Dal 5 marzo
David Bowie negli scatti di Masayoshi Sukita
© Photo by Sukita, MY-MY / MY-MY, 1977
L.Sanfelice
03/03/2015
Bologna - Il magnetismo e la fotogenia di David Bowie sono temi noti al pubblico di tutto il mondo. Il duca bianco non ha bisogno di presentazioni. Meno noto, invece, soprattutto in Italia, dove al suo lavoro non è mai stata dedicata una mostra, è il nome del maestro giapponese Masayoshi Sukita che con David Bowie ha stretto un sodalizio artistico che attraversa quattro decadi.
Molte fotografie da lui realizzate sono diventate icone universali e sono entrate a far parte dell’immaginario collettivo attraverso le copertine di album ormai leggendari, ma non tutti sanno che il legame tra Bowie e Sukita, nel tempo mutato in amicizia, ha dato luogo anche a preziosi scatti privati e quotidiani, che in parte saranno esposti per la prima volta nella galleria ONO arte contemporanea di Bologna dal 5 marzo al 10 maggio.
Tutto cominciò nel 1972 a Londra quando Sukita, attratto dal manifesto di The Man Who Sold the World assistette ad un concerto di Bowie, rimanendo folgorato dal suo genio e ripromettendosi di fotografarlo. L’occasione si presentò poco tempo dopo grazie all’intervento dell’amica stylist Yasuko Takahashi, fidata collaboratrice di Kansai Yamamoto, a sua volta autore dei costumi di Bowie nel periodo di Ziggy Stardust.
È così che a Sukita venne accordato uno shooting a cui ne seguì immediatamente un altro durante il primo tour in Giappone di Bowie nel 1973. Ma è nel 1977 che la scintilla divampò in una sessione che sarebbe diventata la copertina di Heroes, opera tra le più significative della carriera del cantante, facendo definitivamente decollare una fertile collaborazione che oggi costituisce l’immenso archivio di Sukita da cui provengono i circa 40 scatti esposti in mostra a Bologna.
Consulta anche:
Guida d'arte di Bologna
Molte fotografie da lui realizzate sono diventate icone universali e sono entrate a far parte dell’immaginario collettivo attraverso le copertine di album ormai leggendari, ma non tutti sanno che il legame tra Bowie e Sukita, nel tempo mutato in amicizia, ha dato luogo anche a preziosi scatti privati e quotidiani, che in parte saranno esposti per la prima volta nella galleria ONO arte contemporanea di Bologna dal 5 marzo al 10 maggio.
Tutto cominciò nel 1972 a Londra quando Sukita, attratto dal manifesto di The Man Who Sold the World assistette ad un concerto di Bowie, rimanendo folgorato dal suo genio e ripromettendosi di fotografarlo. L’occasione si presentò poco tempo dopo grazie all’intervento dell’amica stylist Yasuko Takahashi, fidata collaboratrice di Kansai Yamamoto, a sua volta autore dei costumi di Bowie nel periodo di Ziggy Stardust.
È così che a Sukita venne accordato uno shooting a cui ne seguì immediatamente un altro durante il primo tour in Giappone di Bowie nel 1973. Ma è nel 1977 che la scintilla divampò in una sessione che sarebbe diventata la copertina di Heroes, opera tra le più significative della carriera del cantante, facendo definitivamente decollare una fertile collaborazione che oggi costituisce l’immenso archivio di Sukita da cui provengono i circa 40 scatti esposti in mostra a Bologna.
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