L'Archivio dal vivo
Dal 23 Novembre 2021 al 20 Dicembre 2021
Luogo: CSAC - Abbazia di Valserena
Indirizzo: Strada Viazza di Paradigna 1
Orari: Il percorso è accessibile al pubblico esclusivamente su prenotazione nelle seguenti date e orari: dal 23 novembre al 20 dicembre 2021: martedì, ore 10; giovedì, ore 16; sabato, ore 10
Enti promotori:
- CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma
Costo del biglietto: 10 euro (percorso l’Archivio dal vivo + Eva Marisaldi. Secondi tempi)
E-Mail info: archivio_csac@unipr.it
Sito ufficiale: http://www.csacparma.it
Le visite per il pubblico prenderanno il via martedì 23 novembre, esclusivamente su prenotazione, con i seguenti orari: martedì alle ore 10; giovedì alle ore 16; sabato alle ore 10.
l’Archivio dal vivo è il punto di arrivo di un percorso avviato nel 2015 quando, proponendo un rinnovato rapporto tra archivio e museo, è stato creato uno spazio espositivo permanente all’interno dell’Abbazia di Valserena, sede dello CSAC dell’Università di Parma. L’abbazia cistercense si è così trasformata da luogo esclusivo della conservazione, dello studio e della catalogazione di opere e fondi di arte, fotografia, media, progetto e spettacolo, a spazio multifunzionale dove si integrano un Archivio, unMuseo e un Centro di Ricerca e Didattica. Negli ultimi sei anni, l’immenso patrimonio di opere, immagini, plastici, oggetti, abiti è stato animato grazie alla promozione di residenze d’artista, laboratori museali, workshop, summer school con l’obiettivo di ‘riattivare l’archivio’, inteso come spazio fisico ma anche come enorme potenziale culturale e conoscitivo, che può essere liberato anche attraverso un ripensamento delle pratiche archivistiche: dai metodi di organizzazione dei materiali, con la realizzazione di supporti e dispositivi per l’archiviazione, alle modalità di estrazione ed esposizione dei documenti.
Da questa riflessione nasce oggi l’Archivio dal vivo, titolo suggerito da Jeffrey Schnapp, storico, designer e figura di riferimento nel campo delle digital humanities, che dal 2015 ha affiancato lo CSAC nel percorso di ripensamento del proprio ruolo. Il progetto, ideato da Francesca Zanella, Elisabetta Terragni e Studio Terragni Architetti e Daniele Ledda xycomm e realizzato con il coinvolgimento di tutto il personale del centro universitario, si fonda sul concetto di ‘apertura’ dell’archivio CSAC, al cui interno sono conservati oltre 12 milioni di materiali originali della comunicazione visiva, della ricerca artistica e progettuale italiana dai primi decenni del XX secolo. Per rafforzare la trasversalità del patrimonio e le sue potenzialità rispetto alla ricerca, per la creazione di narrazioni inedite e per il confronto tra differenti ambiti e comunità, si è deciso di riorganizzare le collezioni seguendo un ordine alfabetico che sovverte le cronologie e le divisioni per generi, demandando alla comunicazione grafica che accompagna il percorso il compito di ricondurre a ognuna delle cinque sezioni di CSAC – Arte, Fotografia, Media, Progetto e Spettacolo – le opere custodite in ogni ambiente.
Documenti grafici, immagini, manifesti, figurini ordinati per progetti nelle cassettiere convivono con oggetti, plastici, prototipi custoditi in scatole ed esposti su scaffalature, riproponendo un ritmo visivo costante dato dai tipici dispositivi metallici dell’archiviazione, interrotto da una fascia di luce che in ogni stanza segnala il luogo destinato alla esposizione. Il deposito diventa così il luogo in cui consentire al visitatore di entrare in diretto contatto con opere e documenti, comprendendo così la natura dell’archivio, il suo essere prodotto e nello stesso tempo generatore di legami, di connessioni e di contraddizioni.
“Attraverso questa nuova importante iniziativa – dichiara Paolo Andrei, Rettore dell’Università di Parma e Presidente del Centro Studi e Archivio della Comunicazione – lo CSAC fa un ulteriore passo avanti nel suo percorso di apertura e avvicinamento al pubblico: una mission che l’Università di Parma ha sposato e appoggiato con forza affinché l’inestimabile patrimonio del Centro diventi a tutti gli effetti un patrimonio di tutti. Da parte dell’Ateneo, quindi, grande soddisfazione per il lavoro compiuto in questo senso e l’auspicio che siano tanti gli studiosi e i visitatori a cogliere questa straordinaria opportunità”.
L’archivio CSAC sarà inoltre luogo di sperimentazione anche per i curatori e i conservatori che potranno proporre nuove modalità di lettura delle collezioni CSAC. La prima occasione è rappresentata dal progetto Secondi tempi di Eva Marisaldi, nato nell’ambito del programma di residenze Through time: integrità e trasformazione dell’opera, che fino al 26 febbraio 2022 si porrà in dialogo con gli spazi de l’Archivio dal vivo, attraverso l’installazione di un video e la disseminazione di oltre sessanta piccole stampe su alluminio che riproducono frammenti della raccolta personale dell’artista.
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