Veit Laurent Kurz. Campi Flegrei Conferenza
© Chiara Bruno | Campi Flegrei Conferenza @Casa Cavassa - Saluzzo (CN)
Dal 3 Ottobre 2020 al 1 Novembre 2020
Saluzzo | Cuneo | Visualizza tutte le mostre a Cuneo
Luogo: Casa Cavassa
Indirizzo: via San Giovanni 5
Orari: domenica e festivi dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 19. Martedì, giovedì, venerdì e sabato: dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18
È l’artista tedesco Veit Laurent Kurz il vincitore della 42° edizione del Premio Matteo Olivero, promosso dalla città di Saluzzo e organizzato dalla Fondazione Amleto Bertoni, The Blank Contemporary Art e JoBonobo con l’intento di costruire un percorso artistico che rilegga l’arte classica con gli occhi del contemporaneo. Il Premio è realizzato all’interno di START/storia e arte a Saluzzo, il festival dedicato all’arte in tutte le sue forme che quest’anno ha come tema Rivoluzione!.
Per Saluzzo Kurz ha pensato all’opera site & event specific Campi Flegrei Conferenza che va ad arricchire il percorso del contemporaneo offerto dal territorio, avviato nelle scorse edizioni del Premio con il colombiano Santiago Reyes Villaveces con Harp (2019) e il duo newyorkese composto da Mark Barrow e Sarah Parke con Analemma (2018).
Campi Flegrei Conferenza è il titolo del progetto dell’artista Veit Laurent Kurz, pensato appositamente, in occasione di START, per la sala “de Foix” di Cavassa, un luogo con connotati fortemente storici, in cui si respira il clima della corte dei Marchesi di Saluzzo e in cui si trova la pala d’altare del pittore fiammingo Hans Clemer Madonna della Misericordia; una scelta voluta per marcare il dialogo artistico tra il classico e il contemporaneo.
L’opera riflette l’interesse dell’artista verso la ricerca scientifica e archeologica, che negli ultimi anni si è focalizzata sulla geografia, la storia della tettonica e la mitologia dei vulcani. La ricerca artistica parte dall’osservazione dei vulcani più noti tra cui l’Etna, il Vesuvio, il Kilauea delle isole Hawaii, il Taal delle Filippine, per poi spostarsi ai vulcani “artificiali” che l’artista identifica nelle centrali nucleari.
La forza sublime del mondo naturale si incontra con l’artificiosità umana, la lava diviene un materiale altamente radioattivo che condivide con l’elemento naturale la potenza e il possibile pericolo dato dall’impossibilità di un controllo totale della sua attività.
Zone vulcaniche come il Vesuvio e i Campi Flegrei, quest’ultimo situato nel golfo di Pozzuoli, a ovest della città di Napoli, mostrano come l'umanità si sia insediata per diversi motivi vicino ai vulcani. Oggi, popolazioni sempre più numerose attirate dai vantaggi portati dall’energia geotermica, portano avanti questa pratica di insediamento altamente dannosa, sminuendo il rischio comprovato.
Le drammatiche conseguenze della perdita di controllo di questi fenomeni sono ampiamente documentati a livello storico, dalla distruzione della città di Pompei, al disastro nucleare di Chernobyl nel 1986 fino all’esplosione di Fukushima nel 2011.
Campi Flegrei Conferenza traspone in forma visuale queste tematiche e le ricerche dell’artista, aprendo una riflessione contemporanea sulla tendenza tipicamente umana ad accostare e sostituire fenomeni naturali con creazioni artificiali e sulla nascita di una diversa percezione dell’ambiente.
L’opera presenta un paesaggio distopico e vulcanico che ospita creature nate come alter ego dell’artista, i Dilldapp, i cui antenati hanno assistito e sono sopravvissuti all'eruzione di diversi vulcani naturali e artificiali come il Vesuvio, Kilauea, Chernobyl. Nutrendosi di pietre e piante vulcaniche, resistenti alla lava e nate dalle radiazioni, queste creature altamente complesse hanno resistito e sono sopravvissute a vecchie e nuove eruzioni, viaggiando nello spazio/tempo e tramandando di generazione in generazione studi sulle nuove dimensioni ambientali.
La sala “de Foix” all’interno di Casa Cavassa diviene studio e rifugio sicuro per le ricerche di Dilldapp di varie origini, ospitando un’installazione che funge da portale tra dimensione reale e fittizia, conoscenze archetipe e geografie contemporanee. A questa specie diversa, con conoscenze avanzate e sensibilità scientifiche e metafisiche, è affidato dall’artista il compito di consigliarci un nuovo modo di interagire con l’ambiente.
Veit Laurent Kurz, classe 1985, è nato a Erbach, nel land dell’Assia, e vive tra Francoforte, Berlino e New York.
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