L’approccio è quello dell’umanesimo tecnologico di tipo olistico e le opere indagano gli aspetti percettivi del mondo naturale, a partire da fenomeni fisici come il tornado di vapori o i fulmini, stimolando il visitatore alla riflessione rispetto al nostro rapporto con le macchine.
Le sculture in movimento non sono semplici oggetti di contemplazione ma vere e proprie macchine dotate di un linguaggio visivo inedito e originale che porta con sé riflessioni antropologiche e sociali sullo sviluppo di modelli di intelligenza ‘altri’ che possono manifestarsi al di là dei limiti del corpo umano e sulla loro capacità di sviluppare autonomie cognitive.
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