Media Hora. Fotografie di Pablo Balbontin Arenas
© Pablo Arenas Balbontin | Pablo Arenas Balbontin, Club Fantasia. Carretera Nacional N-322a, Jaén-Granada, 2011
Dal 14 June 2018 al 26 August 2018
Torino
Luogo: CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia
Indirizzo: via delle Rosine 18
Orari: 11-19; giovedì 11-21. Martedì chiuso. Ultimo ingresso 30 minuti prima della chiusura
Enti promotori:
- Patrocinio di Regione Piemonte e Città di Torino
Costo del biglietto: ingresso gratuito
E-Mail info: camera@camera.to
Sito ufficiale: http://www.camera.to
CAMERA - Centro Italiano per la Fotografia presenta la nuova mostra in Project Room dedicata alla serie fotografica “Media Hora” di Pablo Balbontin Arenas.
La serie “Media Hora” illustra le case di appuntamento spagnole con un occhio diverso, durante il giorno, quando sono chiuse al pubblico e quasi impercettibili, mimetizzate nell’ambiente urbano, e la luce forte svela ogni dettaglio di quei luoghi. Uno dei tratti caratteristici della ricerca fotografica di Pablo Balbontin è, infatti, proprio il tema dell’apparenza visiva che nasconde le realtà drammatiche: “media hora” è il tempo minimo che i clienti possono contrattare con le prostitute nelle case chiuse di Spagna, tempo stabilito dai proprietari e non dalle donne.
Il nostro occhio - spiega il fotografo Pablo Balbontin Arenas - scopre un paesaggio diverso, di cuori rotti, di palme di plastica, di camere di sicurezza nascoste, dettagli che di notte le luci al neon nascondono, illudendo i clienti di entrare in paradiso, paradiso artificiale che occulta l’inferno nel quale vivono le donne che sono obbligate a prostituirsi dalla mafia della tratta di persone. Donne recluse, senza documenti, che per riconquistare la propria libertà devono pagare i debiti economici contratti con l’organizzazione criminale che le ha portate in Europa. La superficialità ci circonda, manchiamo dello spirito critico tanto necessario per ribellarci alle menzogne delle apparenze ed agli abusi nascosti che in esse si perpetrano.
La serie “Media Hora” è un esercizio di responsabilità, di comprensione di una verità quasi invisibile, ovvero, dell’abuso di donne provenienti da paesi in via di sviluppo, rinchiuse tra le mura in ambienti kitsch e volgari che nascondono tristezza e dolore.
L’invisibilità è la chiave di lettura, il fil rouge che lega le immagini di questa collezione fotografica di edifici disomogenei per caratteristiche, ma accomunati da una funzione cosi drammatica e socialmente rilevante.
Pablo Balbontin Arenas, di nazionalità spagnola, nasce nel 1965 a Savona. Si laurea in Giornalismo nel 1990 all’Università Complutense di Madrid. Da Siviglia, si traferisce a Torino nel 1994 e inizia a collaborare con l’agenzia Grazia Neri. Dal 2007 al 2015 è stato professore di fotografia e reportage allo IED di Torino. Dal 2008 lavora con il grande formato 4x5 pollici su soggetti di carattere sociale-politico-economico e paesaggistico. Bibliografia:
“I Dannati, Iraq la guerra silenziosa” Angolo Manzoni/Fondazione Italiana per la Fotografia, Torino, 2001.
“I Custodi della biodiversità” FAO. UN/ Angolo Manzoni, Torino, 2003.
“Smisurati Giganti? La modernità dell’eolico nel paesaggio italiano” Legambiente/Alinea Editori, Firenze 2010. “Media Hora” CICUS, Università di Siviglia, 2017.
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