Leander Schwazer. Bikini
Leander Schwazer. Bikini, Museion - Museo d'arte moderna e contemporanea, Bolzano
Dal 20 Febbraio 2014 al 25 Maggio 2014
Bolzano | Visualizza tutte le mostre a Bolzano
Luogo: Museion - Museo d'arte moderna e contemporanea
Indirizzo: via Dante 6
Orari: da martedì a domenica 10-18; giovedì 10-22
Curatori: Frida Carazzato
Costo del biglietto: ingresso gratuito
Telefono per informazioni: +39 0471 223411
E-Mail info: info@museion.it
Sito ufficiale: http://www.museion.it
“Bikini” di Leander Schwazer è il nuovo progetto espositivo del ciclo 2014 della Project Room di Museion, lo spazio dedicato a progetti inediti o creati per l'occasione, con una particolare attenzione al territorio. La mostra è frutto di un percorso di ricerca da parte dell’artista, nato a Vipiteno nel 1982 e residente da qualche anno a Los Angeles, presso cui frequenta il prestigioso California Institute of the Arts. Tra arte, storia e cultura pop il progetto di Schwazer getta uno sguardo personale e tutto contemporaneo sulla pittura di battaglia - la riflessione si catalizza intorno all’immagine dell’Independence, la portaerei leggera utilizzata dagli americani per i test nucleari nel 1946. In quella l’artista definisce un’operazione di “archeologia del futuro” la mostra presenta installazioni, interventi pittorici, documenti e objets trouvés.
“Bikini” : leggendo il titolo della mostra, il pensiero corre all’indumento estivo femminile, mentre immagini vacanziere si affollano nella mente. Nelle intenzioni dell’inventore Louis Réard il nuovo costume da bagno doveva infatti provocare reazioni “esplosive”. Come quelle che gli americani stavano svolgendo nel 1946 nell’atollo di Bikini, presso le isole Marshall, con diverse navi da guerra. Ed è proprio l’immagine monumentale in bianco e nero dell’Independence ad aprire la mostra e sbarrare l’accesso allo spazio espositivo. Il visitatore si trova davanti a quadro - relitto – la nave fu infatti fatta affondare, dopo gli esperimenti nucleari, al largo delle coste di San Francisco nel 1951. La grande tela si inserisce, con la sua rappresentazione simbolica di un evento storico, nella tradizione della pittura di battaglia. Dietro la fotografia, quattro carrelli portavivande trasportano gli oggetti più diversi, che aprono uno sguardo, all’interno di questa tradizione, su battaglie di immagini passate, presenti e future. Come ad esempio una serie di comuni lampadine, trasformate dall’artista in potenziali “bombe” di colore. Atmosfere pop e da spiaggia prevalgono a prima vista anche su un altro carello con una serie di asciugamani. I teli da mare riproducono un dipinto del 1946 del Cross Spikes Club di Arthur Beaumont, pittore di marina. Il locale rappresentato sugli asciugamani ospitava giornalisti, spettatori e soldati accorsi nell’atollo Bikini per assistere allo “spettacolo” degli esperimenti nucleari – come a suggerire che anche le vicende umane più drammatiche sono accompagnate da un aspetto di inafferrabile superficialità.
All’uscita della mostra, un frammento di giornale del ’47 descrive il ritorno della portaerei dall’atollo di Bikini e porta il titolo-simbolo “Back from Bikini”. Uscendo il visitatore si lascia così alle spalle quel mondo legato non solo alle vicende dell’Independence, ma anche alla complessa trama di riferimenti messi in atto dall’artista tra storia, cultura pop e arte.
Leander Schwazer (Vipiteno, 1982) vive e lavora a Los Angeles, studi presso il California Institute of the Arts (USA), University of the Arts, Zurich (CH) e Central Academy of Fine Art, Beijing (CN). Tra le mostre personali si ricorda: Cross Spikes Club, California Institute of the Arts, Valencia (2013); the Rape of Europe ar/ge Kunst Bolzano (2012); tra le collettive Austrian Graphic Awards, Galerie im Taxispalais, Innsbruck (2011). Nel 2009 gli è stato assegnato il Glocal Rookie of the Year, il premio ideato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Bolzano e da kunStart.
In occasione della mostra di Leander Schwazer a Museion uscirà una pubblicazione con un testo di Andrew Berardini , edito da Museion (ita /dt/ eng).
“Bikini” : leggendo il titolo della mostra, il pensiero corre all’indumento estivo femminile, mentre immagini vacanziere si affollano nella mente. Nelle intenzioni dell’inventore Louis Réard il nuovo costume da bagno doveva infatti provocare reazioni “esplosive”. Come quelle che gli americani stavano svolgendo nel 1946 nell’atollo di Bikini, presso le isole Marshall, con diverse navi da guerra. Ed è proprio l’immagine monumentale in bianco e nero dell’Independence ad aprire la mostra e sbarrare l’accesso allo spazio espositivo. Il visitatore si trova davanti a quadro - relitto – la nave fu infatti fatta affondare, dopo gli esperimenti nucleari, al largo delle coste di San Francisco nel 1951. La grande tela si inserisce, con la sua rappresentazione simbolica di un evento storico, nella tradizione della pittura di battaglia. Dietro la fotografia, quattro carrelli portavivande trasportano gli oggetti più diversi, che aprono uno sguardo, all’interno di questa tradizione, su battaglie di immagini passate, presenti e future. Come ad esempio una serie di comuni lampadine, trasformate dall’artista in potenziali “bombe” di colore. Atmosfere pop e da spiaggia prevalgono a prima vista anche su un altro carello con una serie di asciugamani. I teli da mare riproducono un dipinto del 1946 del Cross Spikes Club di Arthur Beaumont, pittore di marina. Il locale rappresentato sugli asciugamani ospitava giornalisti, spettatori e soldati accorsi nell’atollo Bikini per assistere allo “spettacolo” degli esperimenti nucleari – come a suggerire che anche le vicende umane più drammatiche sono accompagnate da un aspetto di inafferrabile superficialità.
All’uscita della mostra, un frammento di giornale del ’47 descrive il ritorno della portaerei dall’atollo di Bikini e porta il titolo-simbolo “Back from Bikini”. Uscendo il visitatore si lascia così alle spalle quel mondo legato non solo alle vicende dell’Independence, ma anche alla complessa trama di riferimenti messi in atto dall’artista tra storia, cultura pop e arte.
Leander Schwazer (Vipiteno, 1982) vive e lavora a Los Angeles, studi presso il California Institute of the Arts (USA), University of the Arts, Zurich (CH) e Central Academy of Fine Art, Beijing (CN). Tra le mostre personali si ricorda: Cross Spikes Club, California Institute of the Arts, Valencia (2013); the Rape of Europe ar/ge Kunst Bolzano (2012); tra le collettive Austrian Graphic Awards, Galerie im Taxispalais, Innsbruck (2011). Nel 2009 gli è stato assegnato il Glocal Rookie of the Year, il premio ideato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Bolzano e da kunStart.
In occasione della mostra di Leander Schwazer a Museion uscirà una pubblicazione con un testo di Andrew Berardini , edito da Museion (ita /dt/ eng).
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