Giovanni Carpentieri. Tra terra e cielo
Giovanni Carpentieri. Tra terra e cielo
Dal 17 Luglio 2015 al 2 Agosto 2015
Fabriano | Ancona | Visualizza tutte le mostre a Ancona
Luogo: Nuova Galleria delle Arti
Indirizzo: via Vincenzo Gioberti
Orari: dal giovedì alla domenica 17-20
Enti promotori:
- Città di Fabriano
- Provincia di Ancona
- Regione Marche
- InArte
Costo del biglietto: ingresso gratuito
Telefono per informazioni: +39 348 3890843
E-Mail info: info@inartefabriano.it
Sito ufficiale: http://www.inartefabriano.it
Dedicata all’ “astrattismo geometrico” è questa esposizione a Fabriano di opere di Giovanni Carpentieri, allievo di Roberto Crippa.
Nato nel 1935, è una lunga storia quella di Giovanni Carpentieri la cui presenza nel mondo dell’arte ha un importante avvio nella grande amicizia e nell’assidua frequentazione dello studio di Roberto Crippa con il quale condivise la professione di pilota e la passione per il volo.
Un’idea, quella del volo che sempre ne ha accompagnato la vita artistica. Un volo fortemente interiorizzato il suo, un modo particolare di essere e di entrare in contatto con il quotidiano. La visione dall’alto ed il puntare dritto su una meta per poi riguadagnare immediatamente quota e tornare ad essere solo, sempre più in alto. E’ difficile dire se si fa ciò che si è, o si diviene in funzione di ciò che si fa. Certo è che Carpentieri è la manifestazione evidente di questo enigma. Molteplici sono negli anni i suoi campi di interesse e sempre la sua ricerca è puntuale, dettata da un grande desiderio di conoscenza e disciplinata da approccio fortemente razionale. L’intera sua produzione, pur se molto articolata, risponde sempre ai criteri della razionalità geometrica, una geometria talvolta sottesa, tal altra dichiaratamente protagonista. Una visione razionale che lo porta ad affrontare gli aspetti strutturali del volo attraverso i suoi “Icari” o i suoi “uccelli”, che lo avvicina ad una certa geometria zen, che lo rende, nella seconda metà degli anni ’80, protagonista insieme a Giovanna Colacevich nella ricerca di “Tempo Reale” sui nuovi strumenti elettronici di comunicazione a distanza. E alla comunicazione Carpentieri profonde grandi energie affiancando alla produzione di opere pittoriche una ricca produzione di audiovisivi e video d’arte. In tutto il suo percorso dedica grande attenzione alla fase progettuale. Lunghi tempi di riflessione ed approfondimento, poi il piacere fisico di usare le mani attraversando ogni possibile strumento e tecnica.
E’ il senso della costruzione ad accompagnare il suo percorso cosciente quando, in una visione antropocentrica, architetta in sé e fuori di sé i mondi con i quali convivere. Un fare che incide sul preesistente nella convinzione che sia il pensiero razionale a dettare le condizioni per condurre al meglio la propria esistenza. Una visione quella di Carpentieri che, attraverso una lunga e coerente produzione artistica, lo porta a realizzare in tempi più recenti rappresentazioni geometriche di equilibri interiori stabili nella loro apparente precarietà. Masse e colori segnati di tracce auree si controbilanciano in una distribuzione di linee di forza che vede sempre nel centro della composizione il fulcro di ipotetiche oscillazioni.
Un fare quello di Carpentieri che nelle ultimissime realizzazioni sembra aprire a orizzonti nuovi nei quali l’opera, in virtù della sua funzione di tramite, si fa albero in un perseguito raccordo tra terra e cielo.
Giuseppe Salerno
Nato nel 1935, è una lunga storia quella di Giovanni Carpentieri la cui presenza nel mondo dell’arte ha un importante avvio nella grande amicizia e nell’assidua frequentazione dello studio di Roberto Crippa con il quale condivise la professione di pilota e la passione per il volo.
Un’idea, quella del volo che sempre ne ha accompagnato la vita artistica. Un volo fortemente interiorizzato il suo, un modo particolare di essere e di entrare in contatto con il quotidiano. La visione dall’alto ed il puntare dritto su una meta per poi riguadagnare immediatamente quota e tornare ad essere solo, sempre più in alto. E’ difficile dire se si fa ciò che si è, o si diviene in funzione di ciò che si fa. Certo è che Carpentieri è la manifestazione evidente di questo enigma. Molteplici sono negli anni i suoi campi di interesse e sempre la sua ricerca è puntuale, dettata da un grande desiderio di conoscenza e disciplinata da approccio fortemente razionale. L’intera sua produzione, pur se molto articolata, risponde sempre ai criteri della razionalità geometrica, una geometria talvolta sottesa, tal altra dichiaratamente protagonista. Una visione razionale che lo porta ad affrontare gli aspetti strutturali del volo attraverso i suoi “Icari” o i suoi “uccelli”, che lo avvicina ad una certa geometria zen, che lo rende, nella seconda metà degli anni ’80, protagonista insieme a Giovanna Colacevich nella ricerca di “Tempo Reale” sui nuovi strumenti elettronici di comunicazione a distanza. E alla comunicazione Carpentieri profonde grandi energie affiancando alla produzione di opere pittoriche una ricca produzione di audiovisivi e video d’arte. In tutto il suo percorso dedica grande attenzione alla fase progettuale. Lunghi tempi di riflessione ed approfondimento, poi il piacere fisico di usare le mani attraversando ogni possibile strumento e tecnica.
E’ il senso della costruzione ad accompagnare il suo percorso cosciente quando, in una visione antropocentrica, architetta in sé e fuori di sé i mondi con i quali convivere. Un fare che incide sul preesistente nella convinzione che sia il pensiero razionale a dettare le condizioni per condurre al meglio la propria esistenza. Una visione quella di Carpentieri che, attraverso una lunga e coerente produzione artistica, lo porta a realizzare in tempi più recenti rappresentazioni geometriche di equilibri interiori stabili nella loro apparente precarietà. Masse e colori segnati di tracce auree si controbilanciano in una distribuzione di linee di forza che vede sempre nel centro della composizione il fulcro di ipotetiche oscillazioni.
Un fare quello di Carpentieri che nelle ultimissime realizzazioni sembra aprire a orizzonti nuovi nei quali l’opera, in virtù della sua funzione di tramite, si fa albero in un perseguito raccordo tra terra e cielo.
Giuseppe Salerno
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