Dal 12 aprile al 29 giugno negli spazi del Camuc e della Stazione dell'Arte di Ulassai
Miró e Maria Lai, a Ulassai un dialogo tra poesia e memoria

Joan Miró, Senza titolo o Il volo dell'Alosa, 1973, 190 x 226 cm
Samantha De Martin
08/04/2025
Nuoro - La poesia del segno a colori incontra il filo che cuce storie attraverso trame di materia e memoria.
Accade dal 12 aprile al 29 giugno negli spazi del Camuc e della Stazione dell'Arte di Ulassai dove tutto è pronto ad accogliere la mostra Mirò incontra Maria Lai. Il fascino della sorpresa.
I curatori Lola Durán Úcar e Marco Peri hanno scelto di soffermarsi sulle dimensioni poetiche e immaginative del lavoro dei due artisti, entrambi con le radici ben piantate in un'isola mediterranea: Miró ha sempre avuto un legame speciale con Maiorca, Maria Lai con la Sardegna, luoghi che hanno contribuito a plasmare il loro immaginario, pur spingendoli a cercare nuovi orizzonti.
Se Miró ha vissuto a Parigi, nel cuore delle avanguardie novecentesche, Maria Lai ha trascorso periodi significativi a Roma e Venezia. Eppure entrambi hanno scelto di trascorrere la parte più matura del loro percorso espressivo nei territori delle loro isole d'origine, trovando in questi un' inesauribile fonte di ispirazione.
Saranno oltre 70 opere, tra libri, arazzi, grafiche, dipinti e pezzi unici della Fundació de Arte Serra di Palma de Mallorca, a svelare l'universo immaginifico di Miró, in dialogo con le opere tessili, i libri d'artista e i disegni che Maria Lai ha donato alla sua comunità nella Stazione dell'Arte di Ulassai.
I visitatori del percorso, promosso dal Comune di Ulassai, prodotto dalla Fondazione Stazione dell'Arte con il supporto organizzativo di Arthemisia, sono invitati a cogliere le sorprendenti affinità espressive e interessi condivisi tra due artisti apparentemente lontani, avvicinati da connessioni immaginative e risonanze concettuali.
“La prima sala della mostra - spiega il curatore Marco Peri - presenta un manifesto poetico dei due artisti: saranno esposti due arazzi che testimoniano mondi che si osservano e si rispecchiano. Affascinati dai saperi artigianali, Miró e Maria Lai trasformano il disegno in manufatti tessili, da un lato, la forza dirompente del colore e l'astrazione poetica di Miró; dall'altro, il segno essenziale, rigoroso e geometrico di Maria Lai. Miró trae ispirazione dal sogno e dall'improvvisazione, mentre Lai affonda le radici nelle visioni e nelle storie della sua terra. La loro arte si muove tra affinità e divergenze, in un gioco sorprendente di rimandi e suggestioni.”

Joan Miró, Le lézard aux plumes d'or, Litografia a colori, 1971 © Joan Miró by SIAE 2025
Un ulteriore punto di contatto tra i due è rappresentato dal verso. Del ritmo poetico sono intrise le forme sciolte ed evocative di Miró, come anche le narrazioni simboliche e profonde dei racconti tessili di Lai. È stato lo scrittore Salvatore Cambosu, tra i maggiori elementi della corrente letteraria neorealista sarda, esortandola a leggere la poesia senza preoccuparsi della comprensione razionale, ma lasciandosi trasportare dal ritmo, a far maturare in Lai la sensibilità poetica. Così il verso di maestri come Cambosu, Giuseppe Dessì, Federico García Lorca è divenuto per l’artista uno spazio di riflessione e di gioco, un rifugio interiore e una chiave per interpretare il mondo.
Anche Miró è stato un appassionato lettore. Per lui non esisteva differenza tra pittura e poesia, due forme d'arte che ha sperimentato per tutta la vita, risultando impercettibile il confine tra il verbale e il visivo. Anche per questo le sue opere rappresentano una perfetta sintesi tra linguaggio verbale e pittorico, a tessere un universo in cui il segno e la parola si incontrano e si completano.
La mostra si potrà visitare da martedì a domenica dalle 09.30 alle 13 e dalle 14.30 alle 19.30. Per il pubblico generico sono previste tutti i giorni visite guidate incluse nel biglietto d’ingresso alle 9.30, 11, 14.30, 16.
Le attività saranno condotte dalle guide della Stazione dell'arte. Per informazioni e prenotazioni: stazionedellarte@tiscali.it
Accade dal 12 aprile al 29 giugno negli spazi del Camuc e della Stazione dell'Arte di Ulassai dove tutto è pronto ad accogliere la mostra Mirò incontra Maria Lai. Il fascino della sorpresa.
I curatori Lola Durán Úcar e Marco Peri hanno scelto di soffermarsi sulle dimensioni poetiche e immaginative del lavoro dei due artisti, entrambi con le radici ben piantate in un'isola mediterranea: Miró ha sempre avuto un legame speciale con Maiorca, Maria Lai con la Sardegna, luoghi che hanno contribuito a plasmare il loro immaginario, pur spingendoli a cercare nuovi orizzonti.
Se Miró ha vissuto a Parigi, nel cuore delle avanguardie novecentesche, Maria Lai ha trascorso periodi significativi a Roma e Venezia. Eppure entrambi hanno scelto di trascorrere la parte più matura del loro percorso espressivo nei territori delle loro isole d'origine, trovando in questi un' inesauribile fonte di ispirazione.
Saranno oltre 70 opere, tra libri, arazzi, grafiche, dipinti e pezzi unici della Fundació de Arte Serra di Palma de Mallorca, a svelare l'universo immaginifico di Miró, in dialogo con le opere tessili, i libri d'artista e i disegni che Maria Lai ha donato alla sua comunità nella Stazione dell'Arte di Ulassai.
I visitatori del percorso, promosso dal Comune di Ulassai, prodotto dalla Fondazione Stazione dell'Arte con il supporto organizzativo di Arthemisia, sono invitati a cogliere le sorprendenti affinità espressive e interessi condivisi tra due artisti apparentemente lontani, avvicinati da connessioni immaginative e risonanze concettuali.
“La prima sala della mostra - spiega il curatore Marco Peri - presenta un manifesto poetico dei due artisti: saranno esposti due arazzi che testimoniano mondi che si osservano e si rispecchiano. Affascinati dai saperi artigianali, Miró e Maria Lai trasformano il disegno in manufatti tessili, da un lato, la forza dirompente del colore e l'astrazione poetica di Miró; dall'altro, il segno essenziale, rigoroso e geometrico di Maria Lai. Miró trae ispirazione dal sogno e dall'improvvisazione, mentre Lai affonda le radici nelle visioni e nelle storie della sua terra. La loro arte si muove tra affinità e divergenze, in un gioco sorprendente di rimandi e suggestioni.”

Joan Miró, Le lézard aux plumes d'or, Litografia a colori, 1971 © Joan Miró by SIAE 2025
Un ulteriore punto di contatto tra i due è rappresentato dal verso. Del ritmo poetico sono intrise le forme sciolte ed evocative di Miró, come anche le narrazioni simboliche e profonde dei racconti tessili di Lai. È stato lo scrittore Salvatore Cambosu, tra i maggiori elementi della corrente letteraria neorealista sarda, esortandola a leggere la poesia senza preoccuparsi della comprensione razionale, ma lasciandosi trasportare dal ritmo, a far maturare in Lai la sensibilità poetica. Così il verso di maestri come Cambosu, Giuseppe Dessì, Federico García Lorca è divenuto per l’artista uno spazio di riflessione e di gioco, un rifugio interiore e una chiave per interpretare il mondo.
Anche Miró è stato un appassionato lettore. Per lui non esisteva differenza tra pittura e poesia, due forme d'arte che ha sperimentato per tutta la vita, risultando impercettibile il confine tra il verbale e il visivo. Anche per questo le sue opere rappresentano una perfetta sintesi tra linguaggio verbale e pittorico, a tessere un universo in cui il segno e la parola si incontrano e si completano.
La mostra si potrà visitare da martedì a domenica dalle 09.30 alle 13 e dalle 14.30 alle 19.30. Per il pubblico generico sono previste tutti i giorni visite guidate incluse nel biglietto d’ingresso alle 9.30, 11, 14.30, 16.
Le attività saranno condotte dalle guide della Stazione dell'arte. Per informazioni e prenotazioni: stazionedellarte@tiscali.it
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