Fernando Pietròpoli. Il respiro del lago
Fernando Pietròpoli, Controcorrente - Gegen den Strom - Against the stream, 2019. Mixed media on basrelief on canvas, cm. 40x50
Dal 29 July 2019 al 25 August 2019
Salò | Brescia
Luogo: Sala Domus, Salò / Palazzo dei Capitani, Malcesine
Indirizzo: piazza Duomo
Orari: tutti i giorni 11-22
Enti promotori:
- Patrocinata dalla storica Società Belle Arti di Verona
Costo del biglietto: ingresso gratuito
Telefono per informazioni: +39 3888918196
E-Mail info: info@fernandopietropoli.it
Sito ufficiale: http://www.fernandopietropoli.it
Ha luogo nel nella Sala Domus, Piazza Duomo, di Salò, dal 29 luglio all'11 agosto 2019, la mostra personale di pittura “Il respiro del lago” dell’artista veronese Fernando Pietròpoli. La mostra proseguirà poi a Malcesine, Palazzo dei Capitani, dal 12 al 25 agosto. Vengono presentate le opere più recenti di stile lirico-astratto e informale materico, con un ampio spazio dedicato anche alla pittura figurativa, in omaggio al lago di Garda.
Fernando Pietròpoli, ovvero, L’irrealtà sensibile
Ciò che oramai caratterizza lo stile di Fernando Pietròpoli e gli conferisce una sostanziale originalità di varianti espressive è l'importanza che in esso assume la “materia”, l'impiego, cioè, di una tecnica di sintesi che consente risultati di straordinaria intensità e di una bellezza tanto sorprendente quanto imprevedibile.
E' un turbinio continuo, un commovimento euritmico, il suo stile, incontenibile, che può dare a prima vista l'impressione di un “caos armonico” e generare un senso di sazietà. Ma così non è. La molteplicità mai abusiva del colore misto a materie produce infatti all'occhio dello spirito un “disordine” compatibile con la genialità; ossia un suo universo che fa parte di un più grande universo, dove non si potrà mai confondere ciò che sarà con ciò che è stato. Nei suoi ultimi lavori, la malinconia, il furore, la gravità, la gioia, i mutamenti del tempo, i cieli sedotti non imitano gli aspetti del reale ma esprimono una nuova totalità che si può definire come “irrealtà sensibile”, dove ogni tratto assume una significazione polivalente e dove il denotatum originario dei soggetti finisce con l'essere trasceso o travolto in una dimensione tutta interiore.
Su questa via, sempre più spesso l'Autore ci propone opere che tecnicamente rimarcano il processo di metamorfosi dei soggetti che rappresenta, avvalendosi per talento naturale della capacità di accentuare il disaccordo tra segno e significato. Si genera così nell’osservatore una misteriosa ambiguità sul valore più o meno rilevante dell'accostamento del segno stesso, del colore, della materia, cosicché una domanda incalza spontanea di fronte ai suoi dipinti: “E' l'arte pittorica l'origine della poesia?”.
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