John Isaacs. The architecture of empathy
John Isaacs. The architecture of empathy
Dal 14 Maggio 2014 al 14 Maggio 2014
Concesio | Brescia | Visualizza tutte le mostre a Brescia
Luogo: Collezione Paolo VI - arte contemporanea
Indirizzo: via G. Marconi 15
Orari: da martedì a venerdì 9-12 / 15-17; sabato 14-19
Costo del biglietto: € 5
Telefono per informazioni: +39 030 2180817
E-Mail info: info@artespiritualita.org
Sito ufficiale: http://www.collezionepaolovi.it
In occasione della sua prima mostra personale in Italia, tenutasi nel gennaio scorso alla Galleria Massimo Minini di Brescia, l’artista inglese John Isaacs, tra i nomi di maggior spicco del panorama internazionale odierno, ha presentato un’opera monumentale e sorprendente, “The architecture of empathy”. Si tratta di un gruppo statuario in marmo di Carrara (del peso di circa 3,7 tonnellate), realizzato nel 2013, che riproduce in maniera perfettamente riconoscibile le forme della “Pietà” vaticana di Michelangelo, ma ricoperte e celate da un drappo misterioso.
Ora quest’opera straordinaria è concessa in comodato dalla Galleria Massimo Minini alla Collezione Paolo VI di Concesio, il museo (recentemente riaperto con orario stabile di accesso al pubblico) che espone la raccolta d’arte del Novecento appartenuta a Papa Montini, con capolavori di autori come Matisse, Chagall, Fontana, Hartung, Sironi, Manzù...
“The architecture of empathy” sarà posta su un basamento in acciaio sotto il porticato antistante la Collezione Paolo VI, in una collocazione semplice ma spettacolare che colpirà i visitatori, e renderà visibile la scultura anche dall’esterno negli orari di chiusura del museo. In “The architecture of empathy” l’iconografia della Pietà rivive nella doppia natura di soggetto capace di generare empatia nello spettatore, da un lato, e di opera citata, dall’altro. Come scrive Didi Bozzini nel catalogo, quella massa di marmo scolpito «diventa un pezzo d’anima, ci parla del nostro desiderio che la vita continui, della nostra possibilità di inventarla come un’opera d’arte, di quanto è inutile l’arte che parla solo di se stessa e non è capace di trasformare il marmo in carne».
L’opera è realizzata con grande finezza di lavorazione, con una purezza che annulla l’impatto fisico della materia. L’iconografia della Pietà, emblema della spiritualità cattolica e pietra miliare della storia dell’arte, rimane immediatamente riconoscibile, ma nel virtuosismo della rappresentazione rafforza la percezione della capacità dell’arte di “ri-crare” la realtà.
L’esposizione di quest’opera di John Isaacs nella Collezione Paolo VI riveste un significato particolare: oltre a testimoniare una forte apertura del museo ai linguaggi artistici della contemporaneità, in una prospettiva di indagine sull’“oltre”, si collega a un fatto storico ben preciso. Infatti fu durante il pontificato di Papa Montini che un folle, nel 1972, sfregiò la “Pietà” di Michelangelo nella basilica di San Pietro in Vaticano; Paolo VI accorse subito, e, commosso, si inginocchiò davanti alla scultura (che sarà poi stupendamente restaurata). Quindi, ha dichiarato il direttore Paolo Bolpagni, «l’arrivo oggi della “Pietà velata” di Isaacs nel museo che di Montini prende il nome ed espone le opere, vuole esprimere sia il misticismo e il mistero infinito della creazione estetica, sia anche un senso, per così dire, di protezione e “affetto” per l’arte nelle sue più varie manifestazioni».
John Isaacs (Lancaster, 1968) lavora da oltre quindici anni utilizzando i materiali più diversi – cera, tessuto, bronzo, neon, ceramica, pittura, collage, fotografia – per indagare temi legati alla complessità del vivere moderno, ai paradossi della quotidianità, all’identità dell’uomo. Le sue sculture, sempre affascinanti e tecnicamente perfette, sono una riflessione sulla società e sull’individuo.
Presso il bookshop della Collezione Paolo VI sarà possibile acquistare, al prezzo speciale di 25 euro, il libro di John Isaacs “The architecture of empathy”, con testi di Didi Bozzini e Massimo Minini.
È possibile visitare la Collezione Paolo VI dal martedì al venerdì dalle ore 9 alle 12 e dalle 15 alle 17, e il sabato dalle ore 14 alle 19.
Ora quest’opera straordinaria è concessa in comodato dalla Galleria Massimo Minini alla Collezione Paolo VI di Concesio, il museo (recentemente riaperto con orario stabile di accesso al pubblico) che espone la raccolta d’arte del Novecento appartenuta a Papa Montini, con capolavori di autori come Matisse, Chagall, Fontana, Hartung, Sironi, Manzù...
“The architecture of empathy” sarà posta su un basamento in acciaio sotto il porticato antistante la Collezione Paolo VI, in una collocazione semplice ma spettacolare che colpirà i visitatori, e renderà visibile la scultura anche dall’esterno negli orari di chiusura del museo. In “The architecture of empathy” l’iconografia della Pietà rivive nella doppia natura di soggetto capace di generare empatia nello spettatore, da un lato, e di opera citata, dall’altro. Come scrive Didi Bozzini nel catalogo, quella massa di marmo scolpito «diventa un pezzo d’anima, ci parla del nostro desiderio che la vita continui, della nostra possibilità di inventarla come un’opera d’arte, di quanto è inutile l’arte che parla solo di se stessa e non è capace di trasformare il marmo in carne».
L’opera è realizzata con grande finezza di lavorazione, con una purezza che annulla l’impatto fisico della materia. L’iconografia della Pietà, emblema della spiritualità cattolica e pietra miliare della storia dell’arte, rimane immediatamente riconoscibile, ma nel virtuosismo della rappresentazione rafforza la percezione della capacità dell’arte di “ri-crare” la realtà.
L’esposizione di quest’opera di John Isaacs nella Collezione Paolo VI riveste un significato particolare: oltre a testimoniare una forte apertura del museo ai linguaggi artistici della contemporaneità, in una prospettiva di indagine sull’“oltre”, si collega a un fatto storico ben preciso. Infatti fu durante il pontificato di Papa Montini che un folle, nel 1972, sfregiò la “Pietà” di Michelangelo nella basilica di San Pietro in Vaticano; Paolo VI accorse subito, e, commosso, si inginocchiò davanti alla scultura (che sarà poi stupendamente restaurata). Quindi, ha dichiarato il direttore Paolo Bolpagni, «l’arrivo oggi della “Pietà velata” di Isaacs nel museo che di Montini prende il nome ed espone le opere, vuole esprimere sia il misticismo e il mistero infinito della creazione estetica, sia anche un senso, per così dire, di protezione e “affetto” per l’arte nelle sue più varie manifestazioni».
John Isaacs (Lancaster, 1968) lavora da oltre quindici anni utilizzando i materiali più diversi – cera, tessuto, bronzo, neon, ceramica, pittura, collage, fotografia – per indagare temi legati alla complessità del vivere moderno, ai paradossi della quotidianità, all’identità dell’uomo. Le sue sculture, sempre affascinanti e tecnicamente perfette, sono una riflessione sulla società e sull’individuo.
Presso il bookshop della Collezione Paolo VI sarà possibile acquistare, al prezzo speciale di 25 euro, il libro di John Isaacs “The architecture of empathy”, con testi di Didi Bozzini e Massimo Minini.
È possibile visitare la Collezione Paolo VI dal martedì al venerdì dalle ore 9 alle 12 e dalle 15 alle 17, e il sabato dalle ore 14 alle 19.
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