ATELIER.IT / IV episodio
Alessandra Cerri, Il gioco del Karuta, 2025, olio su tela
Dal 17 Aprile 2025 al 8 Giugno 2025
Tivoli | Roma | Visualizza tutte le mostre a Roma
Luogo: Santuario di Ercole Vincitore
Indirizzo: Via degli Stabilimenti 5
Curatori: Andrea Bruciati
E-Mail info: villaexhibitions@cultura.gov.it
L'Istituto Autonomo Villa Adriana e Villa d'Este – VILLÆ di Tivoli presenta il quarto episodio di ATELIER.IT. Un viatico nelle pratiche pittoriche , dal 17 aprile all'8 giugno 2025 presso il Santuario di Ercole Vincitore.
Con l'intenzione di valorizzare le esperienze artistiche contemporanee più significative, la mostra propone una puntuale ricognizione sulla pittura italiana, attraverso l'opera degli artisti Mattia Barbieri, Romina Bassu, Sergio Breviario, Alessandra Cerri, Francesco Lauretta, Alessandro Miotti, Gianpaolo Murtas, Ismaele Nones, Eleonora Rinaldi e Simone Stuto, selezionati per l'occasione da Andrea Bruciati e Nicola Verlato.
L'esposizione nasce nell'ambito del progetto Atelier.it, ideato e curato dal Direttore dell'Istituto, Andrea Bruciati, ogni volta affiancato da celebri artisti nella curatela e nella scelta dei colleghi in mostra. Dopo gli appuntamenti con Francesco De Grandi, Stefano Arienti e Lorenza Boisi, l'artista Nicola Verlato è co-curatore del quarto episodio.
Attraverso le opere dei dieci artisti in mostra, grazie all'intesa curatoriale fra Andrea Bruciati e Nicola Verlato, l'esposizione esamina con sguardo critico la pittura italiana contemporanea, proponendo una riflessione sull'attuale panorama artistico.
L'intento del progetto è quello di illustrare e verificare l'attualità della pratica pittorica – dichiara il Direttore Andrea Bruciati – pertanto ne verifica le vettorialità pulsanti nella penisola. Siamo dinanzi all’ultima tappa di Atelier.it che integra la domanda di 'rappresentazione' mostrata nelle precedenti edizioni e fa il punto su quanto sta accadendo nella pittura italiana attraverso il dialogo curatoriale con uno degli autori che sono entrati a far parte del DEPOT, il nucleo della nostra collezione d'arte contemporanea. Se si osservano le opere dei giovani invitati risulta ben evidente la qualità del nostro panorama artistico che si nutre della varietas propria di un tessuto in fibrillazione, che trova nel medium pittorico continua linfa grazie al dialogo sempre presente e attuale con la densità culturale che è propria di questo Paese e che trova coerente accoglienza in uno spazio ibrido, diagonale e stratificato quale la Villa di Augusto, di Mecenate, ora Santuario di Ercole Vincitore.
Da sempre l'arte italiana è un'arte di figure, e nella massima parte di figure umane. Resiste nel nostro paese un legame indissolubile – afferma Nicola Verlato – con le radici più arcaiche della cultura umana che in altri luoghi è stato sciolto e azzerato.
Il politeismo antico fatto di rituali dove l'idolo esercitava il suo potere vive ancora nelle raffigurazioni pittoriche di moltissimi pittori italiani.
Non è così in molti altri paesi occidentali. Le pur diversissime attitudini degli artisti presenti in mostra, rispetto alle modalità stilistiche con le quali vengono affrontati i problemi della rappresentazione pittorica, ruotano sempre e comunque intorno alla figura.
Considero questa forma di resistenza un immenso dono del quale spesso gli Italiani non hanno contezza cercando, come avviene per molti, di adeguarsi ai dictat di culture spiritualmente meno fortunate.
Selezionati per il primo episodio, co-curato da Francesco De Grandi, gli artisti Alessandro Aprile, Thomas Braida, Michele Cesaratto, Luca De Angelis, Roberto De Pinto, Leonardo Devito, Luisa Me, Elisabetta Marino, Luigi Presicce, Andrea Respino.
Durante il secondo appuntamento, con la co-curatela di Stefano Arienti, in mostra Simone Berti, Bea Bonafini, Cuoghi Corsello, Paolo Gonzato, Andrea Mastrovito, Edoardo Piermattei, Enrico Tealdi, Eva Chiara Trevisan, Vedovamazzei e Serena Vestrucci.
Lo scorso appuntamento, co-curato da Lorenza Boisi, ha visto esposte le opere di Andrea Astolfi, Giulio Catelli, Alessandro Finocchiaro, Andrea Grotto, Sebastiano Impellizzeri, Wu Julian, Beatrice Meoni, Enrico Pierotti, Chris Rocchegiani e Qi Zhang.
Con l'intenzione di valorizzare le esperienze artistiche contemporanee più significative, la mostra propone una puntuale ricognizione sulla pittura italiana, attraverso l'opera degli artisti Mattia Barbieri, Romina Bassu, Sergio Breviario, Alessandra Cerri, Francesco Lauretta, Alessandro Miotti, Gianpaolo Murtas, Ismaele Nones, Eleonora Rinaldi e Simone Stuto, selezionati per l'occasione da Andrea Bruciati e Nicola Verlato.
L'esposizione nasce nell'ambito del progetto Atelier.it, ideato e curato dal Direttore dell'Istituto, Andrea Bruciati, ogni volta affiancato da celebri artisti nella curatela e nella scelta dei colleghi in mostra. Dopo gli appuntamenti con Francesco De Grandi, Stefano Arienti e Lorenza Boisi, l'artista Nicola Verlato è co-curatore del quarto episodio.
Attraverso le opere dei dieci artisti in mostra, grazie all'intesa curatoriale fra Andrea Bruciati e Nicola Verlato, l'esposizione esamina con sguardo critico la pittura italiana contemporanea, proponendo una riflessione sull'attuale panorama artistico.
L'intento del progetto è quello di illustrare e verificare l'attualità della pratica pittorica – dichiara il Direttore Andrea Bruciati – pertanto ne verifica le vettorialità pulsanti nella penisola. Siamo dinanzi all’ultima tappa di Atelier.it che integra la domanda di 'rappresentazione' mostrata nelle precedenti edizioni e fa il punto su quanto sta accadendo nella pittura italiana attraverso il dialogo curatoriale con uno degli autori che sono entrati a far parte del DEPOT, il nucleo della nostra collezione d'arte contemporanea. Se si osservano le opere dei giovani invitati risulta ben evidente la qualità del nostro panorama artistico che si nutre della varietas propria di un tessuto in fibrillazione, che trova nel medium pittorico continua linfa grazie al dialogo sempre presente e attuale con la densità culturale che è propria di questo Paese e che trova coerente accoglienza in uno spazio ibrido, diagonale e stratificato quale la Villa di Augusto, di Mecenate, ora Santuario di Ercole Vincitore.
Da sempre l'arte italiana è un'arte di figure, e nella massima parte di figure umane. Resiste nel nostro paese un legame indissolubile – afferma Nicola Verlato – con le radici più arcaiche della cultura umana che in altri luoghi è stato sciolto e azzerato.
Il politeismo antico fatto di rituali dove l'idolo esercitava il suo potere vive ancora nelle raffigurazioni pittoriche di moltissimi pittori italiani.
Non è così in molti altri paesi occidentali. Le pur diversissime attitudini degli artisti presenti in mostra, rispetto alle modalità stilistiche con le quali vengono affrontati i problemi della rappresentazione pittorica, ruotano sempre e comunque intorno alla figura.
Considero questa forma di resistenza un immenso dono del quale spesso gli Italiani non hanno contezza cercando, come avviene per molti, di adeguarsi ai dictat di culture spiritualmente meno fortunate.
Selezionati per il primo episodio, co-curato da Francesco De Grandi, gli artisti Alessandro Aprile, Thomas Braida, Michele Cesaratto, Luca De Angelis, Roberto De Pinto, Leonardo Devito, Luisa Me, Elisabetta Marino, Luigi Presicce, Andrea Respino.
Durante il secondo appuntamento, con la co-curatela di Stefano Arienti, in mostra Simone Berti, Bea Bonafini, Cuoghi Corsello, Paolo Gonzato, Andrea Mastrovito, Edoardo Piermattei, Enrico Tealdi, Eva Chiara Trevisan, Vedovamazzei e Serena Vestrucci.
Lo scorso appuntamento, co-curato da Lorenza Boisi, ha visto esposte le opere di Andrea Astolfi, Giulio Catelli, Alessandro Finocchiaro, Andrea Grotto, Sebastiano Impellizzeri, Wu Julian, Beatrice Meoni, Enrico Pierotti, Chris Rocchegiani e Qi Zhang.
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