Amandine Urruty. The Most Incredible Things
Amandine Urruty, Superbia, Charchoal on paper, 61x91 cm.
Dal 17 Aprile 2021 al 29 Maggio 2021
Bologna | Visualizza tutte le mostre a Bologna
Luogo: MAGMA gallery
Indirizzo: Via Santo Stefano 164
Orari: su appuntamento da mercoledì a sabato 15.30 - 19.00
Telefono per informazioni: +39 380 767 5718
E-Mail info: info@magma.gallery
Sito ufficiale: http://www.magma.gallery
MAGMA gallery è lieta di presentare “The Most Incredible Things”, la prima mostra personale di Amandine Urruty in Italia, dal 17 aprile al 29 maggio 2021.
Amandine Urruty nasce a Tolosa nel 1982. La sua incredibile capacità tecnica nell’utilizzare la grafite ed il carboncino su carta sembra riportarci alla nostra infanzia, alle stanze dei nostri giochi, ai nostri ricordi più lontani. Ognuna delle 12 opere rappresenta infatti un microcosmo animato da curiose creature e persone. Scene surreali e misteriose, disturbanti ed attraenti al tempo stesso, in cui maschere dissacranti, giocattoli, macabri pupazzi e icone pop del passato sembrano ritrovarsi in un bizzarro album di famiglia.
L’autoritratto Self portrait with trunk racchiude in piccole dimensioni lo spirito stesso della mostra: l’artista ci fissa seriosa, indossando però una proboscide. Un’immagine dalla parvenza classica ed estremamente ironica, che racconta il presente ma anche il divertimento infantile del travestimento, così come accade anche nella bella Estelle.
In Ira e Superbia i due stati d’animo sono espressi tramite le azioni dei protagonisti: bambini che si azzuffano, piccole cheerleaders mascherate che parteggiano, fotografi in erba che esaltano la vanità di chi si ammira allo specchio nascondendo però il proprio volto con una maschera in legno.
Ogni particolare aggiunge un dettaglio surreale ma coerente al racconto.
In Outside, Pomegranate, Siblings e The Neverending Story Part I, i soggetti sono ritratti in pose che possono richiamare la fotografia d’inizio secolo. Ovviamente, però, la loro staticità e i riferimenti alla pittura classica come la composizione di Pomegranate e l’anamorfismo del teschio in Siblings sono immersi nella dimensione surreale di Amandine, in cui gli sfondi diventano quinte teatrali che rafforzano il messaggio dell’opera con la minuziosità dei dettagli descritti.
In Crash e Hunger si esalta poi la capacità tecnica dell’artista, anche grazie ai dettagli iperrealistici delle auto rappresentate.
Infine, i due capolavori, entrambi trittici di grandi dimensioni: Pieces e His Tryptich. Nel primo i personaggi sono incappucciati, quasi a simboleggiare dei fantasmi, frammenti non riconoscibili della nostra memoria; in His Tryptich il colore, tramite un illogico arcobaleno, irrompe ed illumina la scena, il cui spazio è scandito da statue classiche che indossano maschere di animali o di personaggi dei fumetti.
Attorno a loro si muovono sia bambini curiosi che le creature più bizzarre che si possano immaginare, abitanti del fantastico mondo creato da Amandine Urruty, in cui possono accadere le “più incredibili cose”.
Dagli inizi della sua carriera, l'artista ha preso parte a più di settanta mostre in tutto il mondo, nelle più importanti gallerie d’arte urbana e contemporanea in Europa e Stati Uniti. Nel 2020 ha esposto presso l’Espace départemental d’art contemporain di Auch, Francia; nel 2019 Santander University ha ospitato la mostra della collezione del Museo Redondo di BODEGA DEL RIOJANO, Spagna, tra cui le opere di Amandine; nel 2015 ha esposto le sue opere al Museum for Contemporary Art MARCO di Monterrey, Messico. Ha realizzato le illustrazioni per il New York Times, Le Monde, Ikea, Libération, Nike Sportswear e molti altri marchi importanti. Ha inoltre pubblicato quattro libri monografici: « Robinet d’Amour » (Les Requins Marteaux) nel 2011, « Dommage Fromage » (United Dead Artists, 2014), « Certains l’Aiment Chiot » (Critères, 2018) e « The Party » (United Dead Artists, 2018).
Amandine Urruty nasce a Tolosa nel 1982. La sua incredibile capacità tecnica nell’utilizzare la grafite ed il carboncino su carta sembra riportarci alla nostra infanzia, alle stanze dei nostri giochi, ai nostri ricordi più lontani. Ognuna delle 12 opere rappresenta infatti un microcosmo animato da curiose creature e persone. Scene surreali e misteriose, disturbanti ed attraenti al tempo stesso, in cui maschere dissacranti, giocattoli, macabri pupazzi e icone pop del passato sembrano ritrovarsi in un bizzarro album di famiglia.
L’autoritratto Self portrait with trunk racchiude in piccole dimensioni lo spirito stesso della mostra: l’artista ci fissa seriosa, indossando però una proboscide. Un’immagine dalla parvenza classica ed estremamente ironica, che racconta il presente ma anche il divertimento infantile del travestimento, così come accade anche nella bella Estelle.
In Ira e Superbia i due stati d’animo sono espressi tramite le azioni dei protagonisti: bambini che si azzuffano, piccole cheerleaders mascherate che parteggiano, fotografi in erba che esaltano la vanità di chi si ammira allo specchio nascondendo però il proprio volto con una maschera in legno.
Ogni particolare aggiunge un dettaglio surreale ma coerente al racconto.
In Outside, Pomegranate, Siblings e The Neverending Story Part I, i soggetti sono ritratti in pose che possono richiamare la fotografia d’inizio secolo. Ovviamente, però, la loro staticità e i riferimenti alla pittura classica come la composizione di Pomegranate e l’anamorfismo del teschio in Siblings sono immersi nella dimensione surreale di Amandine, in cui gli sfondi diventano quinte teatrali che rafforzano il messaggio dell’opera con la minuziosità dei dettagli descritti.
In Crash e Hunger si esalta poi la capacità tecnica dell’artista, anche grazie ai dettagli iperrealistici delle auto rappresentate.
Infine, i due capolavori, entrambi trittici di grandi dimensioni: Pieces e His Tryptich. Nel primo i personaggi sono incappucciati, quasi a simboleggiare dei fantasmi, frammenti non riconoscibili della nostra memoria; in His Tryptich il colore, tramite un illogico arcobaleno, irrompe ed illumina la scena, il cui spazio è scandito da statue classiche che indossano maschere di animali o di personaggi dei fumetti.
Attorno a loro si muovono sia bambini curiosi che le creature più bizzarre che si possano immaginare, abitanti del fantastico mondo creato da Amandine Urruty, in cui possono accadere le “più incredibili cose”.
Dagli inizi della sua carriera, l'artista ha preso parte a più di settanta mostre in tutto il mondo, nelle più importanti gallerie d’arte urbana e contemporanea in Europa e Stati Uniti. Nel 2020 ha esposto presso l’Espace départemental d’art contemporain di Auch, Francia; nel 2019 Santander University ha ospitato la mostra della collezione del Museo Redondo di BODEGA DEL RIOJANO, Spagna, tra cui le opere di Amandine; nel 2015 ha esposto le sue opere al Museum for Contemporary Art MARCO di Monterrey, Messico. Ha realizzato le illustrazioni per il New York Times, Le Monde, Ikea, Libération, Nike Sportswear e molti altri marchi importanti. Ha inoltre pubblicato quattro libri monografici: « Robinet d’Amour » (Les Requins Marteaux) nel 2011, « Dommage Fromage » (United Dead Artists, 2014), « Certains l’Aiment Chiot » (Critères, 2018) e « The Party » (United Dead Artists, 2018).
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