Iginio Balderi. Geometrie della forma

Iginio Balderi, D1, anni ‘70, fibra di vetro della serie “Sette variazioni sul tema”

 

Dal 27 Luglio 2019 al 28 Settembre 2019

Pietrasanta | Lucca

Luogo: Giardino de l’Orangerie Spazio per l’Arte

Indirizzo: via Oberdan 38

Enti promotori:

  • Orangerie di Pietrasanta in collaborazione con l’Archivio Iginio Balderi di Milano

Telefono per informazioni: +39 3391993225

E-Mail info: info@orangeriepietrasanta.com

Sito ufficiale: http://www.orangeriepietrasanta.com


Comunicato Stampa:
Sabato 27 luglio alle ore 19 il Giardino de l’Orangerie Spazio per l’Arte a Pietrasanta ( Lu) in Via Oberdan 38, apre la stagione espositiva 2019  con la mostra dal titolo “Geometrie della forma” – inaugurazione ore 19 -  dedicata al grande scultore Iginio Balderi (Pietrasanta 1934 – Milano 2005).

Un’artista che ha vissuto tra la Versilia, Milano e gli ultimi anni in Olanda, riconosciuto a livello internazionale per la ricerca formale sempre all’avanguardia. Il progetto espositivo rappresenta il proseguimento di una mostra dedicata a Balderi nel 2018 e ideata dalla Galleria Open One di Pietrasanta in collaborazione con la Galleria Paola Raffo Arte Contemporanea e il Palazzo Panichi nell’ambito della rassegna “Bozzetti in Vetrina”, curata dal critico d’arte Andrea B. del Guercio.

“Geometrie della forma” è così diventato il brand di una mostra itinerante che presenta ogni volta delle caratteristiche diverse pur sempre mantenendo le linee guida dell’artista. In questa occasione le opere di Balderi non sono esposte in un museo o una galleria, ma nel suggestivo giardino racchiuso tra le mura storiche della città di Pietrasanta e negli spazi interni dell’Orangerie (il cui nome rimanda volutamente al Museo de l’Orangerie a Parigi), un’elegante struttura turistica, situata a due passi dal centro della città, che ospita, dalla primavera all’autunno, progetti di arte contemporanea.

L’arte quindi in uno spazio di vita, ma le opere di Balderi non sono nuove a questi scenari; basti ricordare la sua grande mostra del 1984 con le sculture esposte nelle strade e le piazze di Monticchiello, celebre borgo nel senese. L’interesse delle proprietarie dell’Orangerie per l’arte è quella di offrire un valore aggiunto in più all’accoglienza, ospitando opere di artisti contemporanei e progetti espositivi legati al territorio della Versilia ma non solo.

Le opere di Iginio Balderi ben si adattano a questo scopo: si tratta di nove sculture in bronzo, fibra di vetro e marmo e una serie di disegni, tutte opere di una grande modernità, in un primo momento semplici per il loro puro estetismo, per la loro immagine stilizzata. Ma più si osservano più diventano inafferrabili ed affascinanti. La mostra ripercorre in sintesi, il percorso evolutivo dell’artista: dalle prime colonne degli anni ‘60, totem di espressione plastica e sacrale, alle evoluzioni delle spirali in città contemporanee.

L’uovo, la spirale, la città, il totem, simboli archetipici che affondano le radici nella storia dell’uomo e che Balderi rielabora, con una sperimentazione formale rigorosa e volta alla ricerca di un simbolismo universale. Tra le sculture abbiamo poi un’opera inedita, la S3 realizzata dagli eredi dell’artista in ferro e fibra di vetro utilizzando il bozzetto originale, scultura che rappresenta una variazione sul tema dell’Uovo come simbolo dell’origine della vita.

Poi abbiamo la D1, realizzata negli anni ‘70 in fibra di vetro della serie “Sette variazioni sul tema”. Un’opera che torna fruibile al pubblico per la prima volta dopo un accurato restauro. 

Iginio Balderi, nato nel 1934 a Pietrasanta  e scomparso a Milano nel 2005, è stato un artista che merita una riscoperta e una rilettura attenta. Diplomato nel 1959 all'Accademia di Brera con il grande maestro Marino Marini, nel corso degli anni Sessanta percorre la ricerca formale relativa all'archetipo della colonna, che culmina, nel 1969,con l'opera "Eos". Sempre in quell’anno si ricorda una straordinaria mostra di Balderi a Monticchiello nel senese con le sue opere esposte in varie parti dell’antico borgo. Nel 1970 inizia una nuova opera inerente alla forma ovoidale che prosegue per tutta la prima metà dello stesso decennio. Nel 1974 verifica questa ricerca con la mostra "Sette variazioni sul tema" allo Stedelijk Museum di Amsterdam, poi trasferita in varie gallerie pubbliche, tra cui il Museo d'Ixelles a Bruxelles e il Museo Lehmbruck di Duisburg. La fase più recente della ricerca dell'autore si e' orientata, a partire dal 1976, verso un nuovo segno iconico: la spirale, realizzata soprattutto in marmo o pietra. Tale esperienza viene proposta in varie mostre personali: tra queste emergono quelle tenute nella Galleria "Schoeller" di Dusseldorf, "Dabbeni" di Lugano, alla Galleria d'Arte Moderna di Forte dei Marmi e alla Galleria Stendhal di Milano. Nel 1989 espone in corso Vittorio Emanuele nel "Percorso della Scultura" a Milano. Una delle sue grandi esposizioni e' stata quella a Palazzo Sertoli a Sondrio nel 1992 e oggi sue sculture monumentali sono collocate per lo più in luoghi aperti, ma anche in musei italiani ed europei.

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