Massimo Siragusa. Lo spazio condiviso
Massimo Siragusa. Lo spazio condiviso
Dal 11 Luglio 2015 al 30 Agosto 2015
Spilimbergo | Pordenone | Visualizza tutte le mostre a Pordenone
Luogo: Palazzo Tadea
Indirizzo: piazza Castello
Orari: Giovedì e venerdì 16-20. Sabato e domenica 10.30-12.30 / 16-20
Curatori: Massimo Siragusa
Enti promotori:
- MiBACT
- CRAF – Centro di Ricerca e Archiviazione della Fotografia
Costo del biglietto: Ingresso € 2
Telefono per informazioni: +39 0427 91453
E-Mail info: info@craf-fvg.it
Sito ufficiale: http://www.craf-fvg.it/
“Ero curioso, e anche un po’ emozionato, il pomeriggio che ho cominciato questo lavoro sui circoli perché, fino a quel giorno, non ne avevo mai frequentato nessuno. Ho scoperto luoghi dove, dietro un’apparente immobilità, succede sempre qualcosa. Spazi dove le storie di ognuno, la memoria e i valori condivisi si intrecciano, per divenire l’anima ed il cemento del posto.” Massimo Siragusa
Lo Spazio Condiviso, e letteralmente – una raffigurazione del Paese visto dall’interno. Il sottotitolo, L’Italia raccontata dai circoli, lo dice con chiarezza: l’itinerario fotografico con cui Massimo Siragusa ha raggiunto oltre 40 luoghi di ritrovo differenti per genere, e sparsi in quasi ogni angolo della Penisola, è per vari versi un ritratto dell’Italia stessa.
Il percorso di Siragusa in 50 fotografie di vario formato, annovera tra le sue tappe il Circolo dei Pescatori di Acitrezza e lo Yacht Club di Genova, il Circolo di lettura di Parma e il Circolo del dopolavoro ferroviario di Siracusa. E poi circoli Arci, circoli di conversazione, associazioni di ispirazione cattolica, militare, sportiva. Il viaggio in Italia del fotografo attraversa spazi rigidamente esclusivi e luoghi più inclini all’inclusione: gli uni e gli altri pensati comunque come spazi identitari della passione, dimore comuni dell’appartenenza condivisa che testimoniano la necessità antica, storicamente maschile, di riunirsi in gruppo. Tuttora in alcuni di essi la vita associativa è riservata ai soli uomini.
Tuttavia non ci sono persone negli scatti esposti perché tema del lavoro di Massimo Siragusa non è la descrizione della vita associativa, quanto la forza evocativa dei luoghi nel suggerirla. Stucchi e biliardini, lussuosi divani e sedie di plastica, lampadari e coppe abitano da protagonisti questi scorci di Paese in un interno, offrendosi come visione insieme multipla e generale di spazi della socialità che gli abitatori sentono – spesso non secondariamente – come ‘casa’.
Lo sguardo di Massimo Siragusa è sempre rispettoso dello spazio che descrive, non aggiunge enfasi e al tempo stesso non si lascia intimidire, lascia all’osservatore la possibilità di indagare nei dettagli, di capire, di farsi un’opinione. Le immagini, caratterizzate da una gamma tonale morbida, dalle ombre aperte, attribuiscono ai luoghi una luminosità pittorica.
Lo Spazio Condiviso, e letteralmente – una raffigurazione del Paese visto dall’interno. Il sottotitolo, L’Italia raccontata dai circoli, lo dice con chiarezza: l’itinerario fotografico con cui Massimo Siragusa ha raggiunto oltre 40 luoghi di ritrovo differenti per genere, e sparsi in quasi ogni angolo della Penisola, è per vari versi un ritratto dell’Italia stessa.
Il percorso di Siragusa in 50 fotografie di vario formato, annovera tra le sue tappe il Circolo dei Pescatori di Acitrezza e lo Yacht Club di Genova, il Circolo di lettura di Parma e il Circolo del dopolavoro ferroviario di Siracusa. E poi circoli Arci, circoli di conversazione, associazioni di ispirazione cattolica, militare, sportiva. Il viaggio in Italia del fotografo attraversa spazi rigidamente esclusivi e luoghi più inclini all’inclusione: gli uni e gli altri pensati comunque come spazi identitari della passione, dimore comuni dell’appartenenza condivisa che testimoniano la necessità antica, storicamente maschile, di riunirsi in gruppo. Tuttora in alcuni di essi la vita associativa è riservata ai soli uomini.
Tuttavia non ci sono persone negli scatti esposti perché tema del lavoro di Massimo Siragusa non è la descrizione della vita associativa, quanto la forza evocativa dei luoghi nel suggerirla. Stucchi e biliardini, lussuosi divani e sedie di plastica, lampadari e coppe abitano da protagonisti questi scorci di Paese in un interno, offrendosi come visione insieme multipla e generale di spazi della socialità che gli abitatori sentono – spesso non secondariamente – come ‘casa’.
Lo sguardo di Massimo Siragusa è sempre rispettoso dello spazio che descrive, non aggiunge enfasi e al tempo stesso non si lascia intimidire, lascia all’osservatore la possibilità di indagare nei dettagli, di capire, di farsi un’opinione. Le immagini, caratterizzate da una gamma tonale morbida, dalle ombre aperte, attribuiscono ai luoghi una luminosità pittorica.
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