Manuel Felisi. Rigenerazioni

Opera di Manuel Felisi

 

Dal 14 Dicembre 2019 al 18 Gennaio 2020

Palermo

Luogo: Orto Botanico

Indirizzo: via Lincoln 2

Orari: tutti i giorni 9-17

Curatori: Giacomo Fanale

Enti promotori:

  • Settimana delle Culture
  • Patrocinio del Comune di Palermo

Costo del biglietto: intero € 6, ridotto € 3 bambini 6-12 anni, over 70, studenti fino a 25 anni, insegnanti, € 4 gruppi minimo 10 persone, € 2 personale unipa, € 15 famiglie (2 adulti + massimo 3 bambini)

Telefono per prevendita: +39 091 23891236

Telefono per informazioni: +39 091 23891249

E-Mail info: ortobotanico@unipa.it


Comunicato Stampa:
Sabato 14 dicembre 2019 alle ore 18.00, all’interno dei prestigiosi spazi dell’Orto Botanico di Palermo, in presenza del Direttore Rosario Schicchi, del Prof. Paolo Inglese, Direttore del Sistema Museale d’Ateneo e delle Istituzioni ospitanti, Arionte Contemporanea e Fanale Architettura inaugurano “Rigenerazioni”, mostra personale di Manuel Felisi, promossa da Settimana delle Culture e curata da Giacomo Fanale.

Il Progetto espositivo, ideato dall’artista appositamente per l’Orto Botanico di Palermo, rappresenta un fil rouge di temi già affrontati nei suoi recenti lavori; un prosieguo - scrive il curatore - di un lavoro di ricerca artistica che Felisi ha da tempo intrapreso, e in più occasioni presentato con vari ed interessanti approfondimenti, quali le recenti performances, in “Presente del passato” a cura di Maurizio Vanni a Roma lo scorso ottobre, e la mostra “Tempo immobile” a cura di Alberto Mattia Martini a Milano del 2017. Una trilogia quindi, che si conclude con la mostra di Palermo proprio nel contesto dello storico complesso dell’Orto Botanico. I lavori in mostra sono mera provocazione. Le installazioni proposte si rappresentano in due momenti. Il primo, all’interno della sala del Timeo, tra le bacheche al primo livello, in cui saranno esposte opere pittoriche e fotografiche riproponenti stilemi di vegetazione presenti nel contesto ambientale dell’Orto Botanico. Così, una fitta rete di rami e vegetazione avvolgeranno lo spettatore in una visione fittizia, intimistica se non conturbante, un riportare ciò che ricordiamo della natura in un contesto chiuso e limitato. Nella seconda istallazione, invece, l’artista opera all’interno del Gynnasium, spazio principale del complesso dell’Orto Botanico. In questo luogo simbolo, l’Herbarium, l’artista intende rappresentare concettualmente, attraverso l’opera posizionata sul pavimento, la forza rigenerante della natura anche se costretta e frammentata. L’installazione si compone di frammenti di opere pittoriche che riproducono la vegetazione emergere dal supporto posizionato in terra, in maniera scomposta, come risultato di una rigenerazione caotica in cui a prevalere malgrado tutto è la forza vitale e rigeneratrice della natura

L’artista milanese completa l’installazione posizionando all’interno della sala dei congelatori contenenti sementi di vario genere, in netta contrapposizione con le tecniche tradizionali di conservazione esposte ed utilizzate nel padiglione.
Nasce nel 1976 a Milano, frequenta il Liceo Artistico e l’Accademia delle Belle Arti di Brera. Nella sua pratica artistica si muove tra diversi ambiti includendo nelle sue opere pittura, fotografia e collage per creare installazioni nelle quali traduce e racconta il tempo. Il file rouge che lega la sua produzione è un argomento che riguarda tutti noi, il nostro essere ed esserci, qui ed ora; il tempo con il suo passare cambia le cose, le preserva e le fa dimenticare. Utilizza la fotografia per esprimere un tempo che immobilizza e misura luoghi, oggetti, persone e sentimenti; l’istante dello scatto fotografico non è più una mera operazione meccanica ma diventa il simbolo che lega le diverse tipologie di tempo descritte nell’opera. Le sue opere sono composte da strati di diversi materiali che seguono sempre uno stesso ordine scientifico, come un rituale che – dalla pittura alla stampa – non si confonde mai con la meccanicità e la ripetitività poiché sempre frutto del coinvolgimento e del sentimento che guidano il suo fare artistico.

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