Attraverso, Aperto
Federico Mazza, Attraverso, Aperto, Galleria Artsinergy, Roma
Dal 20 Giugno 2012 al 20 Luglio 2012
Luogo: Galleria Artsinergy
Indirizzo: via dei Cartari 9
Orari: da lunedì a venerdì 15-19
Curatori: Luca Arnaudo
Costo del biglietto: ingresso gratuito
Telefono per informazioni: +39 06 68892340
E-Mail info: press@artsinergy.com
Sito ufficiale: http://www.artsinergy.com
Dopo la personale tenuta nel 2011 presso la sede della galleria a San Benedetto del Tronto, Federico Mazza presenta una nuova serie di lavori in cui sviluppa ulteriormente i temi e l’estetica ormai da tempo distintivi della sua opera.
Pittore dichiaratamente affine a una linea artistica che trova in Gerhard Richter uno dei più noti punti recenti, Mazza predilige una pittura minuziosamente vaga, sfuggente anche grazie all’adozione di una prospettiva mobile e transitoria, tipicamente quella di un osservatore disposto dietro il vetro di un mezzo in movimento nel paesaggio. Attraverso tale filtro, vedute di spazi assorti e indefiniti si alternano fino a creare un ambiente di grande suggestione, dove nella sfocatura di forme e colori s’intende una consapevolezza genuinamente filosofica del passaggio dell’uomo e della necessità per questo di definire tempi di attenzione. Non a caso, un gruppo di opere più recenti risulta incentrato su ampie vedute di strade aperte, colte all’alba o all’imbrunire, dove l’artista pare voler definire delle inedite pause visive, come se lo sguardo fosse di un soggetto che di tanto in tanto almeno si arresti lungo il proprio percorso, e consideri il momento.
La tecnica esecutiva gioca un ruolo importante in una simile operazione: l’artista, infatti, dipinge a partire e attraverso il colore, stendendolo sulla tela senza alcun disegno sottostante, ed è nel lento asciugare degli oli, nel progressivo impressionarsi dei loro toni attraverso larghi passaggi di pennello che il soggetto si stabilisce nell’immagine come emergente dall’indistinto e intento insieme a ritornarvi. Non si tratta, tuttavia, di un’operazione che giochi in qualche modo con reminiscenze o debolezze romantiche: l’operazione dell’artista è anzi studiatamente mirata a offrire immagini interrogative, aperte all’interpretazione, con una ricorrenza nel paesaggio di elementi simbolicamente contemporanei a mantenere fermo l’ancoraggio dell’osservatore col presente. Consapevole dell’ingenuo sentimentale, e insieme del vuoto che gli è stato opposto più di recente per decostruirne la pesantezza, l’opera di Federico Mazza può così permettersi di registrare ora un traliccio dell’alta tensione, ora una strada che si fa ombra e nuvola, risultando sempre estremamente convincente e affascinante.
Federico Mazza (Roma, 1976, vive tra Roma e la campagna sabina) ha tenuto diverse mostre in Italia e all’estero: tra le più recenti personali si segnalano The latest Transits presso la galleria Artsinergy, sede di San Benedetto del Tronto (2011), e Between presso la Galleria Studio7 di Rieti (2010). Finalista del premio Lissone 2010, selezionato per i cataloghi dei Premi Combat e Celeste (2011, 2010, 2009), Federico Mazza alterna alla pittura un’intensa attività di grafico per il cinema internazionale. Nel 2012 l’opera Radar è stata scelta come copertina del primo numero della rivista culturale Dude Magazine.
Pittore dichiaratamente affine a una linea artistica che trova in Gerhard Richter uno dei più noti punti recenti, Mazza predilige una pittura minuziosamente vaga, sfuggente anche grazie all’adozione di una prospettiva mobile e transitoria, tipicamente quella di un osservatore disposto dietro il vetro di un mezzo in movimento nel paesaggio. Attraverso tale filtro, vedute di spazi assorti e indefiniti si alternano fino a creare un ambiente di grande suggestione, dove nella sfocatura di forme e colori s’intende una consapevolezza genuinamente filosofica del passaggio dell’uomo e della necessità per questo di definire tempi di attenzione. Non a caso, un gruppo di opere più recenti risulta incentrato su ampie vedute di strade aperte, colte all’alba o all’imbrunire, dove l’artista pare voler definire delle inedite pause visive, come se lo sguardo fosse di un soggetto che di tanto in tanto almeno si arresti lungo il proprio percorso, e consideri il momento.
La tecnica esecutiva gioca un ruolo importante in una simile operazione: l’artista, infatti, dipinge a partire e attraverso il colore, stendendolo sulla tela senza alcun disegno sottostante, ed è nel lento asciugare degli oli, nel progressivo impressionarsi dei loro toni attraverso larghi passaggi di pennello che il soggetto si stabilisce nell’immagine come emergente dall’indistinto e intento insieme a ritornarvi. Non si tratta, tuttavia, di un’operazione che giochi in qualche modo con reminiscenze o debolezze romantiche: l’operazione dell’artista è anzi studiatamente mirata a offrire immagini interrogative, aperte all’interpretazione, con una ricorrenza nel paesaggio di elementi simbolicamente contemporanei a mantenere fermo l’ancoraggio dell’osservatore col presente. Consapevole dell’ingenuo sentimentale, e insieme del vuoto che gli è stato opposto più di recente per decostruirne la pesantezza, l’opera di Federico Mazza può così permettersi di registrare ora un traliccio dell’alta tensione, ora una strada che si fa ombra e nuvola, risultando sempre estremamente convincente e affascinante.
Federico Mazza (Roma, 1976, vive tra Roma e la campagna sabina) ha tenuto diverse mostre in Italia e all’estero: tra le più recenti personali si segnalano The latest Transits presso la galleria Artsinergy, sede di San Benedetto del Tronto (2011), e Between presso la Galleria Studio7 di Rieti (2010). Finalista del premio Lissone 2010, selezionato per i cataloghi dei Premi Combat e Celeste (2011, 2010, 2009), Federico Mazza alterna alla pittura un’intensa attività di grafico per il cinema internazionale. Nel 2012 l’opera Radar è stata scelta come copertina del primo numero della rivista culturale Dude Magazine.
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