Simone Massafra. Displacement #Inmystudiotoday
Simone Massafra. Displacement #Inmystudiotoday
Dal 27 January 2021 al 21 February 2021
Milano
Luogo: Piattaforma Google Meet
Indirizzo: online
Telefono per informazioni: +39 02 87223333
E-Mail info: chippendalestudio@gmail.com
Sito ufficiale: http://meet.google.com/vje-ysxx-cvn
Displacement #Inmystudiotoday è la costruzione fittizia di uno studiolo privato che l’artista Simone Massafra ricrea all’interno dello studio del critico d’arte Luca Panaro. Emerge con forza la geometrizzazione di uno spazio che ricorda uno studio d’artista: luogo intimo e reale, mentale e immaginifico, in cui ritirarsi per “fare arte”. Il contenitore diventa il luogo ideale dove l’artista si relaziona con il proprio lavoro e in cui trasferisce le proprie intuizioni e visioni nel mondo reale.
La messa in scena si compone di oggetti percepibili, stampe, objet trouvé e installazioni. Elementi apparentemente personali (libri, citazioni, documenti, tracce, simboli e oggetti) diventano tracce e spunti che rivelano tematiche care all’artista, utili nel processo di creazione e comprensione dell’opera. L’idea si amplia e diventa fonte di riflessione per comprendere la prassi artistica da cui le opere prendono forma.
All'interno dello spazio rettangolare, un corpus di opere si relaziona con l’architettura e offre allo spettatore diversi livelli di lettura, quindi spunti di riflessione e occasioni di dialogo anche introspettivi. Displacement, tre stampe di grande formato, stampate su pvc e distese a pavimento incoraggiano una visione d’insieme poiché prive di dettagli, diventano aperture fittizie e simboliche in un ambiente claustrofobico.
Cabin è un’installazione di semplici diorami contenenti tracce, minutiae e storie di uomini con affinità riferite al “mito della capanna”: archetipo architettonico dalle origini antiche da cui l’architettura moderna ha sviluppo. Elementi visibili, iconici e verbali, messi in scena, agiscono da condensatori di associazioni, combinazioni, cortocircuiti nella dimensione ineffabile della mente e necessitano di una fruizione attiva da parte dello spettatore che si orienta su possibili livelli di lettura, iconografico, comunicativo/informativo, iconologico.
Su una scrivania, Codex: pagine su pagine di sequenze digitali che si richiudono ermeticamente, indisponibili ad una lettura umana. Si tratta di un libro iconoclasta che scrive l’immagine in linguaggio informatico, senza però consentirne la visione. È un’opera che interroga lo status ontologico dell’icona, il senso dell’immagine, la sua condizione di esistenza e la sua caratterizzazione metafisica come eco di un pensiero.
Ulteriori oggetti simbolici dislocati nell'ambiente si ritrovano a vivere autonomamente e diventano spunti di riflessione per innumerevoli tematiche e lavori. La mostra, ricca di dettagli e pulita nella forma, diventa un innesco per lo sguardo contemplativo che vuole scovare i profondi riferimenti alla propria cultura e richiede una partecipazione attiva dello spettatore, per ricercare la rete di corrispondenze nascoste che costruiscono le molteplici catene di associazione tra i singoli lavori.
VISITE ONLINE
mercoledì 27 gennaio 2021 ore 18:00
inaugurazione online venerdì 5 febbraio 2021 ore 18:00 ospite
venerdì 19 febbraio 2021 ore 18:00 ospite
La messa in scena si compone di oggetti percepibili, stampe, objet trouvé e installazioni. Elementi apparentemente personali (libri, citazioni, documenti, tracce, simboli e oggetti) diventano tracce e spunti che rivelano tematiche care all’artista, utili nel processo di creazione e comprensione dell’opera. L’idea si amplia e diventa fonte di riflessione per comprendere la prassi artistica da cui le opere prendono forma.
All'interno dello spazio rettangolare, un corpus di opere si relaziona con l’architettura e offre allo spettatore diversi livelli di lettura, quindi spunti di riflessione e occasioni di dialogo anche introspettivi. Displacement, tre stampe di grande formato, stampate su pvc e distese a pavimento incoraggiano una visione d’insieme poiché prive di dettagli, diventano aperture fittizie e simboliche in un ambiente claustrofobico.
Cabin è un’installazione di semplici diorami contenenti tracce, minutiae e storie di uomini con affinità riferite al “mito della capanna”: archetipo architettonico dalle origini antiche da cui l’architettura moderna ha sviluppo. Elementi visibili, iconici e verbali, messi in scena, agiscono da condensatori di associazioni, combinazioni, cortocircuiti nella dimensione ineffabile della mente e necessitano di una fruizione attiva da parte dello spettatore che si orienta su possibili livelli di lettura, iconografico, comunicativo/informativo, iconologico.
Su una scrivania, Codex: pagine su pagine di sequenze digitali che si richiudono ermeticamente, indisponibili ad una lettura umana. Si tratta di un libro iconoclasta che scrive l’immagine in linguaggio informatico, senza però consentirne la visione. È un’opera che interroga lo status ontologico dell’icona, il senso dell’immagine, la sua condizione di esistenza e la sua caratterizzazione metafisica come eco di un pensiero.
Ulteriori oggetti simbolici dislocati nell'ambiente si ritrovano a vivere autonomamente e diventano spunti di riflessione per innumerevoli tematiche e lavori. La mostra, ricca di dettagli e pulita nella forma, diventa un innesco per lo sguardo contemplativo che vuole scovare i profondi riferimenti alla propria cultura e richiede una partecipazione attiva dello spettatore, per ricercare la rete di corrispondenze nascoste che costruiscono le molteplici catene di associazione tra i singoli lavori.
VISITE ONLINE
mercoledì 27 gennaio 2021 ore 18:00
inaugurazione online venerdì 5 febbraio 2021 ore 18:00 ospite
venerdì 19 febbraio 2021 ore 18:00 ospite
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