Alessandro Scarabello. Uppercrust
Alessandro Scarabello, Uppercrust, installation view, The Gallery Apart, Roma
Dal 7 Dicembre 2012 al 9 Febbraio 2013
Luogo: The Gallery Apart
Indirizzo: via di Monserrato 40
Orari: da martedì a sabato 16-20 e su appuntamento
Telefono per informazioni: +39 06 68809863
E-Mail info: [email protected]
Sito ufficiale: http://www.thegalleryapart.it
The Gallery Apart è orgogliosa di presentare Uppercrust, l'ultimo ciclo pittorico di Alessandro Scarabello, alla sua terza personale in galleria.
Uppercrust è l’espressione con cui nelle società anglosassoni vengono indicati gli appartenenti alle leading classes, la nuova aristocrazia che utilizza la propria posizione dominante in termini economici, finanziari, di comunicazione e quant’altro per influenzare le masse. L’espressione richiama le forme di pane che un tempo venivano cotte nelle cucine delle dimore nobiliari e che inevitabilmente presentavano un livello di cottura perfetto nella parte alta (uppercrust, appunto), destinata ai padroni, mentre la parte sottostante bruciata serviva a sfamare la servitù. Scarabello prosegue quindi la sua indagine sull’umanità, prende spunto dai movimenti di protesta diffusisi nel mondo durante questi anni di crisi e dalla rinnovata consapevolezza di chi fa parte di quel 99 per cento di persone che quotidianamente devono piegarsi alle regole, al potere e agli interessi del restante 1 per cento dell’umanità. Ed è proprio questo 1 per cento che diventa oggetto della sua ricerca. Scarabello crea così la serie Uppercrust, dodici grandi tele di cui quattro vengono esposte nella mostra in galleria. Sono ritratti di donne e uomini dipinti a grandezza naturale, di cui l’artista ci rende tutta l’altezzosa consapevolezza di appartenere ad una élite che può guardare il mondo dall’alto verso il basso e a cui il resto dell’umanità guarda con invidia e disprezzo ma anche con malcelata voglia di condivisione.
Scarabello indaga il potere attraverso la rappresentazione di chi lo detiene e scandaglia gli effetti dell’esercizio del potere sui volti, sui corpi, sulle posture e sugli atteggiamenti dei protagonisti. I suoi ritratti volutamente lontani da realistici modelli fotografici e frutto invece del libero flusso della fantasia e delle visioni interiori dell’artista, scavano in quello che Scarabello definisce lo stato crudo dell’anima e tendono a rendere allo spettatore un’emozione in grado di evocare il senso di superiorità di chi, ritratto nel dipinto, sembra quasi consapevole del ruolo di rappresentante di una comunità elitaria. Ed è proprio per sottolineare questo aspetto comunitario, questa capacità di non disperdere le energie necessarie per la difesa delle proprie prerogative, che Scarabello ha immaginato di allestire tre grandi tele posizionandole a parallelepipedo, unite da cardini che consentono alla struttura di tenersi eretta, esattamente come legami, convergenze, alleanze sorreggono le élites e consentono ai loro membri di sostenersi l’un l’altro. Così come un ulteriore dipinto si erge al centro della galleria nascondendo la snella struttura lignea che lo sorregge, così introducendo anche un’idea di debolezza contrapposta alle consuete dimostrazioni di forza che il potere abitualmente sfoggia, una debolezza circa la reale sostanza che spesso si nasconde dietro il potere; qui Scarabello rimanda ai Villaggi Potemkin costruiti in cartapesta per impressionare l’imperatrice Caterina II in visita ai territori sottratti all’Impero Ottomano.
Oltre alle grandi tele a dimensione naturale, Scarabello presenta un’installazione che è espressione e conseguenza di un lavoro di catalogazione dei tipi umani che danno carne e vita al potere. Una catalogazione svolta attraverso lo strumento proprio dell’azione dell’artista, che ha dipinto oltre cento piccoli ritratti, raccogliendone e fotografandone una selezione a formare uno slide show che dà corpo all’installazione, in cui due plinti contrapposti fungono l’uno da base d’appoggio per il proiettore, l’altro da protesi corporea dei volti proiettati.
Uppercrust è l’espressione con cui nelle società anglosassoni vengono indicati gli appartenenti alle leading classes, la nuova aristocrazia che utilizza la propria posizione dominante in termini economici, finanziari, di comunicazione e quant’altro per influenzare le masse. L’espressione richiama le forme di pane che un tempo venivano cotte nelle cucine delle dimore nobiliari e che inevitabilmente presentavano un livello di cottura perfetto nella parte alta (uppercrust, appunto), destinata ai padroni, mentre la parte sottostante bruciata serviva a sfamare la servitù. Scarabello prosegue quindi la sua indagine sull’umanità, prende spunto dai movimenti di protesta diffusisi nel mondo durante questi anni di crisi e dalla rinnovata consapevolezza di chi fa parte di quel 99 per cento di persone che quotidianamente devono piegarsi alle regole, al potere e agli interessi del restante 1 per cento dell’umanità. Ed è proprio questo 1 per cento che diventa oggetto della sua ricerca. Scarabello crea così la serie Uppercrust, dodici grandi tele di cui quattro vengono esposte nella mostra in galleria. Sono ritratti di donne e uomini dipinti a grandezza naturale, di cui l’artista ci rende tutta l’altezzosa consapevolezza di appartenere ad una élite che può guardare il mondo dall’alto verso il basso e a cui il resto dell’umanità guarda con invidia e disprezzo ma anche con malcelata voglia di condivisione.
Scarabello indaga il potere attraverso la rappresentazione di chi lo detiene e scandaglia gli effetti dell’esercizio del potere sui volti, sui corpi, sulle posture e sugli atteggiamenti dei protagonisti. I suoi ritratti volutamente lontani da realistici modelli fotografici e frutto invece del libero flusso della fantasia e delle visioni interiori dell’artista, scavano in quello che Scarabello definisce lo stato crudo dell’anima e tendono a rendere allo spettatore un’emozione in grado di evocare il senso di superiorità di chi, ritratto nel dipinto, sembra quasi consapevole del ruolo di rappresentante di una comunità elitaria. Ed è proprio per sottolineare questo aspetto comunitario, questa capacità di non disperdere le energie necessarie per la difesa delle proprie prerogative, che Scarabello ha immaginato di allestire tre grandi tele posizionandole a parallelepipedo, unite da cardini che consentono alla struttura di tenersi eretta, esattamente come legami, convergenze, alleanze sorreggono le élites e consentono ai loro membri di sostenersi l’un l’altro. Così come un ulteriore dipinto si erge al centro della galleria nascondendo la snella struttura lignea che lo sorregge, così introducendo anche un’idea di debolezza contrapposta alle consuete dimostrazioni di forza che il potere abitualmente sfoggia, una debolezza circa la reale sostanza che spesso si nasconde dietro il potere; qui Scarabello rimanda ai Villaggi Potemkin costruiti in cartapesta per impressionare l’imperatrice Caterina II in visita ai territori sottratti all’Impero Ottomano.
Oltre alle grandi tele a dimensione naturale, Scarabello presenta un’installazione che è espressione e conseguenza di un lavoro di catalogazione dei tipi umani che danno carne e vita al potere. Una catalogazione svolta attraverso lo strumento proprio dell’azione dell’artista, che ha dipinto oltre cento piccoli ritratti, raccogliendone e fotografandone una selezione a formare uno slide show che dà corpo all’installazione, in cui due plinti contrapposti fungono l’uno da base d’appoggio per il proiettore, l’altro da protesi corporea dei volti proiettati.
SCARICA IL COMUNICATO IN PDF
MOSTRE A ROMA
-
Dal 13 Aprile 2022 al 30 Aprile 2032
Musei Capitolini
I Colori dell’Antico. Marmi Santarelli ai Musei Capitolini
-
Dal 6 Aprile 2023 al 31 Dicembre 2030
Casa di Giacomo Balla
Casa Balla
Visualizza tutte le mostre a Roma
MOSTRE IN PRIMO PIANO
-
Dal 4 Ottobre 2026 al 6 Ottobre 2026
Milano | Anteo Palazzo del Cinema
I GRANDI MAESTRI | "Caravaggio", un film di David Bickerstaff e Phil Grabsky
-
Dal 29 Settembre 2026 al 31 Gennaio 2027
Milano | Palazzo Reale
I Brueghel. Le origini dei generi pittorici in Europa
-
Dal 26 Settembre 2026 al 10 Gennaio 2027
Mantova | Palazzo Te
Inventare la natura. Leonardo, Arcimboldo, Caravaggio
-
Dal 26 Settembre 2026 al 7 Marzo 2027
Firenze | Museo Novecento
Victor Man
-
Dal 25 Settembre 2026 al 14 Maggio 2027
Roma | Biblioteca Apostolica Vaticana
AQVA
-
Dal 24 Settembre 2026 al 17 Gennaio 2027
Bologna | Palazzo Pallavicini
Le macchine di Leonardo da Vinci. Genio e innovazione