Charlotte Lartilleux. Sine Fine

© Charlotte Lartilleux, 2018-2022

 

Dal 08 Marzo 2023 al 19 Marzo 2023

Milano

Luogo: Casa EMERGENCY

Indirizzo: Via Santa Croce 19

Orari: da lunedì a venerdì 12-19; sabato e domenica 10-19. Sabato 11 marzo la mostra non sarà visitabile

Curatori: Denis Curti


Gli spazi di Casa EMERGENCY accolgono da mercoledì 8 a domenica 19 marzo 2023 la personale della fotografa francese Charlotte Lartilleux, intitolata SINE FINE. Curata da Denis Curti, la mostra è pensata in occasione della giornata internazionale della donna, e porta all’attenzione del pubblico 16 stampe fotografiche di grande formato che si confrontano con grande forza drammatica col delicato tema della violenza di genere.
Sempre mercoledì 8 marzo alle 18.30, verrà presentato il libro fotografico Sine Fine di Charlotte Lartilleux, curato da Pietro Del Re per La Lepre Edizioni e corredato da un’introduzione di Liliana Segre. Durante la presentazione interverrà Michela Paschetto Medical Division Coordinator di EMERGENCY, per parlare dell’impegno dell’Associazione nel Centro di Maternità di Anabah e in particolare dell’attività di formazione rivolta alle donne all’interno della struttura.

La mostra e il libro fotografico Sine Fine sono il risultato di quattro anni di sofferto lavoro di Charlotte Lartilleux sul tema della violenza domestica nei confronti delle donne, indagato creando immagini di drammatica radicalità con l’intento di dar voce a coloro che, pur offese e isolate in un mondo che le respinge ma in cui sono costrette a vivere, si aggrappano all’esistenza con forza sovrumana per non soccombere. A queste donne inaffondabili - le cui grida sono sovrastate dall’assordante silenzio dell’indifferenza e dell’ingiustizia – il progetto vuol dare un appiglio e una speranza.
 
Il percorso espositivo comprende un’installazione composta da tredici fotografie stampate su tela in grande formato (1,5 metri di base per 3 metri di altezza di altezza) e tre immagini stampate su pietra e posizionate in esterno all’ingresso della mostra, in guisa di pietre segnaletiche che indicano qualcosa che non dobbiamo dimenticare.
 
Il libro fotografico di Lartilleux accosta agli scatti dell’artista testi realizzati ad hoc da trenta donne - scrittrici, registe, attrici, psicanaliste e storiche: Liliana Segre, Ida Biglietto, Francesca Comencini, Silvia Cossu, Lella Costa, Francesca d’Aloja, Luciana Esposito, Gioconda Fappiano, Elena Ferrara, Carola Flauto, Jole Garuti, Loredana Lipperini, Dacia Maraini, Michela Marzano, Elena Molinari, Chiara Montaldo, Letizia Muratori, Maria Pace Ottieri, Raffaella Perna, Sandra Petrignani, Caterina Pontrandolfo, Maria Prisco, Lidia Ravera, Conchita Sannino, Lina Sastri, Simonetta Sciandivasci, Maria Rosaria Selo, Bianca Stancanelli, Maria Rosaria Vado, Anna Vera Vivo.
 
Spiega il curatore del volume Pietro del Re: “Ci sono tanti modi di abusare del corpo della donna, ma la matrice di tale brutalità è la stessa, ubiqua e sine fine. Ed è proprio questo orrore, questa morbosa oscenità che racconta Charlotte fissando l’obiettivo su vetri rotti, catene, punteruoli e corpi sofferenti… La sola concessione che fa Charlotte è l’uso del bianco e nero con cui sbiadisce la crudezza di ciò che descrive. Più che artista concettuale, definirei Charlotte fotografa iperrealista”.
 
Charlotte Lartilleux è una fotografa francese nata e cresciuta a Milano. 
È stato il padre a regalarle per il diciottesimo compleanno la propria vecchia macchina fotografica. Ha avuto allora inizio il tormentato rapporto di Lartilleux con la fotografia. Inizia a scattare durante una serie di viaggi in moto e passa poi a rappresentare la propria vita di madre e i propri figli. Charlotte compirà un lungo lavoro su stessa per arrivare a capire come gestire la propria relazione con la macchina fotografica andando oltre il ritratto della quotidianità: in momenti particolarmente difficili nella propria vita privata userà la fotografia come una sorta di scudo da frapporre tra lei e il mondo; poi, con la guida del fotogiornalista e curatore Enrico Bossan, riuscirà a fare confluire tutte le proprie risorse culturali e personali in riprese che oggi si alimentano appieno della sua grande passione per la letteratura e la cultura franco italiana, oltre che del suo essere madre e donna.


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