Quirino Gnutti. L’illusione del mio tempo
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Quirino Gnutti, Acqua, 2017, acrilico su velluto marrone, pennarelli in vernice
Dal 17 Marzo 2018 al 01 Dicembre 2018
Gardone Riviera | Brescia
Luogo: MAS 96 - Il Vittoriale degli Italiani
Indirizzo: via Vittoriale 12
Curatori: Giordano Bruno Guerri
Costo del biglietto: Ingresso gratuito per tutti i visitatori de “Il Vittoriale degli Italiani” dalle 9 alle 17
Un dialogo tra il passato, il presente e il futuro dell’arte contemporanea, nel segno di un’espressione libera e piena di passione. Questo rappresenta la mostra delle opere di Quirino Gnutti, L’illusione del mio tempo, che si terrà in uno degli spazi più suggestivi de “ll Vittoriale degli Italiani”, il MAS, dal 17 marzo al 1 dicembre 2018.
Nella suggestiva e famosa sala dedicata al motoscafo anti sommergibile, che Gabriele D’Annunzio utilizzò per una delle sue imprese più famose, la “Beffa di Buccari” del 1918, saranno esposte trenta opere in grande formato, tutte dipinte in acrilico su velluto, che rappresentano alcuni dei temi portanti dell’opera di questo artista al suo debutto. Tra questi, gli elementi della natura, le stagioni, lo spazio e le galassie.
Predestinato a seguire le orme del padre, imprenditore di successo e figlio di una dinastia d’industriali bresciani, Quirino, oggi trentunenne, dopo aver lavorato e vissuto negli Stati Uniti e in Spagna, inizia la sua rivoluzione di vita, che rappresenta e contiene anche il suo percorso artistico. E decide di dedicarsi a tempo pieno alla sua grande e assoluta passione, l’arte, affittando un grande garage che trasforma in atelier e camera delle meraviglie, nella periferia di Brescia. Nelle sue opere, forti e prepotenti, si nota la voglia di andare contro le tradizioni, uscire dall’orbita predefinita per generare nuovi universi di emozioni e suggestioni.
Così descrive il primo impatto con l’opera di Quirino, Giordano Bruno Guerri, presidente della Fondazione Il Vittoriale degli Italiani e curatore della mostra, nella sua prefazione al catalogo edito da Contemplazioni: «… mi incanta qualcosa che non ho mia visto prima: delle grandi tele, che non sono più tele, perché coperte di velluto chiazzato di colori, a loro volta percorsi da ghirigori, ghirigori, ghirigori. Come la vita… Ma piacerebbe a D’Annunzio? È la domanda che mi faccio sempre, prima di accogliere un artista dentro la Triplice Cerchia di Mura. Sì, questa opalescenza brillante, questo caos ordinato, questi percorsi senza fine, questo tessuto prezioso gli piacerebbero».
Gli fa eco, descrivendo L’Universo Q, Sara Pallavicini, che firma la direzione artistica del progetto, assieme a Giovanni C. Lettini e Stefano Morelli: «Q esce dall’orbita di un sistema solare predefinito per dirigersi verso nuove galassie – le sue galassie – in una delle quali scatena, a un certo punto, un nuovo Big Bang. E genera gli elementi, le stagioni, le arti. Tutte opere del suo creato e tutte compiute in una eterna condizione di caos, perché nell’universo Q – è bene saperlo – avviene tutto in ordine sparso e tutto rigorosamente esente dalla causa-effetto. Il fattore conseguenza in Q non è contemplato, al massimo, interpretato. Forse, tra qualche anno luce, sarà proprio questa peculiarità a rivelare il suo lavoro e la sua ricerca».
Quirino Gnutti nasce a Desenzano del Garda l'11 Ottobre 1986. Figlio di una delle più grandi dinastie industriali del bresciano, da sempre manifesta un forte interesse per il mondo dell'arte, non solo nell'ambito del collezionismo, ma anche per un’innata capacità di riprodurre ciò che è insito nella sua mente con una colorita e spiccata vena artistica.
Dopo il diploma in ragioneria, decide di intraprendere lo studio delle lingue andando a Boston, negli Stati Uniti e, successivamente, a Madrid, in Spagna. Qui la vocazione per la pittura continua ad essere alimentata dalle esperienze di vita, e prendono forma le prime opere che lo porteranno, nonostante lui non lo sappia ancora, a lasciare definitivamente la carriera nell'azienda di famiglia. Nell'aprile 2017 arriva la tanto sofferta decisione di lasciare alle spalle la sua vita manageriale per dedicarsi finalmente alla sua arte e apre a Brescia il suo studio creativo.
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