La mia terra. Comunicazioni irregolari
La mia terra. Comunicazioni irregolari, Cripta Borromeo, Roma
Dal 11 April 2014 al 17 April 2014
Roma
Luogo: Cripta Borromeo
Indirizzo: vicolo del Grottino 3/b
Orari: 15-19
Costo del biglietto: ingresso gratuito
Telefono per informazioni: +39 333 2790004
E-Mail info: eventi@spazioallarte.it
Dal 11 al 17 Aprile l’Associazione spazioALLarte propone l’ultimo evento del primo ciclo dell’iniziativa “Artisti In Cripta”, che mette in mostra le opere di Raffaella Capannolo e Cataldo Mastrorilli, formatisi artisticamente rispettivamente nella provincia abruzzese e in quella pugliese. La mostra avrà luogo nel centro di Roma, presso la prestigiosa sede espositiva della Cripta Borromeo, all’interno del complesso della Basilica dei Santi Ambrogio e Carlo, ad un pazzo da via del Corso.
In un periodo di innegabile crisi delle arti figurative e in cui tutto, e al contempo nulla, può essere definito arte, i due artisti propongono una netta inversione di tendenza. In un momento in cui anche la pittura più “tradizionale” è spesso priva di significato e di valori i due artisti, attraverso l’uso sapiente e la padronanza della tecnica, elaborano un proprio linguaggio, un’espressione autentica tale da renderli unici ma pur sempre figli della tradizione.
Nella mostra “La mia Terra: comunicazioni irregolari” le opere di Raffaella Capannolo e Cataldo Mastrorilli sono legate a una pittura di genere, come quella paesaggistica e ritrattistica, che confluiscono poi nel tema moderno per antonomasia: la comunicazione.
In occasione del quinto anniversario del terribile terremoto che devastò l’Abruzzo Raffaella Capannolo, natia dell’Aquila, offre ai visitatori una visione incontaminata di paesaggi che sovrastano una terra colpita, ma non schiacciata. L’altro tema prediletto dall’artista è quello della figura umana, che è strettamente legata alla natura: le montagne rappresentate nei suoi paesaggi non sono diverse dai volti antropici coperti da strati di tulle, emblema della incomunicabilità tra gli individui.
Da Una Mezza Verità, in cui il volto parzialmente coperto non esprime in maniera chiara il suo pensiero, a La Nuda Verità, in cui il velo è scansato e resta una sgolante verità, il paesaggio è paragonabile allo scalare di una montagna.
Cataldo Mastrorilli regala al visitatore frammenti emozionali della sua Puglia, nei quali nulla è lasciato al caso e nessuno può quindi sottrarsi alle vibrazioni e all’energia vitale che la sua arte esprime. Anche gli individui raffigurati, principalmente donne, che prendono vita dai suoi tratti distinti sono figure passionali e completamente immerse nei profumi e sapori della terra. La pittura di Mastrorilli è risultato di una decennale ricerca nata negli anni sessanta nella sua terra e si distingue dal panorama artistico moderno nel rapporto dialettico tra equilibrio e vibrazione, tra una cromia che non solo accarezza i lineamenti fisici ma anche i segreti dell’anima.
Un ringraziamento particolare alla Domus Talenti per la collaborazione relativa alla diffusione dell’evento.
In un periodo di innegabile crisi delle arti figurative e in cui tutto, e al contempo nulla, può essere definito arte, i due artisti propongono una netta inversione di tendenza. In un momento in cui anche la pittura più “tradizionale” è spesso priva di significato e di valori i due artisti, attraverso l’uso sapiente e la padronanza della tecnica, elaborano un proprio linguaggio, un’espressione autentica tale da renderli unici ma pur sempre figli della tradizione.
Nella mostra “La mia Terra: comunicazioni irregolari” le opere di Raffaella Capannolo e Cataldo Mastrorilli sono legate a una pittura di genere, come quella paesaggistica e ritrattistica, che confluiscono poi nel tema moderno per antonomasia: la comunicazione.
In occasione del quinto anniversario del terribile terremoto che devastò l’Abruzzo Raffaella Capannolo, natia dell’Aquila, offre ai visitatori una visione incontaminata di paesaggi che sovrastano una terra colpita, ma non schiacciata. L’altro tema prediletto dall’artista è quello della figura umana, che è strettamente legata alla natura: le montagne rappresentate nei suoi paesaggi non sono diverse dai volti antropici coperti da strati di tulle, emblema della incomunicabilità tra gli individui.
Da Una Mezza Verità, in cui il volto parzialmente coperto non esprime in maniera chiara il suo pensiero, a La Nuda Verità, in cui il velo è scansato e resta una sgolante verità, il paesaggio è paragonabile allo scalare di una montagna.
Cataldo Mastrorilli regala al visitatore frammenti emozionali della sua Puglia, nei quali nulla è lasciato al caso e nessuno può quindi sottrarsi alle vibrazioni e all’energia vitale che la sua arte esprime. Anche gli individui raffigurati, principalmente donne, che prendono vita dai suoi tratti distinti sono figure passionali e completamente immerse nei profumi e sapori della terra. La pittura di Mastrorilli è risultato di una decennale ricerca nata negli anni sessanta nella sua terra e si distingue dal panorama artistico moderno nel rapporto dialettico tra equilibrio e vibrazione, tra una cromia che non solo accarezza i lineamenti fisici ma anche i segreti dell’anima.
Un ringraziamento particolare alla Domus Talenti per la collaborazione relativa alla diffusione dell’evento.
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