Davide D'Elia. Antivegetativa
Davide D'Elia. Antivegetativa, Galleria Ex Elettrofonica, Roma
Dal 30 Novembre 2013 al 30 Gennaio 2014
Luogo: Galleria Ex Elettrofonica
Indirizzo: vicolo di Sant’ Onofrio 10
Orari: da martedì a venerdì 16-20 o su appuntamento
Costo del biglietto: ingresso gratuito
Telefono per informazioni: +39 06 64760163
E-Mail info: info@exelettrofonica.com
Sito ufficiale: http://www.exelettrofonica.com
Il progetto è un’installazione unica, che riprende le fila della prima mostra che D’Elia ha realizzato per la galleria nel 2010.
In questa occasione l’artista aveva elaborato un sistema in grado di far nascere muffe direttamente su degli spazi prestabiliti della galleria. Utilizzando agenti chimici e controllando la temperatura della galleria si era limitato ad aspettare che si sviluppassero delle vere e proprie proliferazioni fungine. La galleria, dunque, si presentava marchiata da queste muffe, essa stessa l’opera in mostra. In questa prima installazione lo scopo di D’Elia era di mostrare ciò che è “invisibile”, vale a dire la presenza ovunque della vita e lo scorrere del tempo.
Questa volta l’artista lavora all’inverso: adopera l’antivegetativo, un tipo di vernice usata soprattutto in campo nautico per arrestare la crescita di alghe, coralli e di muffe sulle carene delle imbarcazioni. Protagonista dell’opera è sempre la galleria stessa, trasformata in uno spazio abitato e per metà idealmente immerso nell’antivegetativo. Quadri, sculture, elementi d’arredo, tutto appare avvinto dalla vernice antivegetativa, dal tipico colore verde asettico, quasi a voler bloccare qualsiasi proliferazione di vita.
Con Antivegetativa Davide D’Elia presenta un progetto che nasce dall’opposizione tra organico e sintetico, tra vitale e asettico, caldo e freddo, formale e informale.
La mostra si completa con un testo critico di Giulia Ferracci.
Davide D’Elia è nato nel 1973 a Cava dei tirreni (SA). Vive e lavora tra Londra e Roma. I suoi lavori sono stati esposti al MAXXI Museo delle arti del XXI secolo (Roma maggio 2013) e alla Biennale di Venezia (Nell’Acqua capisco, Procuratie Vecchie - Piazza San Marco, 31 maggio – settembre 2013). Ha al suo attivo, tra personali e collettive, oltre che in Italia, mostre in Inghilterra, Libano, Grecia e Slovenia. Inizialmente legato alla pittura informale, l’artista a partire della seconda metà degli anni Duemila sperimenta l’interazione tra agenti atmosferici e manufatto, come caso di studio dei fenomeni legati alla natura, che lo portano a realizzare opere composte di materiali degradati, fatti di ombre e tracce di micro organismi (muffa).
Altre opere di D’Elia sono caratterizzate dalla contaminazione tra i linguaggi, dalla fotografia al video fino ad arrivare a installazioni multi materiche complesse che riflettono sui rapporti di forza che governano il mondo intorno a noi.
In questa occasione l’artista aveva elaborato un sistema in grado di far nascere muffe direttamente su degli spazi prestabiliti della galleria. Utilizzando agenti chimici e controllando la temperatura della galleria si era limitato ad aspettare che si sviluppassero delle vere e proprie proliferazioni fungine. La galleria, dunque, si presentava marchiata da queste muffe, essa stessa l’opera in mostra. In questa prima installazione lo scopo di D’Elia era di mostrare ciò che è “invisibile”, vale a dire la presenza ovunque della vita e lo scorrere del tempo.
Questa volta l’artista lavora all’inverso: adopera l’antivegetativo, un tipo di vernice usata soprattutto in campo nautico per arrestare la crescita di alghe, coralli e di muffe sulle carene delle imbarcazioni. Protagonista dell’opera è sempre la galleria stessa, trasformata in uno spazio abitato e per metà idealmente immerso nell’antivegetativo. Quadri, sculture, elementi d’arredo, tutto appare avvinto dalla vernice antivegetativa, dal tipico colore verde asettico, quasi a voler bloccare qualsiasi proliferazione di vita.
Con Antivegetativa Davide D’Elia presenta un progetto che nasce dall’opposizione tra organico e sintetico, tra vitale e asettico, caldo e freddo, formale e informale.
La mostra si completa con un testo critico di Giulia Ferracci.
Davide D’Elia è nato nel 1973 a Cava dei tirreni (SA). Vive e lavora tra Londra e Roma. I suoi lavori sono stati esposti al MAXXI Museo delle arti del XXI secolo (Roma maggio 2013) e alla Biennale di Venezia (Nell’Acqua capisco, Procuratie Vecchie - Piazza San Marco, 31 maggio – settembre 2013). Ha al suo attivo, tra personali e collettive, oltre che in Italia, mostre in Inghilterra, Libano, Grecia e Slovenia. Inizialmente legato alla pittura informale, l’artista a partire della seconda metà degli anni Duemila sperimenta l’interazione tra agenti atmosferici e manufatto, come caso di studio dei fenomeni legati alla natura, che lo portano a realizzare opere composte di materiali degradati, fatti di ombre e tracce di micro organismi (muffa).
Altre opere di D’Elia sono caratterizzate dalla contaminazione tra i linguaggi, dalla fotografia al video fino ad arrivare a installazioni multi materiche complesse che riflettono sui rapporti di forza che governano il mondo intorno a noi.
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