NapoliCaruso
Enrico Caruso con disco
Dal 9 Ottobre 2021 al 31 Dicembre 2021
Praiano | Salerno | Visualizza tutte le mostre a Salerno
Luogo: Casa della Musica
Indirizzo: Piazza San Luca
Costo del biglietto: ingresso gratuito nel rispetto delle normative vigenti per il contrasto dell'emergenza epidemiologica da COVID-19
Telefono per informazioni: +39 089 813 1911
E-Mail info: info@casabideri.it
Si intitola “NapoliCaruso” la mostra realizzata dalla Fondazione Bideri per
ricordare Enrico Caruso e il suo rapporto con le canzoni napoletane.
Allestita a Praiano, nella suggestiva cappella seicentesca dell’’ex Congrega
del Rosario, l’’esposizione inaugurata sabato 9 ottobre e aperta, gratuitamente, fino al 31 dicembre.
La mostra NapoliCaruso ripercorre la carriera di Enrico Caruso attraverso
l’’esposizione di immagini, documenti inediti, 78 giri e materiali d’’epoca
appartenenti alla Fondazione Bideri.
Rare fotografie di scena raccontano il suo debutto nel repertorio
operistico, con le applaudite esibizioni nei teatri campani e nel
Duomo di Maiori nel luglio 1894.
NapoliCaruso testimonia, poi, i trionfi internazionali e l’’approdo a New York,
dove Caruso diventò la prima star dell’allora nascente industria
discografica.
La mostra dà spazio anche al Caruso abile caricaturista, come rivela
l’’esposizione di un ritratto a matita di Ernesto De Curtis datato maggio 1921.
Il percorso narrativo di NapoliCaruso ricorda, inoltre, l’’amore di Caruso per
la sua terra e per la famiglia con una serie di scatti realizzati all’’hotel
Vittoria di Sorrento insieme alla moglie Dorothy Benjamin e la figlia Gloria. Sono
immagini delle settimane precedenti la sua scomparsa, che fanno da triste
contraltare a quelle dei suoi funerali a piazza del Plebiscito.
NapoliCaruso, però, è soprattutto un viaggio nelle canzoni napoletane di
Caruso, i grandi classici e quelle da lui stesso composte.
In mostra i dischi della Victor Talking Machine, i versi autografi di
Manella Mia, firmati da Ferdinando Russo, e gli spartiti originali della
Fondazione Bideri, la passione per i grandi classici come ‘O sole
mio e Core ‘ngrato, la predilizione per due canzoni ormai
dimenticate: Mamma mia che vò sapè?! e la struggente Pecchè?.
Il talento del Caruso compositore di canzoni napoletane viene alla luce,
invece, grazie a quattro elaborazioni del prof. Luigi Ottaiano del
Conservatorio “Nicola Sala” di Benevento. I visitatori, infatti, potranno
scoprire ‘Canzona a dispietto’, finora sconosciuta ai più, nonché ‘Fenesta
abbandunata’ e ‘No! Nun di’ ca so’ stato i’!’.
Infine, di ‘Tiempo antico’ viene proposta una versione davvero unica,
realizzata in occasione della mostra. La più famosa delle canzoni napoletane
composte da Caruso, infatti, può essere ascoltata via smartphone in un nuovo
arrangiamento che combina la sua voce originale e l’’accompagnamento
strumentale degli allievi del Conservatorio di Benevento.
‘’“NapoliCaruso ricorda un interprete straordinario, ma è soprattutto
un’iniziativa pensata per restituire alla fruizione contemporanea una
memoria musicale finita nel dimenticatoio”, ha dichiarato Ferdinando Bideri,
presidente della Fondazone Bideri’’.
NapoliCaruso è stata realizzata con il contributo della Regione Campania;
con il patrocinio del Comune di Praiano; con la collaborazione del
Conservatorio Statale di Musica “Nicola Sala” di Benevento; con il sostegno
della Gennarelli Bideri Editori e di radio Napoli.
ricordare Enrico Caruso e il suo rapporto con le canzoni napoletane.
Allestita a Praiano, nella suggestiva cappella seicentesca dell’’ex Congrega
del Rosario, l’’esposizione inaugurata sabato 9 ottobre e aperta, gratuitamente, fino al 31 dicembre.
La mostra NapoliCaruso ripercorre la carriera di Enrico Caruso attraverso
l’’esposizione di immagini, documenti inediti, 78 giri e materiali d’’epoca
appartenenti alla Fondazione Bideri.
Rare fotografie di scena raccontano il suo debutto nel repertorio
operistico, con le applaudite esibizioni nei teatri campani e nel
Duomo di Maiori nel luglio 1894.
NapoliCaruso testimonia, poi, i trionfi internazionali e l’’approdo a New York,
dove Caruso diventò la prima star dell’allora nascente industria
discografica.
La mostra dà spazio anche al Caruso abile caricaturista, come rivela
l’’esposizione di un ritratto a matita di Ernesto De Curtis datato maggio 1921.
Il percorso narrativo di NapoliCaruso ricorda, inoltre, l’’amore di Caruso per
la sua terra e per la famiglia con una serie di scatti realizzati all’’hotel
Vittoria di Sorrento insieme alla moglie Dorothy Benjamin e la figlia Gloria. Sono
immagini delle settimane precedenti la sua scomparsa, che fanno da triste
contraltare a quelle dei suoi funerali a piazza del Plebiscito.
NapoliCaruso, però, è soprattutto un viaggio nelle canzoni napoletane di
Caruso, i grandi classici e quelle da lui stesso composte.
In mostra i dischi della Victor Talking Machine, i versi autografi di
Manella Mia, firmati da Ferdinando Russo, e gli spartiti originali della
Fondazione Bideri, la passione per i grandi classici come ‘O sole
mio e Core ‘ngrato, la predilizione per due canzoni ormai
dimenticate: Mamma mia che vò sapè?! e la struggente Pecchè?.
Il talento del Caruso compositore di canzoni napoletane viene alla luce,
invece, grazie a quattro elaborazioni del prof. Luigi Ottaiano del
Conservatorio “Nicola Sala” di Benevento. I visitatori, infatti, potranno
scoprire ‘Canzona a dispietto’, finora sconosciuta ai più, nonché ‘Fenesta
abbandunata’ e ‘No! Nun di’ ca so’ stato i’!’.
Infine, di ‘Tiempo antico’ viene proposta una versione davvero unica,
realizzata in occasione della mostra. La più famosa delle canzoni napoletane
composte da Caruso, infatti, può essere ascoltata via smartphone in un nuovo
arrangiamento che combina la sua voce originale e l’’accompagnamento
strumentale degli allievi del Conservatorio di Benevento.
‘’“NapoliCaruso ricorda un interprete straordinario, ma è soprattutto
un’iniziativa pensata per restituire alla fruizione contemporanea una
memoria musicale finita nel dimenticatoio”, ha dichiarato Ferdinando Bideri,
presidente della Fondazone Bideri’’.
NapoliCaruso è stata realizzata con il contributo della Regione Campania;
con il patrocinio del Comune di Praiano; con la collaborazione del
Conservatorio Statale di Musica “Nicola Sala” di Benevento; con il sostegno
della Gennarelli Bideri Editori e di radio Napoli.
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