Nino Migliori: una ricerca senza fine
Nino Migliori, Autoritratto, 1949
Dal 16 March 2024 al 16 March 2024
Siena
Luogo: Santa Maria della Scala
Indirizzo: Piazza del Duomo 1
Sito ufficiale: http://www.santamariadellascala.com
Per la prima volta Nino Migliori, autorevole e multiforme fotografo bolognese, sarà a Siena. Il 16 marzo in sala Sant’Ansano al Santa Maria della Scala Denis Cutri, direttore di ‘Le Stanze della Fotografia di Venezia’, terrà un seminario dal titolo ‘Nino Migliori: una ricerca senza fine’, alla presenza dell’artista.
Il lavoro di Migliori è ormai parte fondamentale della storia della fotografia italiana, nel 2023 ha festeggiato i 75 anni di carriera. Nel sito della Fondazione Nino Migliori si legge "oggi si considera Migliori come un vero architetto della visione. Ogni suo lavoro è frutto di un progetto preciso sul potere dell'immagine".
Il seminario dedicato a Migliori anticipa i progetti della Fondazione Antico Ospedale Santa Maria della per il 2024, anno in cui è in programma la mostra ‘Nino Migliori. Lumen Fonte Gaia’, a cura di Lucia Simona Pacchierotti in collaborazione con la Fondazione Nino Migliori.
Si tratta del nuovo lavoro del Maestro della serie ‘Lumen’, nel quale l'artista ha affrontato, e indagato con la macchina fotografica, a "lume di candela" i grandi monumenti italiani. Un percorso iniziato nel 2006, quando Migliori ha potuto fotografare lo Zooforo di Antelmi nel Battistero di Parma; un lavoro inizialmente legato a un progetto editoriale poi divenuto trampolino la sua ricerca sulla scultura e sull'illuminazione alternativa per fotografare le sculture.
I monumenti indagati all’interno del progetto ‘Lumen’ sono molti, spiccano il Compianto sul Cristo morto di Niccolò dell'Arca, Ilaria del Carretto di Jacopo della Quercia, il Cristo Velato di Giuseppe Sanmartino e ora la Fonte Gaia.
“Ho sempre pensato alla fotografia di Nino Migliori come a qualcosa in perenne movimento – ha dichiarato Denis Curti -. Un flusso continuo di idee, progetti, sperimentazioni, ma anche precise prese di posizione etiche e politiche accompagnate da un’ideale estetico pronto a cambiare direzione, perché sempre al seguito del contenuto”.
Il seminario, ad ingresso libero, s’inserisce all’interno del programma della terza edizione di ‘Letture di fotografia’, manifestazione ideata dal Siena Foto Club che ha ottenuto il riconoscimento d'interesse della Federazione Italiana Associazioni Fotografiche (FIAF) che si svolgerà al Santa Maria della Scala il 16 e 17 marzo.
Antonio Migliori, detto Nino, nasce a Bologna 29 settembre 1926, ed è protagonista di uno dei percorsi più diramati e interessanti della cultura dell’immagine europea. Gli inizi appaiono divisi tra fotografia neorealista con una particolare idea di racconto in sequenza, e una sperimentazione sui materiali.
Migliori produce fotografie off-camera, opere che non hanno confronti nel panorama della fotografia mondiale. Dalla fine degli anni Sessanta il suo lavoro assume valenze concettuali.
Oggi si considera Migliori come un vero architetto della visione. Ogni suo lavoro è frutto di un progetto preciso sul potere dell’immagine, tema che ha caratterizzato tutta la sua produzione.
A una produzione vicina al cosiddetto Neorealismo, ha sempre affiancato una
ricerca concettuale all’interno del versante più avanzato dell’Informale europeo,
svolgendo uno dei percorsi più diramati e interessanti della cultura d’immagine europea.
Il lavoro di Migliori è ormai parte fondamentale della storia della fotografia italiana, nel 2023 ha festeggiato i 75 anni di carriera. Nel sito della Fondazione Nino Migliori si legge "oggi si considera Migliori come un vero architetto della visione. Ogni suo lavoro è frutto di un progetto preciso sul potere dell'immagine".
Il seminario dedicato a Migliori anticipa i progetti della Fondazione Antico Ospedale Santa Maria della per il 2024, anno in cui è in programma la mostra ‘Nino Migliori. Lumen Fonte Gaia’, a cura di Lucia Simona Pacchierotti in collaborazione con la Fondazione Nino Migliori.
Si tratta del nuovo lavoro del Maestro della serie ‘Lumen’, nel quale l'artista ha affrontato, e indagato con la macchina fotografica, a "lume di candela" i grandi monumenti italiani. Un percorso iniziato nel 2006, quando Migliori ha potuto fotografare lo Zooforo di Antelmi nel Battistero di Parma; un lavoro inizialmente legato a un progetto editoriale poi divenuto trampolino la sua ricerca sulla scultura e sull'illuminazione alternativa per fotografare le sculture.
I monumenti indagati all’interno del progetto ‘Lumen’ sono molti, spiccano il Compianto sul Cristo morto di Niccolò dell'Arca, Ilaria del Carretto di Jacopo della Quercia, il Cristo Velato di Giuseppe Sanmartino e ora la Fonte Gaia.
“Ho sempre pensato alla fotografia di Nino Migliori come a qualcosa in perenne movimento – ha dichiarato Denis Curti -. Un flusso continuo di idee, progetti, sperimentazioni, ma anche precise prese di posizione etiche e politiche accompagnate da un’ideale estetico pronto a cambiare direzione, perché sempre al seguito del contenuto”.
Il seminario, ad ingresso libero, s’inserisce all’interno del programma della terza edizione di ‘Letture di fotografia’, manifestazione ideata dal Siena Foto Club che ha ottenuto il riconoscimento d'interesse della Federazione Italiana Associazioni Fotografiche (FIAF) che si svolgerà al Santa Maria della Scala il 16 e 17 marzo.
Antonio Migliori, detto Nino, nasce a Bologna 29 settembre 1926, ed è protagonista di uno dei percorsi più diramati e interessanti della cultura dell’immagine europea. Gli inizi appaiono divisi tra fotografia neorealista con una particolare idea di racconto in sequenza, e una sperimentazione sui materiali.
Migliori produce fotografie off-camera, opere che non hanno confronti nel panorama della fotografia mondiale. Dalla fine degli anni Sessanta il suo lavoro assume valenze concettuali.
Oggi si considera Migliori come un vero architetto della visione. Ogni suo lavoro è frutto di un progetto preciso sul potere dell’immagine, tema che ha caratterizzato tutta la sua produzione.
A una produzione vicina al cosiddetto Neorealismo, ha sempre affiancato una
ricerca concettuale all’interno del versante più avanzato dell’Informale europeo,
svolgendo uno dei percorsi più diramati e interessanti della cultura d’immagine europea.
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