Gli Istituti archivistici per le celebrazioni dantesche
Dantedì I 25 marzo 2021
Dal 25 March 2021 al 25 March 2021
Luogo: Archivi di Stato
Indirizzo: Sedi varie
Enti promotori:
- MiC - Ministero della Cultura
E-Mail info: dg-a.comunicazione@beniculturali.it
Sito ufficiale: http://www.beniculturali.it/evento/dantedì
L'emergenza sanitaria che stiamo vivendo non ha fermato l’iniziativa degli Istituti archivistici per le celebrazioni dantesche, che con oltre 54 eventi proposti in tutta Italia, hanno tratto ispirazione dal patrimonio conservato per proporre percorsi, mostre virtuali, letture e lezioni dantesche, che ci restituiscono in una versione multiforme, la vicenda umana, letteraria e civile di Dante nel suo contesto storico, ma anche l'attualità della sua figura e della sua eredità.
Nei documenti d’archivio è possibile rintracciare una varietà di notizie sul Poeta, dall'attività in qualità di diplomatico al servizio dei marchesi Malaspina di Mulazzo documentata dall'Archivio di Stato di La Spezia, fino agli atti notarili legati al ritrovamento nel 1865 delle spoglie mortali del Poeta in una cassa di legno posta presso un convento francescano di Ravenna, conservati dall'Archivio di Stato di Roma; documenti pubblici, come quelli conservati all’Archivio di Stato di Firenze, nei quali Dantecompare come uomo che partecipa alla vita sociale e politica fiorentina, in cui la vita dell’uomo si intreccia con quella della città: il “Libro del chiodo”, il registro che riporta la condanna a morte di Dante e che lo costringerà all’esilio.
Grazie agli Archivi si può anche ripercorrere la circolazione della Commedia e delle opere dantesche: numerose le cosiddette “pergamene di recupero” che recano versi o interi canti del poema rintracciate in volumi e registri di atti notarili o commerciali cui facevano da “copertina”, e gli inventari dei beni di famiglie in cui spesso compare tra i libri posseduti una copia del poema. L’Archivio di Stato di Bologna conserva documenti legati alla precoce divulgazione delle sue opere a partire dal cosiddetto “sonetto della Garisenda”, prima testimonianza in assoluto della circolazione di un testo dantesco.
Il viaggio ultraterreno narrato nella Commedia ma anche l'esilio hanno portato Dante ad attraversare e raccontare tanti luoghi della Penisola: lo testimoniano ad esempio l’Archivio di Stato di Forlì-Cesena, che propone un itinerario iconografico attraverso le fonti sulla storia del paesaggio e dei luoghi narrati nella Commedia, mentre l’Archivio di Stato di Lecce, declina la prospettiva del “luogo” con una mostra documentaria che illustra il contesto storico e politico del territorio salentino nel periodo in cui visse e operò il Sommo Poeta.
L'eredità e il ricordo del Poeta vivono ancora oggi nella toponomastica e nell'urbanistica delle nostre città, come testimoniano la “Zona Dantesca” di Ravenna, a cui l'Archivio di Stato della città dedica un approfondimento, e i monumenti dedicati a Dante a Trento, Treviso e Bergamo, cui i rispettivi Archivi dedicano percorsi e mostre virtuali.
“Gli Istituti archivistici, custodi della memoria delle comunità e dell'intero Paese, grazie alla ricchezza e varietà del patrimonio custodito, hanno la possibilità di raccontare Dante attraverso le tracce dirette e indirette della sua vita e dei suoi viaggi che, da uomo profondamente immerso nella vita sociale e politica del suo tempo, ha lasciato nei nostri Archivi”, dichiara il Direttore Generale Archivi Anna Maria Buzzi “senza dimenticare quanto il nome e il ricordo di Dante Alighieri hanno rappresentato per l'identità e l'unità del nostro Paese anche nella Storia più recente”.
A partire da questa ricchissima gamma di fonti di ispirazione, gli Istituti archivistici ci danno appuntamento alla giornata del 25 marzo, data simbolica di avvio delle celebrazioni dantesche, ma ci invitano a seguirli anche per la gran parte dell'anno, alla scoperta dei tanti volti ancora inediti del nostro autore più famoso.
Le iniziative degli Istituti sono tutte pubblicate sul sito del Ministero della Cultura.
Nei documenti d’archivio è possibile rintracciare una varietà di notizie sul Poeta, dall'attività in qualità di diplomatico al servizio dei marchesi Malaspina di Mulazzo documentata dall'Archivio di Stato di La Spezia, fino agli atti notarili legati al ritrovamento nel 1865 delle spoglie mortali del Poeta in una cassa di legno posta presso un convento francescano di Ravenna, conservati dall'Archivio di Stato di Roma; documenti pubblici, come quelli conservati all’Archivio di Stato di Firenze, nei quali Dantecompare come uomo che partecipa alla vita sociale e politica fiorentina, in cui la vita dell’uomo si intreccia con quella della città: il “Libro del chiodo”, il registro che riporta la condanna a morte di Dante e che lo costringerà all’esilio.
Grazie agli Archivi si può anche ripercorrere la circolazione della Commedia e delle opere dantesche: numerose le cosiddette “pergamene di recupero” che recano versi o interi canti del poema rintracciate in volumi e registri di atti notarili o commerciali cui facevano da “copertina”, e gli inventari dei beni di famiglie in cui spesso compare tra i libri posseduti una copia del poema. L’Archivio di Stato di Bologna conserva documenti legati alla precoce divulgazione delle sue opere a partire dal cosiddetto “sonetto della Garisenda”, prima testimonianza in assoluto della circolazione di un testo dantesco.
Il viaggio ultraterreno narrato nella Commedia ma anche l'esilio hanno portato Dante ad attraversare e raccontare tanti luoghi della Penisola: lo testimoniano ad esempio l’Archivio di Stato di Forlì-Cesena, che propone un itinerario iconografico attraverso le fonti sulla storia del paesaggio e dei luoghi narrati nella Commedia, mentre l’Archivio di Stato di Lecce, declina la prospettiva del “luogo” con una mostra documentaria che illustra il contesto storico e politico del territorio salentino nel periodo in cui visse e operò il Sommo Poeta.
L'eredità e il ricordo del Poeta vivono ancora oggi nella toponomastica e nell'urbanistica delle nostre città, come testimoniano la “Zona Dantesca” di Ravenna, a cui l'Archivio di Stato della città dedica un approfondimento, e i monumenti dedicati a Dante a Trento, Treviso e Bergamo, cui i rispettivi Archivi dedicano percorsi e mostre virtuali.
“Gli Istituti archivistici, custodi della memoria delle comunità e dell'intero Paese, grazie alla ricchezza e varietà del patrimonio custodito, hanno la possibilità di raccontare Dante attraverso le tracce dirette e indirette della sua vita e dei suoi viaggi che, da uomo profondamente immerso nella vita sociale e politica del suo tempo, ha lasciato nei nostri Archivi”, dichiara il Direttore Generale Archivi Anna Maria Buzzi “senza dimenticare quanto il nome e il ricordo di Dante Alighieri hanno rappresentato per l'identità e l'unità del nostro Paese anche nella Storia più recente”.
A partire da questa ricchissima gamma di fonti di ispirazione, gli Istituti archivistici ci danno appuntamento alla giornata del 25 marzo, data simbolica di avvio delle celebrazioni dantesche, ma ci invitano a seguirli anche per la gran parte dell'anno, alla scoperta dei tanti volti ancora inediti del nostro autore più famoso.
Le iniziative degli Istituti sono tutte pubblicate sul sito del Ministero della Cultura.
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