Da Guttuso a Matta. La collezione Valenzi per Napoli
Da Guttuso a Matta. La collezione Valenzi per Napoli, Maschio Angioino, Napoli
Dal 2 October 2013 al 31 March 2014
Napoli
Luogo: Maschio Angioino
Indirizzo: piazza Municipio
Curatori: Olga Scotto di Vettimo
Enti promotori:
- Fondazione Valenzi
- Comune di Napoli
Telefono per informazioni: +39 081 7957713
E-Mail info: protocollo@pec.comune.napoli.it
Sito ufficiale: http://www.comune.napoli.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/22775
Si inagura al Maschio Angioino alle 18 la mostra "Da Guttuso a Matta - La Collezione Valenzi per Napoli" organizzata dalla Fondazione Valenzi e dal Comune di Napoli e curata da Olga Scotto di Vettimo. Fortemente voluta da Lucia Valenzi, presidente della Fondazione, l'iniziativa intende condividere con la città i doni ricevuti da Maurizio Valenzi da molti artisti amici.
Oltre ai dieci quadri firmati dallo stesso Valenzi, sono esposti ben cinquanta opere di autori tunisini e italiani nell'efficace, sobrio ed elegante allestimento di Lucia Anna Iovieno. Il catalogo è edito da arte'm, con brevi testi della curatrice e dell'assessore Nino Daniele.
Introdotta da un autoritratto con dedica di Eduardo De Filippo, la collezione raccoglie opere di Raffaele Ragione, Vincenzo Gemito (un disegno donato dall'amico Luigi Cosenza), dei tunisini Jules Lellouche, Moses Levy e Antonio Corpora, di Carlo Levi, Augusto Perez, Ernesto Treccani, Raffaele Lippi, Armando De Stefano, Giuseppe Antonello Leone, Mario Persico (in mostra con un'opera "supplente", mentre l'opera della collezione è in restauro).
Ci sono poi le opere dei pittori ischitani Luigi De Angelis, Gino Coppa e Eduard Bargheer, un paesaggio di Amintore Fanfani, i ritratti dell'amico Guido Sacerdoti (recentemente scomparso all'improvviso tra l'incredulo dolore di chi amava la sua intelligenza gentile), quattro schizzi di Sebastian Matta, una dedica di Josè Ortega, le ceramiche di Notte e di Cilento, due bei disegni di Renato Guttuso.
Si tratta di opere di diverso valore e non sempre significative per gli artisti esposti. Valenzi, artista, uomo integerrimo e politico rigoroso, il primo sindaco di Napoli che tra mille difficoltà diede alla città orgoglio e fiducia nel futuro, non era un collezionista e non ha mai pensato all'arte come a una forma di coronamento del potere, tantomeno al suo valore di mercato.
Olga Scotto di Vettimo suggerisce per Valenzi il termine di "attrattore", poiché le opere che hanno ornato la sua casa, che lo hanno seguito nei suoi viaggi, sono regali affettuosi di amici artisti che con lui hanno spesso condiviso idee e programmi.
Questi valori affettivi, che non hanno prezzo nelle stime d'asta e non solleticano esegesi da critici patentati, sono importantissimi per chi voglia capire la statura morale dell'uomo e del politico; un collage di elementi che suggerisce una narrazione, che scopre le sue frequentazioni pubbliche, familiari, private. In occasione delle celebrazioni delle Quattro Giornate di Napoli saranno in esposizione i quattro bozzetti in bronzo del "Monumento alle Quattro Giornate di Napoli" di Marino Mazzacurati, una scultura di Antonio Borrelli e il bronzetto del "Monumento per il perseguitato politico" di Raffaello Fienga, situato alle Isole Tremiti.
Oltre ai dieci quadri firmati dallo stesso Valenzi, sono esposti ben cinquanta opere di autori tunisini e italiani nell'efficace, sobrio ed elegante allestimento di Lucia Anna Iovieno. Il catalogo è edito da arte'm, con brevi testi della curatrice e dell'assessore Nino Daniele.
Introdotta da un autoritratto con dedica di Eduardo De Filippo, la collezione raccoglie opere di Raffaele Ragione, Vincenzo Gemito (un disegno donato dall'amico Luigi Cosenza), dei tunisini Jules Lellouche, Moses Levy e Antonio Corpora, di Carlo Levi, Augusto Perez, Ernesto Treccani, Raffaele Lippi, Armando De Stefano, Giuseppe Antonello Leone, Mario Persico (in mostra con un'opera "supplente", mentre l'opera della collezione è in restauro).
Ci sono poi le opere dei pittori ischitani Luigi De Angelis, Gino Coppa e Eduard Bargheer, un paesaggio di Amintore Fanfani, i ritratti dell'amico Guido Sacerdoti (recentemente scomparso all'improvviso tra l'incredulo dolore di chi amava la sua intelligenza gentile), quattro schizzi di Sebastian Matta, una dedica di Josè Ortega, le ceramiche di Notte e di Cilento, due bei disegni di Renato Guttuso.
Si tratta di opere di diverso valore e non sempre significative per gli artisti esposti. Valenzi, artista, uomo integerrimo e politico rigoroso, il primo sindaco di Napoli che tra mille difficoltà diede alla città orgoglio e fiducia nel futuro, non era un collezionista e non ha mai pensato all'arte come a una forma di coronamento del potere, tantomeno al suo valore di mercato.
Olga Scotto di Vettimo suggerisce per Valenzi il termine di "attrattore", poiché le opere che hanno ornato la sua casa, che lo hanno seguito nei suoi viaggi, sono regali affettuosi di amici artisti che con lui hanno spesso condiviso idee e programmi.
Questi valori affettivi, che non hanno prezzo nelle stime d'asta e non solleticano esegesi da critici patentati, sono importantissimi per chi voglia capire la statura morale dell'uomo e del politico; un collage di elementi che suggerisce una narrazione, che scopre le sue frequentazioni pubbliche, familiari, private. In occasione delle celebrazioni delle Quattro Giornate di Napoli saranno in esposizione i quattro bozzetti in bronzo del "Monumento alle Quattro Giornate di Napoli" di Marino Mazzacurati, una scultura di Antonio Borrelli e il bronzetto del "Monumento per il perseguitato politico" di Raffaello Fienga, situato alle Isole Tremiti.
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