Two painters in a bubble. Luigi Rocca e Donatella Chiara Bedello
Donatella Chiara Bedello, Chelsea Guitars, 2021, acrilico su tela, cm. 45x50
Dal 28 Novembre 2021 al 14 Gennaio 2022
Venezia | Visualizza tutte le mostre a Venezia
Luogo: Galleria d’arte contemporanea Ghetto Et Cetera
Indirizzo: Campo del Ghetto novo 2919
Orari: lun, mart, merc e sab 10-13, giov, ven e dom 10-13 / 16-19.30
Curatori: Marianna Accerboni
Telefono per informazioni: +39 041 2750039
E-Mail info: info@ghetto-etcetera.com
Sito ufficiale: http://www-ghetto-etcetera.com
Da domenica 28 novembre 2021 sarà visitabile alla Galleria d’arte contemporanea Ghetto Et Cetera di Venezia (Campo del Ghetto novo 2919) la rassegna "Two painters in a bubble", una doppia personale di Luigi Rocca e Donatella Chiara Bedello, lui friulano, lei torinese, attivi a Venezia da molti anni nel segno di una personale e virtuosa interpretazione dell’Iperrealismo. La mostra sarà inaugurata online il 5 dicembre alle ore 12 con introduzione dell’arch. MariannaAccerboni in diretta streaming, che rimarrà accessibile sul sito della Galleria.
In mostra una ventina di opere, tra acrilici su tela e stampe fine art, realizzate dal Maestro Rocca tra il 2015 e il 2016, dalla Bedello negli ultimi due anni. Di Rocca saranno inoltre esposte alcune lampade create con materiali di recupero, inserendo anche pezzi particolari della Harley Davidson, e riproducenti il rumore della moto.
In tempi di pandemia, - scrive Marianna Accerboni - non si eseguono in una grande bolla protettiva soltanto concerti live - come quelli diffusi dalla band The Flaming Lips in varie parti del mondo - ma anche quadri. Ed è con questo spirito, che allude di certo anche all’alveo di concentrazione in cui sono immersi gli artisti quando lavorano, che sono stati eseguiti i dipinti di Luigi Rocca e Donatella Chiara Bedello, lui friulano, lei torinese, attivi a Venezia da molti anni nel segno di una personale e virtuosa interpretazione dell’Iperrealismo. Che coglie attimi fuggenti del vivere quotidiano negli Stati Uniti con una destrezza di tocco incredibile, che in Rocca si fa tensione alla ricerca del perfezionismo assoluto nell’ambito di una realtà che travalica e supera il reale, mentre la Bedello concede spazi di luce anche al lessico espressionista, da cui trae momenti di libero sentire e agire. Due artisti di talento che dalla lezione iperrealista - che trova il suo più immediato precedente nel gioco della pop art, figlia dell’America così come lo è stato dai primi anni Settanta l’Iperrealismo stesso, - sanno far scaturire la luce, valenza di cui sono capaci solo i grandi interpreti dell’arte.
Inoltre il razionale fantasticare di Rocca - pittore presente da oltre vent’anni nelle prestigiose gallerie Mensing, che espongono le sue opere con successo in diverse città tedesche - non finisce di stupire, al di là dello stile prediletto, poiché il pittore riesce a estrapolare dalla propria passione per le moto Harley Davidson, soggetti di molti suoi dipinti, anche dei pezzi che, uniti ad altri materiali di recupero, vanno a formare delle originali lampade postmoderne e surreali, luminose e sonore, alcune delle quali riproducono anche il rumore della Harley. Ed ecco palesarsi nuovamente il concetto di libertà, del libero agire che diverte e stupisce mentre la luce, che abbaglia e intride le opere di ambedue gli artisti, - conclude il critico - scaturisce come un’avvenente prima donna dal loro felice pennello, esprimendo il loro talento, figlio della modernità e di un lavoro certosino e tenace.
In mostra una ventina di opere, tra acrilici su tela e stampe fine art, realizzate dal Maestro Rocca tra il 2015 e il 2016, dalla Bedello negli ultimi due anni. Di Rocca saranno inoltre esposte alcune lampade create con materiali di recupero, inserendo anche pezzi particolari della Harley Davidson, e riproducenti il rumore della moto.
In tempi di pandemia, - scrive Marianna Accerboni - non si eseguono in una grande bolla protettiva soltanto concerti live - come quelli diffusi dalla band The Flaming Lips in varie parti del mondo - ma anche quadri. Ed è con questo spirito, che allude di certo anche all’alveo di concentrazione in cui sono immersi gli artisti quando lavorano, che sono stati eseguiti i dipinti di Luigi Rocca e Donatella Chiara Bedello, lui friulano, lei torinese, attivi a Venezia da molti anni nel segno di una personale e virtuosa interpretazione dell’Iperrealismo. Che coglie attimi fuggenti del vivere quotidiano negli Stati Uniti con una destrezza di tocco incredibile, che in Rocca si fa tensione alla ricerca del perfezionismo assoluto nell’ambito di una realtà che travalica e supera il reale, mentre la Bedello concede spazi di luce anche al lessico espressionista, da cui trae momenti di libero sentire e agire. Due artisti di talento che dalla lezione iperrealista - che trova il suo più immediato precedente nel gioco della pop art, figlia dell’America così come lo è stato dai primi anni Settanta l’Iperrealismo stesso, - sanno far scaturire la luce, valenza di cui sono capaci solo i grandi interpreti dell’arte.
Inoltre il razionale fantasticare di Rocca - pittore presente da oltre vent’anni nelle prestigiose gallerie Mensing, che espongono le sue opere con successo in diverse città tedesche - non finisce di stupire, al di là dello stile prediletto, poiché il pittore riesce a estrapolare dalla propria passione per le moto Harley Davidson, soggetti di molti suoi dipinti, anche dei pezzi che, uniti ad altri materiali di recupero, vanno a formare delle originali lampade postmoderne e surreali, luminose e sonore, alcune delle quali riproducono anche il rumore della Harley. Ed ecco palesarsi nuovamente il concetto di libertà, del libero agire che diverte e stupisce mentre la luce, che abbaglia e intride le opere di ambedue gli artisti, - conclude il critico - scaturisce come un’avvenente prima donna dal loro felice pennello, esprimendo il loro talento, figlio della modernità e di un lavoro certosino e tenace.
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