Mostra We all Needed the Same Sun a Venezia. Le informazioni sulla mostra We all Needed the Same Sun, i curatori, gli orari di ingresso, il costo dei biglietti, i numeri per prenotare, il comunicato stampa sulla mostra We all Needed the Same Sun del museo A plus A Gallery di Venezia.

Sebastiano Zafonte, Die With Your Boots On, 2025. Schiuma poliuretanica, rivestimento verniciato

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Mappa

Scheda Mostra

We all Needed the Same Sun


  • Luogo: A plus A Gallery
  • Curatori: School for Curatorial Studies Venice
  • Città: Venezia
  • Provincia: Venezia
  • Data inizio: 29 Agosto 2026
  • Data fine: 30 Settembre 2026
  • Telefono per informazioni: +39 041 2770466
  • E-Mail info
  • Sito ufficiale

Comunicato Stampa:

Presentata dalla School for Curatorial Studies Venice negli spazi della galleria A plus A, We all Needed the Same Sun è il progetto a cura degli studenti del Corso Internazionale in Pratiche Curatoriali e Arti Contemporanee. La mostra inaugura il 29 agosto alle 18.30 e sarà visitabile fino al 30 settembre 2026. 

Dopo tre mesi di un'intensa attività di ricerca e confronto, i 13 curatori, provenienti da contesti culturali e professionali differenti, presentano i lavori di 10 artisti che si interrogano sulla nostra posizione all'interno del mondo naturale. Se da una parte è da circa 13,8 miliardi di anni che la natura si trasforma, si adatta e si evolve continuamente, dall’altra l’umanità si è progressivamente allontanata dalla sua condizione originaria, instaurando un rapporto sempre più univoco con le risorse disponibili: estraiamo, consumiamo e trasformiamo ciò che ci circonda, spesso dimenticando di essere parte dello stesso sistema e sottovalutando le capacità della natura di sottrarsi al controllo umano.

Partendo da questa riflessione, la mostra si sviluppa e articola sui due piani della galleria e in cinque ambienti distinti. Nella prima sala, davanti all’ampia vetrata, i disegni e le sculture zoomorfe di Matilde Sambo danno vita a uno spazio in cui identità e memoria si intrecciano in un dialogo sottile e suggestivo. Da qui, il percorso tematico si sposta, attraverso l’allestimento d’archivio di Simone Carraro, verso una riflessione sulla presunzione umana di osservare, classificare e interpretare il mondo. Il lavoro indaga i paesaggi in trasformazione e, in dialogo con le sculture di Daria Dmytrenko, sfuma i confini tra animali, esseri umani e creature ibride. 

Ma cosa accade quando l’osservazione cede il passo all’incontro? Nel video di Jonathas de Andrade assistiamo a uno scambio tra un pescatore di un villaggio della costa nord-orientale del Brasile e un pesce: uno sguardo reciproco, uomo-animale, che supera i limiti della finzione. Nel frattempo, i funghi in ceramica di Anna Marzuttini, disseminati tra le sale, evocano la silenziosa persistenza della natura all’interno dello spazio espositivo, quasi come un rizoma sotterraneo che continua a vivere oltre lo sguardo umano.

Il percorso prosegue con la scultura lignea di Paola Cenati e con il nido artificiale di Sebastiano Zafonte realizzato con mozziconi di sigarette: due opere che invitano a riflettere sulle tracce che lasciamo nel mondo naturale e su un ecosistema in cui il danno ambientale è ormai diventato norma. In questo contesto, un’installazione video di Glenda León offre uno spazio per riconnettersi con le proprie origini, un momento di sospensione per respirare e rallentare il ritmo. 

L'opera di Ketty Gobbo, un manufatto in tessuto che richiama un accumulo di fossili, evocando ansie profonde su ciò che emerge e ciò che si dissolve a causa dei cambiamenti ecologici, accompagna il visitatore nell’ultima sala dove la fotografia di Clelia Cadamuro ritrae un albero che domina lo spazio circostante, suggerendo con forza che, al di là di ogni intervento umano, la natura si mostra sempre più resiliente, capace di adattarsi e, in ultima analisi, di imporsi come forza predominante.

In linea con la 61ª Esposizione Internazionale d'Arte – La Biennale di Venezia (dal titolo In Minor Keys e curata da Koyo Kouoh con il suo team), We All Needed The Same Sun ne arricchisce la polifinia artistica con una voce del tutto originale. La visione curatoriale della Biennale ricerca infatti risonanze, affinità e il senso del sacro, invitandoci a riscoprire il nostro posto all'interno del mondo naturale. È in questo contesto che We All Needed The Same Sun invita il pubblico a fare esperienza dell'«inter-essere» [1]: una visione che svela l'intima coesistenza dell'essere umano con innumerevoli altre specie, unite dallo stesso mondo e al di sotto dello stesso sole.

[1] Termine coniato dalla guida spirituale Thích Nhất Hạnh: maestro Zen vietnamita, poeta e attivista per la pace, considerato il padre della mindfulness e del Buddismo impegnato