An Art of One's Own
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An Art of One's Own, Raffaella De Chirico Arte Contemporanea, Torino
Dal 05 Marzo 2015 al 12 Aprile 2015
Torino
Luogo: Raffaella De Chirico Arte Contemporanea
Indirizzo: via Giolitti 52 - via della Rocca 19
Orari: tuesday and wednesday 14:00/19:00 thursday, friday and saturday 11:00/19:00 On others by appointment
Telefono per informazioni: +39 011.83.53.57
E-Mail info: info@dechiricogalleriadarte.it
Sito ufficiale: http://www.dechiricogalleriadarte.com
A Room of One’s Own è un saggio di Virginia Woolf pubblicato per la prima volta nel 1929 ed basato su due conferenze tenute a Newnham e Girton, college femminili dell’Università di Cambridge nel 1928.
Parafrasandone il titolo, la mostra collettiva An Art’s of One’s Own nasce dal lavoro di 10 Artiste la cui ricerca necessita dell'intimità di un luogo, di una "stanza" in cui veicolare il ricamo, il disegno, la cera, la scrittura.
Ribaltandone inoltre il concetto, il lavoro dell'Artista dive nta la stanza nella quale il fruitore viene "accolto" ; pur nel tentati vo di decostruire il linguaggio patriarcale, le Artiste propongono un lavoro scevro dalla rabbia dovuta all'esclusione del mondo artistico attivo, privilegiandone l'aspetto della ricerca artistica tout court.
Lontano da un lavoro di contestazione e femminismo radicale, il lavoro delle 10 artiste, declinato con più o meno violenza o trasgressione, seppur di epoche diverse, si riferisce invece ad una sorta di post patriarcato, concetto b en delineato dalla filosofa tedesca Heide Goettner- Abendroth nel suo saggio Le società matriarcali, nel quale il termine si rifà al concetto di "all'inizio le madri", dal più antico significato di arché che concerne l'interrogazione dell'origine, dell'inizio.
La forma matriarcale di una società prevede un'economia bilanciata (l'indipendenza economica p aventata dalla Woolf nel saggio) e, a livello sociale, la discendenza matrilineare all'interno di un contesto di orizzontalità non gerarchica. E infine, un a forte inclinazione spirituale che attraversa ogni aspetto della vita e che poggia sul divino femminile.
Quindi un lavoro ed attitudine contemporanei, lontani ed evoluti rispetto alle affermazioni della Woolf secondo cui "nessuna delle grandi scrittrici aveva figli" o il riferimento all'impossibilità delle donne di riuscire ad ottenere un posto nella società.
In esposizione:
Carla Accardi, Irma Blank, Dadamaino, Angiola Gatti, Andi Kacziba, Maria Lai, Elena Modorati, Carol Rama, Elisabeth Scherffig, Eva Sørensen
Parafrasandone il titolo, la mostra collettiva An Art’s of One’s Own nasce dal lavoro di 10 Artiste la cui ricerca necessita dell'intimità di un luogo, di una "stanza" in cui veicolare il ricamo, il disegno, la cera, la scrittura.
Ribaltandone inoltre il concetto, il lavoro dell'Artista dive nta la stanza nella quale il fruitore viene "accolto" ; pur nel tentati vo di decostruire il linguaggio patriarcale, le Artiste propongono un lavoro scevro dalla rabbia dovuta all'esclusione del mondo artistico attivo, privilegiandone l'aspetto della ricerca artistica tout court.
Lontano da un lavoro di contestazione e femminismo radicale, il lavoro delle 10 artiste, declinato con più o meno violenza o trasgressione, seppur di epoche diverse, si riferisce invece ad una sorta di post patriarcato, concetto b en delineato dalla filosofa tedesca Heide Goettner- Abendroth nel suo saggio Le società matriarcali, nel quale il termine si rifà al concetto di "all'inizio le madri", dal più antico significato di arché che concerne l'interrogazione dell'origine, dell'inizio.
La forma matriarcale di una società prevede un'economia bilanciata (l'indipendenza economica p aventata dalla Woolf nel saggio) e, a livello sociale, la discendenza matrilineare all'interno di un contesto di orizzontalità non gerarchica. E infine, un a forte inclinazione spirituale che attraversa ogni aspetto della vita e che poggia sul divino femminile.
Quindi un lavoro ed attitudine contemporanei, lontani ed evoluti rispetto alle affermazioni della Woolf secondo cui "nessuna delle grandi scrittrici aveva figli" o il riferimento all'impossibilità delle donne di riuscire ad ottenere un posto nella società.
In esposizione:
Carla Accardi, Irma Blank, Dadamaino, Angiola Gatti, Andi Kacziba, Maria Lai, Elena Modorati, Carol Rama, Elisabeth Scherffig, Eva Sørensen
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carol rama ·
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elisabeth scherffig ·
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angiola gatti ·
eva s rensen
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