Abu Simbel: il salvataggio dei Templi, l'uomo e la tecnologia
Abu Simbel: il salvataggio dei Templi, l'uomo e la tecnologia
Dal 11 Gennaio 2013 al 31 Marzo 2013
Luogo: Accademia d’Egitto di Roma
Indirizzo: via Omero 4
Orari: da lunedì a venerdì 10-17
Enti promotori:
- Accademia d’Egitto di Roma
- World Wide Artists Gallery Association
Costo del biglietto: ingresso gratuito
Telefono per informazioni: +39 06 3201896
E-Mail info: info@accademiaegitto.it
Sito ufficiale: http://www.abusimbelexpo.org/
Il passato come testimonianza ed ispirazione per il futuro. In Egitto, ed in particolare nella Nubia, il senso del passato è rimasto forte, forse perché questa terra ha visto nascere una delle prime grandi civiltà del Mediterraneo e forse perché la sua immagine suggestiva evoca rispetto e maestosità.
“…La mattina del 1 agosto andammo al tempio di buon'ora animati dall'idea d'entrare finalmente nel sotterraneo che avevamo scoperto... Al primo sguardo restammo stupiti della immensità di quel luogo , trovammo oggetti d'arte magnifici... pitture, sculture, figure colossali…”
Così scriveva Giovanni Battista Belzoni nei suoi diari di viaggio quando, nell’agosto del 1817, si riuscì a liberare dalla sabbia l’entrata del Grande Tempio di Abu Simbel, permettendo così di scoprire al suo interno la magnificenza del luogo e di scoprire l’arte fino ad allora celata.
Con lo stesso spirito e lo stesso entusiasmo mostrato da Belzoni, la riscoperta dell’enorme patrimonio culturale, artistico, musicale, architettonico e archeologico della Nubia vuole essere un contributo a sostegno del rapporto tra culture diverse, capaci di coesistere e di interagire: preservarlo e valorizzarlo è un dovere verso l’intera umanità.
E’ quindi importante per l’Egitto, per l’Italia, per tutti i Paesi del Mediterraneo, prendere coscienza di questo patrimonio culturale comune che abbraccia oltre quattro millenni di storia, evidenziando le radici della nostra identità contemporanea che ci possono accompagnare nel futuro.
Questo è quanto la cooperazione dell’Italia con l’Egitto sta cercando di fare. Nella Valle delle Regine, come nel museo egizio del Cairo, come in passato nel salvataggio dei Templi della Nubia, le nostre università e le nostre imprese hanno lavorato insieme, ottenendo risultati che trascendono l’interesse nazionale dei singoli Paesi. La globalizzazione ci deve spronare a valorizzare e promuovere tutte le singole culture nella loro diversità e originalità. La riscoperta delle nostre radici, in parte comuni, ci permetterà di comprendere e di apprezzare in pieno il valore delle nostre differenze.
L’evento vuole quindi essere l’occasione per promuovere, attraverso la mostra documentaria “Abu Simbel: il salvataggio dei templi, l’uomo e la tecnologia”, la cooperazione internazionale e le diverse fasi del salvataggio dei Templi di Abu Simbel. La mostra, inoltre, gode dell’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana e del patrocinio del Ministero dei Beni Culturali e di numerose Istituzioni italiane ed internazionali. Karam Mourad, con le note di remoti strumenti e con melodie in lingua nubiana, aprirà una finestra sul passato, rievocando antiche storie e antichi riti. Occasione, dunque, per poter riscoprire la cultura della Nubia e promuoverne la sua conservazione nel futuro.
“…La mattina del 1 agosto andammo al tempio di buon'ora animati dall'idea d'entrare finalmente nel sotterraneo che avevamo scoperto... Al primo sguardo restammo stupiti della immensità di quel luogo , trovammo oggetti d'arte magnifici... pitture, sculture, figure colossali…”
Così scriveva Giovanni Battista Belzoni nei suoi diari di viaggio quando, nell’agosto del 1817, si riuscì a liberare dalla sabbia l’entrata del Grande Tempio di Abu Simbel, permettendo così di scoprire al suo interno la magnificenza del luogo e di scoprire l’arte fino ad allora celata.
Con lo stesso spirito e lo stesso entusiasmo mostrato da Belzoni, la riscoperta dell’enorme patrimonio culturale, artistico, musicale, architettonico e archeologico della Nubia vuole essere un contributo a sostegno del rapporto tra culture diverse, capaci di coesistere e di interagire: preservarlo e valorizzarlo è un dovere verso l’intera umanità.
E’ quindi importante per l’Egitto, per l’Italia, per tutti i Paesi del Mediterraneo, prendere coscienza di questo patrimonio culturale comune che abbraccia oltre quattro millenni di storia, evidenziando le radici della nostra identità contemporanea che ci possono accompagnare nel futuro.
Questo è quanto la cooperazione dell’Italia con l’Egitto sta cercando di fare. Nella Valle delle Regine, come nel museo egizio del Cairo, come in passato nel salvataggio dei Templi della Nubia, le nostre università e le nostre imprese hanno lavorato insieme, ottenendo risultati che trascendono l’interesse nazionale dei singoli Paesi. La globalizzazione ci deve spronare a valorizzare e promuovere tutte le singole culture nella loro diversità e originalità. La riscoperta delle nostre radici, in parte comuni, ci permetterà di comprendere e di apprezzare in pieno il valore delle nostre differenze.
L’evento vuole quindi essere l’occasione per promuovere, attraverso la mostra documentaria “Abu Simbel: il salvataggio dei templi, l’uomo e la tecnologia”, la cooperazione internazionale e le diverse fasi del salvataggio dei Templi di Abu Simbel. La mostra, inoltre, gode dell’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana e del patrocinio del Ministero dei Beni Culturali e di numerose Istituzioni italiane ed internazionali. Karam Mourad, con le note di remoti strumenti e con melodie in lingua nubiana, aprirà una finestra sul passato, rievocando antiche storie e antichi riti. Occasione, dunque, per poter riscoprire la cultura della Nubia e promuoverne la sua conservazione nel futuro.
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