Bengt Kristenson. Vibrazioni dal nord al sud
Bengt Kristenson. Vibrazioni dal nord al sud
Dal 11 Marzo 2015 al 7 Giugno 2015
Luogo: Galleria nazionale d'arte moderna e contemporanea
Indirizzo: viale delle Belle Arti 131
Curatori: Maria Giuseppina Di Monte, Pontus Kristenson
Enti promotori:
- MiBACT
Telefono per informazioni: +39 06 32298221
E-Mail info: s-gnam@beniculturali.it
Sito ufficiale: http://www.gnam.beniculturali.it
"La polarità fra nord e sud, con le sue connotazioni autobiografiche biografiche - ma anche con le sue tradizionali oscillazioni stilistiche fra caricatura e idealizzazione, fra espressionismo e classicismo, fra sublime e pittoresco - non è l'unica coppia di opposti che caratterizza l'opera di Kristenson. A volte i contrasti sono soprattutto formali, come quelli compositivi fra chiuso e aperto, statico e dinamico, passivo e attivo che si colgono soprattutto nei suoi disegni, impostati spesso sui rapporti chiastici fra coppie di figure. Altre volte, la tensione riguarda, invece, il rapporto fra forma e contenuto, come nel passaggio dalla parola all'immagine e viceversa, che contraddistingue una serie di dipinti concepiti come veri e propri paesaggi verbali, ai quali è dedicata una delle sezioni più suggestive di questa mostra" (M.V. Marini Clarelli).
La mostra documenta, attraverso una selezione di opere, a partire dai bozzetti e schizzi tratti dai numerosi album che il figlio di Bengt, Pontus Kristenson, ha custodito gelosamente e che vengono esposti per la prima volta, il lungo iter dell'artista che dalla Svezia si è trasferito in Italia, stabilmente a Roma dai primi anni sessanta, affascinato dalla cultura classica e da quella del Barocco senza però dimenticare la sua origine scandinava che affiora nella vena espressionistica e malinconica di alcuni suoi lavori.
Anche i materiali usati sono i più diversi, da quelli tradizionali della pittura e del disegno a quelli anticonvenzionali come le cassette di pesce (fish-box) dalle quali estrae listoni con i nomi dei commercianti ittici della costa anglo-scozzese che Kristenson giustappone in ritmiche composizioni di parola-immagine.
Ma il medium pittorico non è l'esclusiva forma espressiva perché a questa Kristenson affianca la scultura in legno, di tradizione nordica e familiare, e gli assemblaggi nei quali ai semplici object trouvé si mescolano reperti della sua bizzarra collezione creando inaspettatamente, come dice Claudio Magris a proposito di Borges, quell'incanto "in cui le cose sembra stiano per dirci il loro segreto."
La mostra documenta, attraverso una selezione di opere, a partire dai bozzetti e schizzi tratti dai numerosi album che il figlio di Bengt, Pontus Kristenson, ha custodito gelosamente e che vengono esposti per la prima volta, il lungo iter dell'artista che dalla Svezia si è trasferito in Italia, stabilmente a Roma dai primi anni sessanta, affascinato dalla cultura classica e da quella del Barocco senza però dimenticare la sua origine scandinava che affiora nella vena espressionistica e malinconica di alcuni suoi lavori.
Anche i materiali usati sono i più diversi, da quelli tradizionali della pittura e del disegno a quelli anticonvenzionali come le cassette di pesce (fish-box) dalle quali estrae listoni con i nomi dei commercianti ittici della costa anglo-scozzese che Kristenson giustappone in ritmiche composizioni di parola-immagine.
Ma il medium pittorico non è l'esclusiva forma espressiva perché a questa Kristenson affianca la scultura in legno, di tradizione nordica e familiare, e gli assemblaggi nei quali ai semplici object trouvé si mescolano reperti della sua bizzarra collezione creando inaspettatamente, come dice Claudio Magris a proposito di Borges, quell'incanto "in cui le cose sembra stiano per dirci il loro segreto."
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