Klimt e i maestri “segreti” della Ricci Oddi
Arturo Tosi, Estate. Collezione privata
Dal 4 July 2021 al 9 January 2022
Piacenza | Visualizza tutte le mostre a Piacenza
Luogo: Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi
Indirizzo: Via San Siro 13
Curatori: Elena Pontiggia
Dal 4 luglio al 9 gennaio 2022, Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi di Piacenza presenta “Klimt e i maestri “segreti” della Ricci Oddi”: seconda attesa tappa di PROGETTO KLIMT, programma scientifico biennale, promosso dal Consiglio di Amministrazione della Galleria.
La mostra, curata da Elena Pontiggia (con la collaborazione dell'Archivio Marussig per la sezione Marussig), nasce dalla volontà di far conoscere meglio l’opera di alcuni grandi maestri dell’arte italiana del Novecento presenti nella collezione della Galleria con una sola opera.
“L'aggettivo ‘segreti’ del titolo va messo doverosamente tra virgolette. Carrà, Casorati, Marussig, Tosi e Usellini sono pittori ormai storicizzati e hanno un posto sicuro nella storia dell'arte del Novecento, anche se alcuni di loro sono meno conosciuti dal grande pubblico. Tuttavia, ognuno di essi è un unicum nella Galleria Ricci Oddi, come del resto il Ritratto di Signora di Klimt. Nasce di qui l'esigenza di accostare a quell’unicum un piccolo gruppo di altri quadri” - dichiara la curatrice Elena Pontiggia
“Con un’intelligente e stimolante proposta questa mostra, ideata e curata da Elena Pontiggia, ha inteso riaccendere l’attenzione sul Klimt ritrovato e su cinque capolavori del Novecento di Carrà, Casorati, Marussig, Tosi e Usellini, destinati a dialogare con una serie di altri loro dipinti provenienti da collezioni private. Tutto ciò per inserirli in un contesto e spiegare meglio gli intenti che hanno animato nel tempo Ricci Oddi” – aggiunge Fernando Mazzocca, Presidente della Galleria Ricci Oddi
Il percorso espositivo muove infatti dal “Ritratto di signora” di Gustav Klimt - recentemente riesposto a seguito del ritrovamento - e dal suo “Ritratto di vecchio” (1917), esposto solo una volta prima d’ora, per inoltrarsi nella poetica di cinque maestri italiani: due tra i maggiori paesaggisti italiani del Novecento, Arturo Tosi (1871-1956) e Carlo Carrà (1881-1966), insieme a tre esponenti del realismo magico, Pietro Marussig (1879-1937), Felice Casorati (1883-1963) e Gianfilippo Usellini (1903-1971). Tutti autori di opere immerse in un’atmosfera senza tempo, vero tema del percorso espositivo.
Le opere “Agro di Rovetta” (1924) di Tosi; “Natura morta” (1926) di Usellini; “I pagliai” (1929) di Carrà; “Natura morta” (1933) di Marussig e “Donne in barca” (1933-34) di Casorati, conservate dalla Galleria Ricci Oddi, si trovano dunque affiancate, in un allestimento progettato ad hoc, a una selezione di dipinti dei cinque artisti.
Tra le opere in mostra si segnalano: “Nudo alcoolico” (1895) di Tosi, singolare anticipazione - ancora nel cuore dell’Ottocento - di una ricerca di segno, gesto e materia già sostanzialmente informale; “Le lavandaie” (1934) di Usellini, esposto alla Quadriennale di Roma del 1935; “Ritratto di signora in nero” (1924) di Casorati, capolavoro del realismo magico dell’artista, concesso in prestito dall’Eni Museum di Roma, e l’inedita “Cucitrice nella soffitta” (1931), mai esposta prima d’ora; “Crepuscolo” (1921) di Carrà, opera-manifesto della stagione primitivista dell’artista; il suggestivo “Nel mio giardino” (1916) di Marussig, proveniente dalla collezione della Permanente di Milano.
Accompagna la mostra un catalogo edito da Nomos Edizioni, con una introduzione di Fernando Mazzocca, presidente della Galleria Ricci Oddi, un saggio e schede descrittive di tutte le opere di Elena Pontiggia.
La mostra, curata da Elena Pontiggia (con la collaborazione dell'Archivio Marussig per la sezione Marussig), nasce dalla volontà di far conoscere meglio l’opera di alcuni grandi maestri dell’arte italiana del Novecento presenti nella collezione della Galleria con una sola opera.
“L'aggettivo ‘segreti’ del titolo va messo doverosamente tra virgolette. Carrà, Casorati, Marussig, Tosi e Usellini sono pittori ormai storicizzati e hanno un posto sicuro nella storia dell'arte del Novecento, anche se alcuni di loro sono meno conosciuti dal grande pubblico. Tuttavia, ognuno di essi è un unicum nella Galleria Ricci Oddi, come del resto il Ritratto di Signora di Klimt. Nasce di qui l'esigenza di accostare a quell’unicum un piccolo gruppo di altri quadri” - dichiara la curatrice Elena Pontiggia
“Con un’intelligente e stimolante proposta questa mostra, ideata e curata da Elena Pontiggia, ha inteso riaccendere l’attenzione sul Klimt ritrovato e su cinque capolavori del Novecento di Carrà, Casorati, Marussig, Tosi e Usellini, destinati a dialogare con una serie di altri loro dipinti provenienti da collezioni private. Tutto ciò per inserirli in un contesto e spiegare meglio gli intenti che hanno animato nel tempo Ricci Oddi” – aggiunge Fernando Mazzocca, Presidente della Galleria Ricci Oddi
Il percorso espositivo muove infatti dal “Ritratto di signora” di Gustav Klimt - recentemente riesposto a seguito del ritrovamento - e dal suo “Ritratto di vecchio” (1917), esposto solo una volta prima d’ora, per inoltrarsi nella poetica di cinque maestri italiani: due tra i maggiori paesaggisti italiani del Novecento, Arturo Tosi (1871-1956) e Carlo Carrà (1881-1966), insieme a tre esponenti del realismo magico, Pietro Marussig (1879-1937), Felice Casorati (1883-1963) e Gianfilippo Usellini (1903-1971). Tutti autori di opere immerse in un’atmosfera senza tempo, vero tema del percorso espositivo.
Le opere “Agro di Rovetta” (1924) di Tosi; “Natura morta” (1926) di Usellini; “I pagliai” (1929) di Carrà; “Natura morta” (1933) di Marussig e “Donne in barca” (1933-34) di Casorati, conservate dalla Galleria Ricci Oddi, si trovano dunque affiancate, in un allestimento progettato ad hoc, a una selezione di dipinti dei cinque artisti.
Tra le opere in mostra si segnalano: “Nudo alcoolico” (1895) di Tosi, singolare anticipazione - ancora nel cuore dell’Ottocento - di una ricerca di segno, gesto e materia già sostanzialmente informale; “Le lavandaie” (1934) di Usellini, esposto alla Quadriennale di Roma del 1935; “Ritratto di signora in nero” (1924) di Casorati, capolavoro del realismo magico dell’artista, concesso in prestito dall’Eni Museum di Roma, e l’inedita “Cucitrice nella soffitta” (1931), mai esposta prima d’ora; “Crepuscolo” (1921) di Carrà, opera-manifesto della stagione primitivista dell’artista; il suggestivo “Nel mio giardino” (1916) di Marussig, proveniente dalla collezione della Permanente di Milano.
Accompagna la mostra un catalogo edito da Nomos Edizioni, con una introduzione di Fernando Mazzocca, presidente della Galleria Ricci Oddi, un saggio e schede descrittive di tutte le opere di Elena Pontiggia.
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