I quadri prendono vita. Grandi capolavori per piccoli protagonisti

Dal 11 Aprile 2015 al 10 Maggio 2015
Roma
Luogo: Museo di Roma
Indirizzo: piazza Navona 2
Orari: da martedì a domenica 10-19
Enti promotori:
- Roma Capitale Assessorato Cultura e Turismo - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali
Costo del biglietto: ingresso gratuito
Telefono per informazioni: +39 060608
E-Mail info: museodiroma@comune.roma.it
Sito ufficiale: http://www.museodiroma.it/
Venticinque quadri di grandi maestri del passato, tra cui Caravaggio, Leonardo, Vermeer, Tiziano e Degas – solo per citarne alcuni - “prendono vita” grazie agli alunni della classe V elementare dell’Istituto Comprensivo Piazza Capri di Roma, che ne hanno interpretato la posizione e l’espressione e hanno partecipato, insieme ai genitori, all’allestimento delle scene e alla cura di ogni singolo dettaglio per regalarci una sorprendente restituzione puntuale delle opere, persino nella somiglianza fisionomica con i giovani “attori”.
“…Gesù allora, deluso dal comportamento degli apostoli, pensò: - Giuro che è l’ultima volta che organizzo una cena a casa mia!”.
Termina così la descrizione del capolavoro di Leonardo da Vinci, L’ultima cena, da parte di una delle bambine della classe V elementare dell’Istituto Comprensivo Piazza Capri di Roma, protagonista, insieme ai suoi compagni di classe della singolare mostra, a ingresso libero, “I quadri prendono vita – Grandi capolavori per piccoli protagonisti”, organizzata dall’Assessorato alla Cultura e Turismo – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e ospitata, dall’11 aprile al 10 maggio al Museo di Roma – Palazzo Braschi.
Il commento dei bambini, in tutta la loro esplosiva freschezza, ad alcuni grandi capolavori è solo uno degli aspetti che fanno di questa mostra una iniziativa di spiccata valenza creativa ed educativa. Tutto nasce dall’impegno di un’insegnante, Antonella Mazzara, che durante i cinque anni del ciclo di istruzione ha guidato i propri alunni alla conoscenza dell’arte, partendo però non dalla semplice nozione riportata sui libri di testo, ma dalla lettura di aneddoti legati alle biografie dei pittori, dalla visione di filmati e l’ascolto di musiche, oltre alla frequentazione di musei e mostre temporanee. Il percorso di graduale avvicinamento dei bambini all’arte e al suo linguaggio specifico li ha portati pian piano a conoscere gli autori dei quadri e immaginarne le passioni filtrate attraverso le loro opere.
E in alcuni di quei quadri, al termine di questo primo ciclo scolastico, i bambini sono entrati “anima e corpo”.
Sono venticinque i quadri di grandi maestri del passato, tra cui Caravaggio, Leonardo, Vermeer, Tiziano e Degas – solo per citarne alcuni - che “hanno preso vita” grazie a questi ragazzi che hanno indossato i panni dei personaggi, ne hanno interpretato la posizione e l’espressione e hanno partecipato, insieme ai genitori, all’allestimento delle scene e alla cura di ogni singolo dettaglio per regalarci una sorprendente restituzione puntuale delle opere, persino nella somiglianza fisionomica con i giovani “attori”. L’iniziativa costituisce un valido esempio di sinergia che unisce, in un proficuo rapporto, istituzioni e società civile, a tutto vantaggio della crescita culturale del nostro paese.
Entrare nei dipinti ha permesso a ognuno di questi bambini di tuffarsi nella realtà rappresentata, di sentirne gli odori, di percepirne i suoni, di immaginare i pensieri e le azioni dei personaggi con i quali hanno avuto la sensazione di parlare e con cui hanno stretto un legame di vera e propria amicizia, destinata a durare una vita intera.
Perché quando si entra in un dipinto, come hanno fatto questi ragazzi, difficilmente si potrà dimenticare.
“…Gesù allora, deluso dal comportamento degli apostoli, pensò: - Giuro che è l’ultima volta che organizzo una cena a casa mia!”.
Termina così la descrizione del capolavoro di Leonardo da Vinci, L’ultima cena, da parte di una delle bambine della classe V elementare dell’Istituto Comprensivo Piazza Capri di Roma, protagonista, insieme ai suoi compagni di classe della singolare mostra, a ingresso libero, “I quadri prendono vita – Grandi capolavori per piccoli protagonisti”, organizzata dall’Assessorato alla Cultura e Turismo – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e ospitata, dall’11 aprile al 10 maggio al Museo di Roma – Palazzo Braschi.
Il commento dei bambini, in tutta la loro esplosiva freschezza, ad alcuni grandi capolavori è solo uno degli aspetti che fanno di questa mostra una iniziativa di spiccata valenza creativa ed educativa. Tutto nasce dall’impegno di un’insegnante, Antonella Mazzara, che durante i cinque anni del ciclo di istruzione ha guidato i propri alunni alla conoscenza dell’arte, partendo però non dalla semplice nozione riportata sui libri di testo, ma dalla lettura di aneddoti legati alle biografie dei pittori, dalla visione di filmati e l’ascolto di musiche, oltre alla frequentazione di musei e mostre temporanee. Il percorso di graduale avvicinamento dei bambini all’arte e al suo linguaggio specifico li ha portati pian piano a conoscere gli autori dei quadri e immaginarne le passioni filtrate attraverso le loro opere.
E in alcuni di quei quadri, al termine di questo primo ciclo scolastico, i bambini sono entrati “anima e corpo”.
Sono venticinque i quadri di grandi maestri del passato, tra cui Caravaggio, Leonardo, Vermeer, Tiziano e Degas – solo per citarne alcuni - che “hanno preso vita” grazie a questi ragazzi che hanno indossato i panni dei personaggi, ne hanno interpretato la posizione e l’espressione e hanno partecipato, insieme ai genitori, all’allestimento delle scene e alla cura di ogni singolo dettaglio per regalarci una sorprendente restituzione puntuale delle opere, persino nella somiglianza fisionomica con i giovani “attori”. L’iniziativa costituisce un valido esempio di sinergia che unisce, in un proficuo rapporto, istituzioni e società civile, a tutto vantaggio della crescita culturale del nostro paese.
Entrare nei dipinti ha permesso a ognuno di questi bambini di tuffarsi nella realtà rappresentata, di sentirne gli odori, di percepirne i suoni, di immaginare i pensieri e le azioni dei personaggi con i quali hanno avuto la sensazione di parlare e con cui hanno stretto un legame di vera e propria amicizia, destinata a durare una vita intera.
Perché quando si entra in un dipinto, come hanno fatto questi ragazzi, difficilmente si potrà dimenticare.
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