Dal 3 febbraio al 3 giugno alle Scuderie del Castello Visconteo
A Pavia il mondo di Steve McCurry
Steve McCurry |
Steve McCurry, Mazar-i-Sharif, Afghanistan, 1991
Francesca Grego
02/02/2018
Pavia - Steve McCurry approda alle Scuderie del castello Visconteo di Pavia con oltre 100 scatti che documentano 40 anni di viaggi, esperienze ed emozioni.
Ad accompagnare i visitatori è la voce dello stesso reporter, che nelle audioguide in dotazione di ognuno descrive la nascita di metà delle immagini in mostra, mentre in un video racconta il suo modo di intendere la fotografia.
Una carrellata di grandi ritratti introduce un percorso espositivo all'insegna della varietà, per proseguire con gli eventi più impressionanti degli ultimi decenni – guerre, fenomeni della natura, l’11 settembre e il terremoto in Giappone – e infine approdare a scene rasserenanti e ricche di poesia, tratte dai progetti in cui il fotografo si ispira ai temi della spiritualità e della lettura.
Onnipresente, il richiamo di terre lontane, come l’India, la Birmania o il Brasile, in un simbolico giro del mondo attraverso la sua umanità.
Non mancano, naturalmente, gli occhi verdi della giovanissima Sharbat Gula, catturati da McCurry nel campo profughi di Peshawar in Pakistan e diventati un’icona della fotografia mondiale.
E alla “ragazza afghana” è dedicato un video del National Geographic, incentrato sulla lunga ricerca che ha consentito di ritrovarla, 17 anni dopo, ormai adulta.
“Con le sue foto – spiega la curatrice Biba Giacchetti – Steve McCurry ci pone a contatto con le etnie più lontane e con le condizioni sociali più disparate, mettendo in evidenza una condizione umana fatta di sentimenti universali e di sguardi la cui fierezza afferma la medesima dignità. Con le sue foto ci consente di attraversare le frontiere e di conoscere da vicino un mondo che è destinato a grandi cambiamenti”.
Icons sarà in calendario a Pavia dal 3 febbraio al 3 giugno e si completa con un programma di attività didattiche, incontri e visite guidate gratuite per bambini e adulti, nonché con un catalogo che contiene storie e segreti delle immagini più amate dal grande reporter.
Leggi anche:
• Viaggio nella fotografia: 100 anni di Leica in mostra a Roma
Ad accompagnare i visitatori è la voce dello stesso reporter, che nelle audioguide in dotazione di ognuno descrive la nascita di metà delle immagini in mostra, mentre in un video racconta il suo modo di intendere la fotografia.
Una carrellata di grandi ritratti introduce un percorso espositivo all'insegna della varietà, per proseguire con gli eventi più impressionanti degli ultimi decenni – guerre, fenomeni della natura, l’11 settembre e il terremoto in Giappone – e infine approdare a scene rasserenanti e ricche di poesia, tratte dai progetti in cui il fotografo si ispira ai temi della spiritualità e della lettura.
Onnipresente, il richiamo di terre lontane, come l’India, la Birmania o il Brasile, in un simbolico giro del mondo attraverso la sua umanità.
Non mancano, naturalmente, gli occhi verdi della giovanissima Sharbat Gula, catturati da McCurry nel campo profughi di Peshawar in Pakistan e diventati un’icona della fotografia mondiale.
E alla “ragazza afghana” è dedicato un video del National Geographic, incentrato sulla lunga ricerca che ha consentito di ritrovarla, 17 anni dopo, ormai adulta.
“Con le sue foto – spiega la curatrice Biba Giacchetti – Steve McCurry ci pone a contatto con le etnie più lontane e con le condizioni sociali più disparate, mettendo in evidenza una condizione umana fatta di sentimenti universali e di sguardi la cui fierezza afferma la medesima dignità. Con le sue foto ci consente di attraversare le frontiere e di conoscere da vicino un mondo che è destinato a grandi cambiamenti”.
Icons sarà in calendario a Pavia dal 3 febbraio al 3 giugno e si completa con un programma di attività didattiche, incontri e visite guidate gratuite per bambini e adulti, nonché con un catalogo che contiene storie e segreti delle immagini più amate dal grande reporter.
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