Marco Camporese. I miei luoghi
Opera di Marco Camporese
Dal 7 Dicembre 2017 al 28 Gennaio 2018
Padova | Visualizza tutte le mostre a Padova
Luogo: Galleria laRinascente
Indirizzo: piazza Giuseppe Garibaldi
Enti promotori:
- Comune di Padova - Assessorato alla Cultura
Costo del biglietto: ingresso gratuito
Telefono per informazioni: +39 049 8204528
E-Mail info: [email protected]
Sito ufficiale: http://padovacultura.padovanet.it/
La mostra Marco Camporese. I miei luoghi, dedicata all'artista bellunese, padovano d'adozione, presenta opere realizzate a tempera e ad olio, che raffigurano luoghi amati, conosciuti e vissuti nella quotidianità, riprodotti con una leggerezza di tocco e con un colore vaporoso che rende le atmosfere quasi metafisiche, “luoghi” dell’anima, dei ricordi, della nostalgia.
In questi anni – spiega l’artista - ho vissuto in maniera riservata e intima la mia pittura. Con questa mostra personale intendo svelare la mia ultima produzione pittorica e condividerla con la mia città. Ciò che unisce le opere esposte sono i luoghi, i miei luoghi cioè gli spazi, le cose, i corpi che riempiono la mia quotidianità, che sostano dentro il mio essere per poi manifestarsi e, in un momento inaspettato, concretizzarsi in materia pittorica.
Sentieri e case innevate tra i boschi, cari alla giovinezza dell’artista, sguardi panoramici su condomini e grattacieli che si stendono fino all’orizzonte come una foresta di cemento, stanze silenziose con porte e finestre spalancate, dove l’aria, il sole e la luce creano una continuità ininterrotta tra interno ed esterno, tra l’uomo e la natura, tra il desiderio di ripiegarsi su se stessi e la libertà di varcare ogni ostacolo. Nelle stanze inondate di luce lo sguardo si sofferma su scaffali e tavoli pieni di oggetti, reduci da un utilizzo quotidiano “usurante”, consumati ma pieni di vita e di ricordi, su cui si posa lo sguardo affettuoso dell’artista: barattoli di colore incrostati, vecchie damigiane, sacchi di malta, tavole di legno sul piano di lavoro, ambienti che evocano la manualità sapiente dell’artigiano, che sembra confluire in modo naturale nella raffinata esperienza pittorica dell’artista.
I paesaggi rappresentati si dispiegano sotto un orizzonte alto, che lascia ampio spazio alla descrizione di luoghi che appaiono disabitati, quasi abbandonati da una improvvisa fuga dei loro abitanti; una geometria di linee costituite da alberi, case e segni profondi sulla neve definisce la struttura compositiva dell’opera, accompagnando e guidando lo sguardo dello spettatore, in una atmosfera sospesa, quasi magica. Il colore ricco e intenso rende palpabile l’aria e l’atmosfera, coprendo tutto con una luce soffusa e vaporosa che rende l’immagine impalpabile, trasformandola quasi in una visione onirica.
La figura umana, totalmente assente nel contesto naturale e urbano, trova invece la sua collocazione ideale in un luogo a parte, indefinito quasi irreale, dove il corpo domina come protagonista assoluto della scena, “luogo” di memoria, che guida lo spettatore al di là del tempo e dello spazio.
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