I di Volo nell’arte. Un secolo di pittura tra la Versilia e Firenze

Silvio di Volo, Ritratto del padre Eligio

 

Dal 18 Maggio 2017 al 09 Giugno 2017

Firenze

Luogo: Palazzo Bastogi

Enti promotori:

  • Comune di Firenze

Costo del biglietto: ingresso libero previa esibizione del documento di identità nei limiti dei posti previsti ai sensi della normativa in materia di sicurezza


Comunicato Stampa:
Tre generazioni di pittori, quattro sensibilità artistiche con lo stesso dna, un secolo rappresentato attraverso cinquanta dipinti. Per la prima volta Eligio, Silvio, Giorgio e Anna di Volo espongono insieme in un’unica mostra, in un dialogo ideale  che attraversa il Novecento. Con queste premesse sarà presentata giovedì 18 maggio alle 17 la mostra “I di Volo nell’arte”, allestita nelle sale di Palazzo Bastogi, sede del Consiglio regionale della Toscana, (via Cavour 18) a Firenze fino al 9 giugno. All’inaugurazione interverranno il presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani, il presidente della Commissione cultura del Comune di Firenze Maria Federica Giuliani, Antonio Parronchi (antiquario e studioso della pittura dell’800 e del ‘900) e l’artista Anna di Volo, unica vivente della famiglia.
In mostra troveremo dipinti che ripercorrono quel Novecento ancora vivo che nasce sulle sponde della Versilia e si allunga in asse in una Firenze contaminata dalle idee. Nelle sfumature delle opere dei di Volo si potranno riscoprire le contaminazioni virtuose di grandi pittori, amici di famiglia, come Viani, Levy, Carrà, Carena, de Chirico, Conti, Depero, solo per citarne alcuni.
 Tutto iniziò con Eligio (1880-1964), lo spirito ribelle che ‘regalò’ il colore alla modernità, attraverso la sua fabbrica di colori. E poi ci furono Silvio (1907-1983) e Giorgio (1911-1984), uno esponente dell’eletta colonia di artisti italiani a Parigi, l’altro immerso nell’humus creativo di una Firenze esistenzialista. Oggi  chiude il cerchio Anna, anima nobile e interprete di una contemporaneità tornata all’oro dei ‘primitivi’.  Ai di Volo pittori non si può non accostare il nome di un altro importante rappresentante della famiglia, Massimo di Volo, critico d’arte, direttore artistico della Galleria Santacroce e fondatore del centro culturale AxA in via Cavour, insieme a Claudio Cicerone. 
La mostra è corredata da un catalogo curato per i testi da Laura Tabegna, per la grafica e per il materiale fotografico da Gianni Grazzini

Orari: dal lunedì al venerdì ore 10-12 e 15-19 
www.annadivolo.com
– anna@annadivolo.com

Eligio di Volo nasce nel 1880 e decide giovanissimo di dedicarsi all’arte. A Carrara si diploma in pittura all’Accademia di Belle Arti e a Pisa in Architettura. Nel 1915 apre a Viareggio, con Galileo Chini, quella che diventerà la famosa fabbrica di colori ‘di Volo’, trasferita poi negli anni ’30 a Firenze. Frequenta i più grandi artisti del tempo, tra cui gli amici intimi Moses Levy e Lorenzo Viani. Ottimo pittore, si cimenta anche nel restauro, di cui ricordiamo gli interventi sugli affreschi di Sant’Andrea di Marco Palmerini a Viareggio.
 
Silvio di Volo, primogenito di Eligio, nasce nel 1907. Come il padre si diploma all’Accademia di Carrara, con i maestri Carlo Fontana e Arturo Dazzi. In seguito frequenta la scuola di Nudo dell’Accademia di Belle Arti di Firenze. Allievo e amico di Lorenzo Viani, con lui Silvio elegge a studio quella che divenne poi la prima sede della famosa “Armata dei vàgeri”. Silvio di Volo vive dal 1922 al 1936 a Parigi, frequentando gli esponenti dei movimenti d’avanguardia, tra cui l’amico scultore Hans Arp. Nel dopoguerra si stabilisce a Firenze, nell’atelier in via de’ Fossi. Tra gli amici artisti ricordiamo Pietro Annigoni, la cui affinità con Silvio è ben descritta nella doppia monografia, firmata degli anni ’70 dal critico Leon Carter. Di Silvio di Volo ricordiamo la grande mostra antologica del 1979 alla Galleria d’arte Spinetti di Firenze.
 
Giorgio di Volo, secondogenito di Eligio nasce nel 1911. Giorgio cresce come artista nella Firenze degli anni '50, nel circolo di pittori ‘maledetti’ definiti ‘Esistenzialisti’. Questa cerchia d’intellettuali  s’incontra periodicamente alla Galleria di Fiamma Vigo, in via Cavour, alle Giubbe Rosse, oppure da Sabatino, in via Faenza. Ma il quartier generale degli Esistenzialisti è il Mercato centrale di San Lorenzo, dal vinaio al 26 rosso, dove Giorgio di Volo, detto ‘Il Professore’ frequenta pittori come Vinicio Berti, Rodolfo Marma, Silvio Loffredo, Zingarelli da Trieste, Pietro Annigoni, Alfio Rapisardi.
 
Anna di Volo è l’ultima rappresentante vivente della stirpe della famiglia di artisti, cominciata con il nonno Eligio. Figlia di Giorgio, nipote e allieva dello zio Silvio, Anna inizia a dipingere giovanissima. Impara e sperimenta l’arte dell’incisione e della xilografia. Interviene come restauratrice, nel 1967, dopo i danni dell’alluvione, sugli affreschi della cappella dei Vanchetoni in via Palazzuolo e di una cappella nella chiesa di Ognissanti a Firenze. Frequenta da giovane lo studio di molti artisti, come  Mosè Levi e Felice Carena, che presenta in catalogo la sua prima personale, nel 1964, alla galleria “Por Santa Maria” di Firenze. Nel 1965 parte per Londra, dove conosce lo scultore Henry Moore, da cui viene influenzata artisticamente. Sempre nello stesso anno è invitata da una galleria Londinese a fare una mostra di sola grafica. Tornata a Firenze frequenta due grandi artisti, Giovanni March e Renato Natali, amici di famiglia. Nel 1970 conosce, tramite Gastone Breddo, direttore dell’accademia di Belle Arti di Firenze, Carlo Levi, che le consiglia di fare una mostra a Roma, nella galleria “Paesi Nuovi” Piazza Montecitorio. Anna di Volo espone in tutto il mondo. In particolare ricordiamo le numerosi personali in Giappone, negli Usa, a Parigi. Nella sua terra le ricordiamo in particolare le esposizioni fiorentine al Museo Archeologico, alla Farmacia Profumo, In Santa Croce e nel chiostro Pico della Mirandola di San Marco, alla Pinacoteca nazionale di Siena. 

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