Città effimera. Arte, tecnologia, esotismo all’Esposizione internazionale di Milano del 1906
Vincenzo Conti, Propileo dell'Esposizione al Parco, facciata Padiglione Galleria del Sempione, arch S. Locati
Dal 1 Maggio 2015 al 30 Giugno 2015
Rho | Milano | Visualizza tutte le mostre a Milano
Luogo: Rho Fiera Milano - Cluster Isole, Mare e Cibo
Indirizzo: Rho Fiera Milano
Curatori: Pietro Redondi
Enti promotori:
- in collaborazione con Università degli Studi Bicocca
Telefono per informazioni: +39 02 3659 9320
E-Mail info: cluster.bicocca@unimib.it
Le Edizioni Gabriele Mazzotta in occasione di Expo pubblicano un importante volume dal titolo “Città effimera. Arte, tecnologia, esotismo all’Esposizione internazionale di Milano del 1906” a cura di Pietro Redondi con la collaborazione di Franco Confalonieri. Il libro presenta testi efotografie inedite relative al grande evento del 1906, anno in cui Milano festeggiava l’apertura del Traforo del Sempione, la galleria ferroviaria più lunga del mondo, con l’Esposizione internazionale che coinvolgeva i maggiori Paesi del pianeta.
Il prezioso volume bilingue in italiano e inglese, stampato in bicromia è stato realizzato in collaborazione con l’Università degli studi di Milano-Bicocca, con il contributo della Fondazione Tronchetti Provera.
La novità del libro “Città effimera. Arte, tecnologia, esotismo all’Esposizione internazionale di Milano del 1906” è contenuta nelle immagini inedite che esso presenta, frutto della scoperta degli archivi privati di migliaia di stampe e lastre stereoscopiche di Leone Soldati e Vincenzo Conti. Sono fotografie differenti da quelle ufficiali finora note, anche se talora i soggetti si ripetono. Si tratta infatti di istantanee e reportage opera di due fotografi dilettanti milanesi, un medico e un futuro ingegnere, e grazie a queste loro immagini possiamo per la prima volta vedere un’Esposizione con gli occhi di un visitatore contemporaneo.
Oltre che un album, il volume è allo stesso tempo un’antologia. Le sue 180 fotografie inedite di esterni e interni dei vari padiglioni, monumenti e chioschi sono accompagnate infatti da testi descrittivi tratti da giornali e riviste dell’epoca, da cataloghi o conferenze, talora a firma di figure eminenti dell’industria e della cultura di allora, come Giovanbattista Pirelli o come il critico Ugo Ojetti.
Nel libro spiccano tre sezioni: “Art Nouveau e gusto dell’esotico: fotografie dell’Archivio Soldati”, “L’Esposizione e i suoi visitatori: fotografie dell’Archivio Conti” e “Interni e particolari - Città effimera”, oltre all’interessante presentazione di Pietro Redondi, Ordinario di Storia della Scienza dell’Università di Milano-Bicocca.
Accompagna la pubblicazione del librouna mostra dall’omonimotitolo a cura di Pietro Redondi, ideata e realizzata dall’Università degli studi di Milano-Bicocca in collaborazione con la Fondazione Tronchetti Provera, aperta dal 1 maggio in concomitanza con l’inaugurazione di EXPO presso il Sito Espositivo nel Cluster Isole,Mare e Cibo di cui l’Università degli Studi di Milano-Bicocca è Istitutional Content Provider.
La rassegna aperta fino al 30 giugno e incentrata sul tema dell’Esposizione Internazionale del 1906, offre, tramite 32 grandi pannelli, le fotografie inedite e particolarmente suggestivediLeone Soldati e Vincenzo Conti, contenutenel nuovo libro Mazzotta.
Il volume è incentrato sugli accadimenti del 1906 a Milano, centodieci anni prima dell’odierna Expo, quando si svolgeva la grande Esposizione internazionale dedicata ai trasporti e all’innovazione in tutte le sue forme, dai mezzi di comunicazione alle arti applicate e sociali. L’evento sorgeva su due aree espositive collegate dauna ferrovia elettrica sopraelevata: il Parco Sempione da un lato e dall’altro la spianata della Piazza d’Armi, dove più tardi sarebbe nata la Fiera Campionaria.
Le sue mostre specialispaziavano daitrasporti ferroviari e marittimi all’aeronautica, dalle arti decorative all’igiene, dall’automobilismo all’architettura, dall’agraria alla previdenza sociale.
I padiglioni nazionali di tutti i maggiori paesi del mondo di allora, dall’Austria alla Cina, dall’America Latina alla Russia, dal Belgio al Canada, formavano di per sé un’eccezionale mostra internazionale di architettura. Così come i tantissimi chioschi di aziende e associazioni: dalla Krupp alla Società della Pace, dalla Fratelli Branca al Cinematografo Pathé, dalla Pirelli alla Società Umanitaria, dall’Eternit al Lysoform offrivano uno specchio eccezionale della società della Belle Epoque.
Di tutta quella profusione di architetture e di creazioni rimane oggi la sola testimonianza materiale dell’edificio liberty dell’Acquario,sede di mostre. Di tutto il resto rimangono le immagini fotografiche ufficiali, pubblicate allora e più volte ripubblicate ai nostri giorni.
Il prezioso volume bilingue in italiano e inglese, stampato in bicromia è stato realizzato in collaborazione con l’Università degli studi di Milano-Bicocca, con il contributo della Fondazione Tronchetti Provera.
La novità del libro “Città effimera. Arte, tecnologia, esotismo all’Esposizione internazionale di Milano del 1906” è contenuta nelle immagini inedite che esso presenta, frutto della scoperta degli archivi privati di migliaia di stampe e lastre stereoscopiche di Leone Soldati e Vincenzo Conti. Sono fotografie differenti da quelle ufficiali finora note, anche se talora i soggetti si ripetono. Si tratta infatti di istantanee e reportage opera di due fotografi dilettanti milanesi, un medico e un futuro ingegnere, e grazie a queste loro immagini possiamo per la prima volta vedere un’Esposizione con gli occhi di un visitatore contemporaneo.
Oltre che un album, il volume è allo stesso tempo un’antologia. Le sue 180 fotografie inedite di esterni e interni dei vari padiglioni, monumenti e chioschi sono accompagnate infatti da testi descrittivi tratti da giornali e riviste dell’epoca, da cataloghi o conferenze, talora a firma di figure eminenti dell’industria e della cultura di allora, come Giovanbattista Pirelli o come il critico Ugo Ojetti.
Nel libro spiccano tre sezioni: “Art Nouveau e gusto dell’esotico: fotografie dell’Archivio Soldati”, “L’Esposizione e i suoi visitatori: fotografie dell’Archivio Conti” e “Interni e particolari - Città effimera”, oltre all’interessante presentazione di Pietro Redondi, Ordinario di Storia della Scienza dell’Università di Milano-Bicocca.
Accompagna la pubblicazione del librouna mostra dall’omonimotitolo a cura di Pietro Redondi, ideata e realizzata dall’Università degli studi di Milano-Bicocca in collaborazione con la Fondazione Tronchetti Provera, aperta dal 1 maggio in concomitanza con l’inaugurazione di EXPO presso il Sito Espositivo nel Cluster Isole,Mare e Cibo di cui l’Università degli Studi di Milano-Bicocca è Istitutional Content Provider.
La rassegna aperta fino al 30 giugno e incentrata sul tema dell’Esposizione Internazionale del 1906, offre, tramite 32 grandi pannelli, le fotografie inedite e particolarmente suggestivediLeone Soldati e Vincenzo Conti, contenutenel nuovo libro Mazzotta.
Il volume è incentrato sugli accadimenti del 1906 a Milano, centodieci anni prima dell’odierna Expo, quando si svolgeva la grande Esposizione internazionale dedicata ai trasporti e all’innovazione in tutte le sue forme, dai mezzi di comunicazione alle arti applicate e sociali. L’evento sorgeva su due aree espositive collegate dauna ferrovia elettrica sopraelevata: il Parco Sempione da un lato e dall’altro la spianata della Piazza d’Armi, dove più tardi sarebbe nata la Fiera Campionaria.
Le sue mostre specialispaziavano daitrasporti ferroviari e marittimi all’aeronautica, dalle arti decorative all’igiene, dall’automobilismo all’architettura, dall’agraria alla previdenza sociale.
I padiglioni nazionali di tutti i maggiori paesi del mondo di allora, dall’Austria alla Cina, dall’America Latina alla Russia, dal Belgio al Canada, formavano di per sé un’eccezionale mostra internazionale di architettura. Così come i tantissimi chioschi di aziende e associazioni: dalla Krupp alla Società della Pace, dalla Fratelli Branca al Cinematografo Pathé, dalla Pirelli alla Società Umanitaria, dall’Eternit al Lysoform offrivano uno specchio eccezionale della società della Belle Epoque.
Di tutta quella profusione di architetture e di creazioni rimane oggi la sola testimonianza materiale dell’edificio liberty dell’Acquario,sede di mostre. Di tutto il resto rimangono le immagini fotografiche ufficiali, pubblicate allora e più volte ripubblicate ai nostri giorni.
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