Nicolò Degiorgis. Cima
Nicolò Degiorgis. Cima, Palazzo della Magnifica Comunità, Pieve di Cadore (BL)
Dal 20 Dicembre 2014 al 31 Gennaio 2015
Pieve di Cadore | Belluno | Visualizza tutte le mostre a Belluno
Luogo: Palazzo della Magnifica Comunità
Indirizzo: piazza Tiziano 2
Orari: tutti i giorni 10-12.30 / 15.30-18.30
Costo del biglietto: ingresso gratuito
Telefono per informazioni: +39 0435 32262
E-Mail info: ufficiostampa@chiavidiaccesso.it
Sito ufficiale: http://www.chiavidiaccesso.it/it/
L’arte contemporanea come chiave di accesso al territorio della montagna e alle sue risorse ambientali, umane e storiche, per gettare su di esse uno sguardo rinnovato, che dialoga col passato e al tempo stesso costruisce percezioni e punti di vista inediti sulle comunità montanare. Questo il cuore di Chiavi di Accesso, il progetto artistico promosso dal GAL Alto Bellunese, che mette al centro i musei tradizionali del territorio e li apre all’arte contemporanea, in un dialogo che diventa riflessione sul loro ruolo specifico, creatore di identità, in grado di indagare il presente e costruire nuove visioni del futuro.
Dal 20 dicembre 2014 al 31 gennaio 2015 tre giovani artisti contemporanei –Nicolò Degiorgis, Michael Fliri, Mario Tomè- entreranno con le loro opere, frutto di un percorso di avvicinamento al territorio, all’interno di tre realtà storiche del Bellunese: la Magnifica Comunità di Cadore a Pieve di Cadore, il Museo d’Arte Moderna Mario Rimoldi a Cortina d’Ampezzo e il Museo Etnografico “Al Pojat” di Zoppè di Cadore.
Ai tre artisti è stato chiesto di partire dagli spazi espositivi, dagli oggetti in essi contenuti e dai luoghi: un confronto tra sguardi nuovi e antichi, chiamati a dialogare per dare forme e significati al vivere in montagna.
Nicolò Degiorgis, altoatesino ha intrapreso un cammino verso il Cadore e l’Ampezzo, che lo ha portato a risiedere sul posto, a incontrare gli abitanti e a visitare e conoscere i luoghi, territori di montagna, che oggi vivono una conflittualità tra affermazioni forti e crisi di identità, tra difesa e conservazione del passato e fermento per la costruzione di un futuro che offra prospettive e qualità della vita ai residenti, anche per motivarli a restare.
Nicolò Degiorgis, al centro della cui indagine artistica sono da sempre le piccole comunità in relazione al loro spazio sociale, espone all’interno della Magnifica Comunità di Cadore (inaugurazione 22 dicembre ore 17.45) una mostra fotografica sul territorio –immagini che confluiranno poi in un libro- in un confronto/scontro tra la rappresentazione del Cadore, suggerita dall’immaginario delle comunità residenti, e il suo sguardo di artista.
Dal 20 dicembre 2014 al 31 gennaio 2015 tre giovani artisti contemporanei –Nicolò Degiorgis, Michael Fliri, Mario Tomè- entreranno con le loro opere, frutto di un percorso di avvicinamento al territorio, all’interno di tre realtà storiche del Bellunese: la Magnifica Comunità di Cadore a Pieve di Cadore, il Museo d’Arte Moderna Mario Rimoldi a Cortina d’Ampezzo e il Museo Etnografico “Al Pojat” di Zoppè di Cadore.
Ai tre artisti è stato chiesto di partire dagli spazi espositivi, dagli oggetti in essi contenuti e dai luoghi: un confronto tra sguardi nuovi e antichi, chiamati a dialogare per dare forme e significati al vivere in montagna.
Nicolò Degiorgis, altoatesino ha intrapreso un cammino verso il Cadore e l’Ampezzo, che lo ha portato a risiedere sul posto, a incontrare gli abitanti e a visitare e conoscere i luoghi, territori di montagna, che oggi vivono una conflittualità tra affermazioni forti e crisi di identità, tra difesa e conservazione del passato e fermento per la costruzione di un futuro che offra prospettive e qualità della vita ai residenti, anche per motivarli a restare.
Nicolò Degiorgis, al centro della cui indagine artistica sono da sempre le piccole comunità in relazione al loro spazio sociale, espone all’interno della Magnifica Comunità di Cadore (inaugurazione 22 dicembre ore 17.45) una mostra fotografica sul territorio –immagini che confluiranno poi in un libro- in un confronto/scontro tra la rappresentazione del Cadore, suggerita dall’immaginario delle comunità residenti, e il suo sguardo di artista.
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